Trova 160mila euro e li consegna ai carabinieri. Non è la trama di un film. E' cronaca. Ed è accaduto a Cagliari. “Sono gesti che vanno compiuti a prescindere dalla somma di denaro" ha commentato la signora Tiziana Concu. Quanti di noi lo avrebbero fatto? E’ possibile che un fatto tanto normale debba diventare un atto eroico?

 

 

 

 

 

Trova davanti a una banca di Cagliari una cassetta per depositi contenente 160.000 euro, fra assegni circolari e 15.000 euro in contanti, e la consegna ai carabinieri. Non è la trama di un film natalizio che sparge buoni sentimenti. E' cronaca. Ed è accaduto a Cagliari. Protagonista del gesto di onestà avvenuto sabato pomeriggio ma reso noto solo qualche giorno dopo dai militari è l’impiegata di un supermercato di Cagliari, Tiziana Concu, 43 anni, che si è imbattuta nella cassetta lasciata vicino alla cassa continua dell’agenzia del Monte dei Paschi di Siena di via Tuveri, a pochi passi dalla questura. La donna si è presentata poco dopo in caserma per consegnare assegni e denaro, poi risultati appartenenti alla società Servizi stampa di Cagliari. Il responsabile amministrativo, Andrea Petretto, ha poi raccontato di aver provveduto personalmente al deposito della cassetta nella cassa continua ma di non essersi reso conto del malfunzionamento dell’apparecchio dello sportello. L’uomo, al quale sono stati riconsegnati denaro e assegni, ha poi voluto ringraziare l’impiegata per il suo gesto. "Non erano soldi miei, qualcun altro li ha guadagnati e uno che perde tutti quei soldi può rischiare il posto di lavoro". Così Tiziana Concu, sposata e madre di due figli, responsabile del punto vendita di un supermarket in via Sonnino, nel centro di Cagliari, spiega le motivazioni del gesto che l’hanno portato a recarsi dai carabinieri per consegnare il denaro. "Mia figlia è orgogliosa di me - aggiunge -. La mia è una bella famiglia, mi basta e mi avanza. Non spero in una ricompensa, magari in un minimo di gratitudine". Ha trovato una cassetta di sicurezza e l'ha consegnata ai carabinieri. All'interno c'erano 160mila euro che sono stati restituiti al legittimo proprietario. "Ho trovato la cassetta incastrata all'interno della cassa continua della filiale della Banco dei Monti Paschi di Siena di via Tuveri e ho deciso di portarla dai carabinieri della stazione Villanova. Qua l'abbiamo aperta e abbiamo visto il contenuto: 160mila euro fra contanti ed assegni circolari. Avrei restituito la cassetta in ogni caso. Sono gesti che vanno compiuti a prescidere dalla somma di denaro". I carabinieri dopo una breve indagine hanno individuato il proprietario della cassetta. Questi fatti e queste persone fanno sì che le nostre speranze non si spengano davanti ai comportamenti di tanti italiani, specialmente quelli che rivestono una carica pubblica. non ne faccio una questione di regione o di estrazione, dico solo che negli italiani c'è del buono che non è riflesso al livello massimo cioè nella politica. questo suo gesto sarà esempio non solo per i suoi figli ma anche per quelli che purtroppo non hanno la fortuna di avere genitori come lei. Credo che la signora non abbia compiuto nessun atto eroico. La signora Concu non ha fatto altro che compiere il proprio dovere di cittadina onesta qual è. Purtroppo, abituati ormai a tanta disonestà, gesti come questo ci paiono fuori dal comune, straordinari, meritevoli di plauso. Sono sicura che la signora Concu sia d'accordo con me. Lo dimostrano il suo gesto e la sua umiltà. Da prendere ad esempio.

 

 

A San Valentino tutti in fila per il Viagra: è fiorito un mercato 'fai da te'. Ma gli esperti mettono in guardia: i rischi per la salute sono enormi. Facile acquisto su Internet. Data la pericolosità del farmaco, l'invito è di utilizzare solo il prodotto di marca.

Con 40 milioni di compresse consumate solo in Italia in sette anni, il Viagra, la ormai leggendaria 'pillola blu' contro l'impotenza, fa sempre più gola: non solo a nuovi, potenziali consumatori, ma anche a nuovi ed improbabili 'produttori'. Così, è fiorito un mercato 'fai da te' dove è possibile reperire preparati a base del principio attivo del viagra, quantitativi del farmaco in 'svendita' su internet e imitazioni provenienti dall'estero. Ma gli esperti mettono in guardia: i rischi per la salute sono enormi. Dunque, il viagra 'artigianale', preparato dietro il bancone di una farmacia, non è vietato ed è presumibile che in molti abbiano fatto ricorso al preparato galenico. Ma a 'tentare' è anche la possibilità di un facile acquisto su Internet, mentre diventano sempre più accessibili i farmaci simil-viagra prodotti all'estero e sempre più numerose le imitazioni.

L'ultimo esempio è quello della Cina: il suo prodotto dalla cinese Welman: 'Wei Ge', che significa 'potente fratello', un'espressione che nella pronuncia cinese è molto simile a quella di 'Viagra'. La realtà è che la domanda crescente per il viagra ha dato luogo ad un mercato-jungla, in cui è sempre più difficile districarsi. E anche tutelarsi. Lo dicono a chiare lettere gli esperti: "La raccomandazione è quella di non utilizzare farmaci dei quali non si abbia una totale garanzia. E' il caso di prodotti esteri, come il 'viagra cinese', che non ha alcun riconoscimento da parte delle autorità competenti occidentali". Ma il consiglio è anche quello di non affidarsi ad altri prodotti: "Per farmaci come il viagra, affidarsi ad un generico è molto rischioso".
 

E se l'azienda, con metodi di produzione e macchinari ad hoc, "é in grado di garantire che tutti tali parametri siano sotto controllo, altrettanto non può invece fare il farmacista che è inevitabilmente soggetto ad una certa approssimazione". Un "azzardo" che potrebbe costare caro in termini di conseguenze sulla salute. E della stessa opinion è il farmacologo Luciano Caprino, dell'Università la Sapienza di Roma: "Data la pericolosità del farmaco, l'invito è di utilizzare solo il prodotto di marca. La legge permette oggi al farmacista di predisporre prodotti galenici, anche se dovrebbe farlo in particolare nel caso di dosaggi non disponibili sul mercato - ha detto - ma il problema è avere la garanzia che il principio attivo acquistato e utilizzato sia totalmente puro e privo di possibili contaminazioni". Garanzia che una grande azienda produttrice, con severi controlli, è in grado di dare. Ma forse non altrettanto possono fare i mille piccoli produttori, più o meno improvvisati, che oggi popolano il 'mercato' della mitica pillola blu.
 

   

L’Inps ha completato le operazioni per il rinnovo delle pensioni: nel 2007 aumentano del 2%. 9.401.653 pensionati pagheranno meno tasse. Spedizione di circa 15 milioni di plichi contenenti il certificato di pensione (modulo ObisM), con tutte le informazioni sulla pensione.

L'Inps ha completato le operazioni di rinnovo delle pensioni per l'anno in corso. A renderlo noto è lo stesso Istituto sottolineando come l'aumento relativo all'adeguamento del costo della vita (stabilito con decreto del 20 novembre 2006 dai Ministeri competenti) per il 2007 sarà pari al 2% e sarà calcolato a partire da questo mese. In base a tali adeguamenti, dunque, il trattamento minimo passa dai 427,58 euro del 2006 ai 436,14 di oggi; l’assegno sociale sale da 381,72 euro a 389,36; il cosiddetto "incremento al milione" da 551,35 euro a 559,91; le pensioni per gli invalidi civili da 238,07 euro a 242,84.

Sulla base delle rilevazioni effettuate dall'Istituto risulta che 9.401.653 pensionati pagheranno meno tasse (per un importo medio di circa 84 euro), per 4.983.253 la tassazione rimarrà invariata, mentre per 565.867 ci sarà un aumento di importo.
 

Inoltre, su circa 7 milioni di pensioni che comprendono anche assegni al nucleo familiare, circa 2 milioni hanno avuto un incremento globale su base annua di circa 45 milioni di euro. L'Istituto sta avviando la spedizione a casa dei pensionati di circa 15 milioni di plichi contenenti la certificazione reddituale per il 2006 (CUD) e il certificato di pensione (modulo ObisM), con tutte le informazioni sulla pensione: importi mensili, detrazioni d'imposta, quote incumulabili con il lavoro, addizionali regionali e comunali e così via. Coloro che usufruiscono di prestazioni legate al reddito troveranno all'interno del plico anche i moduli da riempire per certificare la propria situazione reddituale (modulo RED) e un foglio informativo sulla nuova disciplina relativa alla destinazione del trattamento di fine rapporto (TFR). Anche se quest'ultimo non riguarda direttamente i pensionati, precisano dall’Istituto, la comunicazione viene affidata loro per la diffusione fra i propri familiari e conoscenti che ora lavorano, affinché possano essere ben informati per compiere le scelte più appropriate.

   

 

Germania 2007: anno delle tasse. Qui una lista di ciò che cambierà nel 2007. Il riscaldamento porta le spese accessorie alle stelle. Gli affittuari paghino di più.

Le imposte entrate nelle casse dello Stato tedesco nell’ultimo anno, hanno fatto sì che i politici si rallegrassero. L’aumento delle entrate è stato di 19,4 miliardi d’euro in più rispetto agli altri anni. Per il 2007 è prevista un’entrata ancora maggiore grazie alle leggi che entreranno in vigore.

Assistenza sociale: Per l’assistenza sociale (Sozialhilfe) è stata stabilita la stessa normativa per la Germania dell’est e dell’ovest di 345 euro. Disoccupati (ALG II Empfänger): L’agenzia per il lavoro pagherà per i disoccupati Alg II un contributo minore per ciò che riguarda le pensioni: da 78 euro solo 40 euro. Distributori automatici: Dal 1. gennaio 2007 le sigarette possono essere acquistate all’automatico solo con carta di credito, l’automatico riesce a riconoscere tramite un dato registrato sul chip, se la persona che acquista le sigarette è minorenne oppure no.
 

Qui una lista di ciò che cambierà nel 2007.

 

2006

2007

Iva (MwSt)

16%

19%

Tasse d’assicurazioni

16%

19%

Imposta sul risparmio (Sparerfreibetrag) libera a partire da un risparmio di

€ 1370

€ 750

Assegni familiari (Kindergeld)

fino a 27 anni

fino a 26 anni

Cassa mutua (Krankenkasse)

14,3%

14,8%

Km dei lavoratori pendolari (Pendlerpauscale)

da 1 Km

da 21 Km

Pensione (Renteversicherung)

19,5%

19,9%

Canone TV/Radio per computer con connessione Internet.

(Chi paga già il canone per la Tv e radio, non deve pagare per il Computer).

€0,00

€ 5,53

Da informazioni dell’associazione degli inquilini (Mieterbund) i 21 milioni d’affittuari in Germania, anche nel 2007, devono fare i conti con una maggiorazione dei costi della casa (riscaldamento, acqua e rifiuti). Nel nuovo anno si attende un aumento del 10% (l’anno scorso l’aumento era stato del 12,3%). Il costo per l’olio combustibile aumenterà del 10%. L’associazione dei locatori ribatte affermando che i numeri del Mieterbund sono esagerati. Franz Georg Ritz presidente, ha dichiarato che decisivo è stato comunque l’aumento del 32% del combustibile nel 2006.

Questo porta il Mieterbund a far pensare che l’acquisto dell’olio sia stato fatto solo in parte. Inoltre, anche se il costo del gas nell’ultimo anno ha avuto un aumento del 18,4%, il doppio rispetto al 2005, c’è stata un’eccessiva ristrutturazione degli impianti dall’olio al gas.

L’aumento delle spese accessorie avverrà anche a causa dell’aumento dell’Iva dal 16% al 19%, che andrà a lievitare i costi del gas, olio, assicurazioni, uso degli ascensori, ecc… In Germania i cosiddetti costi secondari (Nebenkosten) sono un terzo del costo effettivo dell’affitto. La Mieterbund afferma che l’ammontare di quest’affitto secondario è di 2,74 euro mensili al mq. Ciò significa che in appartamenti di 80mq l’aumento dei costi rispetto al 2005 è di 288 euro l’anno.
 

   

 

Prende troppe pastiglie di Viagra e muore in casa della fidanzata. Una serata d’amore ma è finita in dramma. Ricorda: supera la vergogna che può ostacolare il rapporto con il medico.

Doveva essere una serata d’amore ma è finita in dramma. Un uomo, Flaviano C., di 49 anni, è morto la notte dell'Epifania, dopo essere stato colto da malore, a causa di un'eccessiva ingestione di farmaco Viagra, mentre era con la sua compagna, in un appartamento della donna, in via Casal del marmo. All’improvviso si è sentito male e le sue condizioni sono peggiorate visibilmente nel giro di breve tempo. A tal punto che la donna ha deciso di chiamare il 118. Gli operatori sanitari si sono immediatamente resi conto che le condizioni dell'uomo erano gravi e lo hanno subito trasportato all'ospedale San Filippo Neri. Ma per il 49enne non c'è stato niente da fare: è morto non appena arrivato in ospedale, qui i medici hanno tentato, invano, una rianimazione. Il cadavere è stato messo a disposizione dell'autorità giudiziaria, anche perché soltanto l'autopsia potrà stabilire con certezza le cause del decesso. Se, ad esempio, la vittima avesse problemi congeniti che sono stati acuiti dal Viagra o malattie cardiocircolatorie tali da non dover utilizzare il farmaco che è un vasodilatatore oppure se effettivamente, grazie ad accertamenti tossicologici, si stabilirà che avesse ingerito una quantità così esagerata di pillole dell’amore.
 

«Purtroppo c'è una grande offerta di questi medicinali via internet, con la possibilità di acquistarli senza ricetta. Il Viagra come altri farmaci suoi simili ha effetti collaterali che pur non essendo pesanti sui grandi numeri possono anche generare episodi come questo», spiega David Macini, cardiologo del San Filippo. «A rischiare di più - aggiunge Macini - è chi soffre di patologie cardiache in quanto questi farmaci hanno un effetto vasodilatatore che può anche essere ampliato dall'assunzione contemporanea di altri farmaci. Chi sa di essere malato, comunque, in genere ci va coi piedi di piombo ed è prudente, il problema è la massa di persone che usa il Viagra come un mezzo per potenziare le prestazioni sessuali senza parlare con il medico. L'invito è quello di superare la vergogna che può ostacolare il rapporto con il medico su questi temi perché da parte nostra c'è grande disponibilità e sensibilità verso questa problematica, rispettando ovviamente la privacy dovuta a tutti i pazienti».

   

 

NUOVE REGOLE DI SICUREZZA NEGLI AEROPORTI dell'Unione Europea. BREVE GUIDA INFORMATIVA.
Le nuove regole verranno applicate a partire da lunedì 6 novembre 2006, fino a nuovo avviso, in tutti gli aeroporti dell'UE. COSA CAMBIA. All'atto della preparazione del proprio bagaglio.

Sarà consentito portare solo una quantità limitata di sostanze liquide nel proprio bagaglio a mano. Tali sostanze dovranno essere contenute in recipienti separati aventi ciascuno la capacità massima di 100 ml. Questi recipienti dovranno quindi essere inseriti in un sacchetto di plastica trasparente e richiudibile di dimensioni pari a circa 20 x 20 cm.
IN AEROPORTO
Al fine di agevolare i controlli da parte degli addetti, è obbligatorio: consegnare agli addetti ai controlli di sicurezza tutti i liquidi trasportati, affinché vengano esaminati;
estrarre dal proprio bagaglio a mano computer portatili e altri dispositivi elettrici di grandi dimensioni. Questi verranno ispezionati separatamente durante il controllo del passeggero. I liquidi includono quanto segue:
contenuto di recipienti pressurizzati, incluse schiume da barba e altre schiume, acqua e altre bevande, minestre, sciroppi e deodoranti, creme, lozioni e oli, sostanze in pasta, inclusi i dentifrici, profumi, miscele di sostanze liquide e solide, spray, mascara, gel, inclusi prodotti gelatinosi per capelli e per la doccia, ogni altro prodotto di analoga consistenza

COSA NON CAMBIA
Sarà consentito: trasportare liquidi nei bagagli da stiva registrati al check-in; le nuove regole riguardano esclusivamente il bagaglio a mano;
trasportare, all'interno del bagaglio a mano e per l'uso durante il viaggio, medicinali e sostanze destinate a fini dietetici particolari, inclusi gli alimenti per bambini. Potrebbe essere necessario fornire una prova dell'effettiva necessità di tali articoli;
acquistare sostanze liquide, ad esempio bevande e profumi, nei negozi aeroportuali dell'UE situati oltre il punto di controllo della carta di imbarco o a bordo di aeromobili operati da compagnie aeree dell'UE. Qualora gli articoli acquistati siano confezionati all'interno di particolari sacchetti sigillati, non aprirli prima di essere sottoposti al controllo di sicurezza. In caso contrario, il contenuto di tali sacchetti potrebbe essere sequestrato al punto di controllo. (Se si effettuano scali in aeroporti intermedi dell'UE, non aprire il sacchetto prima del controllo di sicurezza nell'aeroporto di transito, ovvero presso l'ultimo aeroporto qualora il volo preveda più scali). Tutti questi liquidi sono da considerarsi in aggiunta alle quantità contenute nel sacchetto di plastica trasparente e richiudibile precedentemente menzionato. Lasciare abbastanza tempo per passare il check-in e il controllo sicurezza – l’aeroporto sarà molto affollato. Tutti i banchi check-in aprono 2 ore prima della partenza e chiudono tassativamente 40 minuti prima della partenza. L’imbarco inizia 30 minuti prima della partenza – non è possibile ritardare i voli per passeggeri in ritardo ai controlli di sicurezza. lasciare tempo sufficiente per fare il check-in e passare per il controllo di sicurezza. Non sono permessi i botti natalizi a bordo né portarli in aeroporto perché sarete costretti a lasciarli in aeroporto. Non incartare i regali che portate nel bagaglio a mano perché la carta sarà rimossa ai controlli di sicurezza.
 

   
 

In Germania dal 1° gennaio 2007 cambiano le regole per il sussidio di disoccupazione. A partire dal primo gennaio dell’anno prossimo entrano in vigore alcuni cambiamenti della riforma del mercato del lavoro, la cosiddetta Hartz IV. Li abbiamo riassunti qui di seguito.

Chi riceve il sussidio di disoccupazione di secondo tipo ALG II (Arbeitslosengeld II) non dovrebbe rifiutare un’offerta di lavoro o un corso di formazione professionale, perché rischia che il suo sussidio venga tagliato del 30%. E fin qui niente di nuovo. Dal gennaio 2007 però anche l’assistenza per i costi di vitto e alloggio potrà essere ridotta. Se nel corso di un anno si rifiutano due offerte di lavoro, i tagli al sussidio ammonteranno al 60%. Al terzo rifiuto il sussidio di disoccupazione verrà sospeso per tre mesi. Se, chi riceve il sussidio, dovesse ripensarci e decidere di accettare il lavoro, allora l’autorità competente potrebbe ridurre i tagli. Se il sussidio non viene più pagato al suo posto verranno corrisposti buoni pasto e prestazioni minime essenziali. Per i disoccupati che hanno meno di 25 anni la sospensione del sussidio potrà essere limitata ad un periodo di sei settimane. Rischia tagli al sussidio ALG II anche chi per un certo periodo di tempo, senza preavviso, non sarà raggiungibile per la sua agenzia per il lavoro.

Bedarfsgemeinschaft (comunione di beni)
Se due persone adulte convivono nello stesso appartamento per più di un anno vengono considerate come un’unione di fatto (Bedarfsgemeinschaft) e devono per questo sostenersi a vicenda. Non ha alcuna importanza se le due persone sono di sessi diversi o dello stesso sesso. A partire dal primo gennaio 2007 suddette persone dovranno dimostrare di non essere una coppia per continuare a ricevere il sussidio. Finora era avvenuto il contrario: le autorità competenti dovevano provare che si trattasse di un’unione di fatto. A partire dal primo gennaio 2007 i Jobcenter saranno obbligati a fare dei controlli, attraverso visite a domicilio.

Schonvermögen (risparmi)
Per la vecchiaia, chi percepisce il sussidio, ha diritto a tenere da parte una somma di 250 Euro per ogni anno di età compiuto. Tale risparmio deve essere però investito specificatamente e solo per la vecchiaia. Per altri tipi di risparmio, la somma massima è di 150 Euro all’ anno.
 

Gründungszuschuss (finanziamenti).
A partire dal nuovo anno non esistono più gli incentivi al lavoro autonomo, i cosiddetti Ich-AG e Überbrückungsgeld. Vengono sostituiti dal supporto chiamato Gründungszuschuss. Solo chi riceve il sussidio di disoccupazione ALG I può richiedere il suddetto finanziamento. Non ne hanno diritto invece coloro che ricevono l’ALG II. Per ottenere il Gründungszuschuss bisognerà avere diritto ad almeno 90 giorni di sussidio di disoccupazione (ALG I). Il richiedente che presenterà un progetto di lavoro autonomo convincente riceverà un pagamento di supporto di 300 euro mensili per nove mesi. Tale finanziamento si andrà ad aggiungere al sussidio di disoccupazione e potrà essere prolungato per una durata massima di 15 mesi.
Per ulteriori informazioni: www.hartz-iv-antrag.de
 

   
 

Dal giugno del 2007 i Consolati potranno rilasciare la carta d’identità. Riportiamo l’intervento fatto alla Camera dall’on. Arnold Cassola eletto nella Ripartizione Europa, su Italiani all’estero.

L’intervento fatto dall’on. Arnold Cassola Riportiamo l’intervento fatto alla Camera dall’on. Arnold Cassola:- Presidente, Ministro, Colleghe e Colleghi. Dal primo giugno prossimo i consolati rilasceranno direttamente la carta d'identità in loco. Non si può quindi non gioire e gridare “Hip Hip Hip Hurra!”. A partire dal 1 giugno 2007, non bisognerà più partire da Caracas o da Mosca per farsi rilasciare la carta d'identità a Canicattì o Cosenza… La finanziaria come è adesso, prevede che i residenti italiani all'estero non siano più discriminati e potranno detrarre anche loro i loro figli a carico. Avremmo voluto di più, ma almeno finalmente qualcosa comincia a muoversi. Speriamo che la finanziaria dell'anno prossimo sia senz'altro più generosa con gli italiani all'estero… E’ stato stabilito “il piano di razionalizzazione del patrimonio immobiliare dello stato ubicato all'estero”. Diventa quindi importante che un numero di edifici all'estero di proprietà dello stato, finora mal utilizzati se non addirittura non utilizzati, possano essere messi a ben rendere per tutta la comunità italiana all'estero…

 

 

 

PENSIONATI ALL'ESTERO L'INPS RIDARÀ A DICEMBRE QUANTO TOLTO A NOVEMBRE ! Una nuova legge del governo Prodi aveva stabilito l'esclusione delle persone non residenti in Italia dai benefici della "no tax area" per i redditi prodotti in Italia.

La legge 4 agosto n. 248 aveva stabilito, tra l'altro, l'esclusione delle persone non residenti in Italia dai benefici della "no tax area" per i redditi prodotti in Italia. Scopo di questa legge (meglio nota come "decreto Visco-Bersani) era quello, sicuramente giusto, di colpire tutti coloro che, per evadere il fisco italiano, avevano stabilito delle dimore fittizie all'estero in uno dei tanti paradisi fiscali. Purtroppo nella rete di questa norma erano finiti anche tutti i pensionati italiani emigrati. Infatti applicando questa nuova legge gli istituti previdenziali italiani, tra cui l'INPS, hanno immediatamente ricalcolato, retroattivamente dallo scorso primo gennaio 2006, gli importi delle pensioni dei beneficiari residenti all'estero. Una tempestività degli enti previdenziali italiani che non ha consentito loro di poter, poi, prendere in considerazione il successivo decreto collegato alla Finanziaria 2007 (legge 3 ottobre 2006 n. 262) che, invece, proprio per i pensionati, ha ripristinato la normativa precedente. Così che tutti gli emigrati, titolari di una pensione italiana, nel mese di novembre hanno ricevuto decurtata, e di molto, e per di più senza alcun preavviso, la loro pensione con veri e propri drammi per tutte quelle famiglie, soprattutto dell'America latina, che vivono quasi esclusivamente proprio grazie alla pensione italiana. Tuttavia l'INPS, anche per le sollecitazioni dei patronati del CE.PA. (Acli-Inas-Inca-Ital) ha già diramato un comunicato con il quale informa che i pensionati emigrati riceveranno quanto è stato loro trattenuto a novembre con la prossima mensilità di dicembre!

 

 

 

Viaggio del Papa in Turchia. A fine novembre Benedetto XVI, su invito del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, visiterà la Turchia. Convivenza Cristianesimo ed Islam, la scuola islamica di Milano.

di Giuseppe Ceresa

A fine novembre Benedetto XVI, su invito del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, visiterà la Turchia. Viaggio che ha già suscitato, e susciterà sempre di più, polemiche sulla sua opportunità, consigli più o meno disinteressati, pareri contrastanti. L'Islam ufficiale ha già detto più volte di non capire, e di non gradire, questa visita del Papa in Turchia. Il primo ministro sarà assente, ed invece del solito piacevole bagno di folla per il Pontefice ci sarà un bagno di poliziotti. Da questa parti non hanno dimenticato che l'allora cardinale Ratzinger, circa l’ammissione all'EU della Turchia dichiarò, pure ad alta voce, il suo parere non favorevole all'europeizzazione di un paese islamico, difendendo così quei valori di cristianità su cui ora si basa , e si baserà in futuro, l'Europa di ieri, di oggi e di domani. Parlare di convivenza con l'Islam dovrebbe essere più facile. Per gli italiani non è difficile convivere, rispettare gente di altre origini, di altre razze e religioni, ma è pure un nostro diritto pretendere rispetto, da parte dei numerosi migranti che vivono in Italia, rispetto dei nostro costumi, delle nostre credenze, della nostra religione. In questo clima di rispetto, si inserisce il problema della scuola islamica di via Ventura a Milano.
 

Scuola dove circa 130 bambini, in maggior parte egiziani, con l’aiuto di 13 insegnanti, in una scuola priva di permessi di agibilità, seguono lezioni di un programma islamico integralista. Questo alla faccia degli sforzi per integrare questi bambini nella società italiana dove vivono e dove vogliono pure in un futuro restarci. La scuola islamica non ha come programma la convivenza tra le religioni, tutt’altro, ha come fine l'inculcare nei ragazzi il predominio dell'islamismo. Ben ha fatto la Lega Nord a manifestare a gran voce il suo dissenso a questa islamizzazione strisciante della società italiana. Noi vogliamo convivere coi nostri concittadini islamici. Ma come noi nei loro paesi, vedi Arabia, Egitto ecc., rispettiamo la loro religione ed i loro costumi ,così deve essere pure da parte loro a casa nostra. Il viaggio del Papa va visto come un tendere la mano ai mussulmani, invitandoli ad un proficuo dialogo nel reciproco rispetto. Pure noi con i nostri concittadini islamici vogliamo tendere la mano, convivere insieme, ma da parte loro ci deve pure essere lo stesso gesto, sincero, non accompagnato da uno sputo.

Giuseppe Ceresa


 

   
 

I pensionati italiani residenti all’estero riceveranno a novembre una mensilità ridotta (del 23 per cento), causa le trattenute erariali. La decurtazione di novembre, come rassicurato dall’INPS, sarà restituita a dicembre. I patronati sono intervenuti presso l'ente previdenziale.

I titolari di pensione italiana residenti all’estero riceveranno a novembre una mensilità ridotta (del 23 per cento), causa le trattenute erariali. Decurtazione che verrà poi restituita, come rassicurato dall’INPS, con il rateo di dicembre. L’operazione dell’INPS, legata alla tassazione delle pensioni di novembre, è stata annunciata con un messaggio del 19 ottobre scorso, pubblicato dalla stampa, suscitando grande allarme all’estero, soprattutto in quei pensionati che dal mese di novembre si vedranno ridurre la pensione. L’ente previdenziale italiano ha motivato tale manovra con l’applicazione della Legge 248 del 4 agosto (Decreto Bersani) che, in pratica, aveva abolito la “no tax area” per le pensioni erogate all’estero. L’INPS, per tale motivo, ha già dato il via alla spedizione delle lettere di “ricostituzione” della pensione, ovvero alla determinazione dei nuovi importi risultanti dall’applicazione del decreto Bersani, senza considerare il successivo decreto collegato alla Finanziaria, che ha ripristinato le norme precedenti. Avuta la notizia dei problemi relativi all'applicazione della norma di esclusione dalla no tax area, i patronati aderenti al Ce.Pa. (ACLI, INAS, INCA, ITAL) hanno richiesto un incontro urgente con i dirigenti dell’Istituto di previdenza. Guidata da Damiano Bettoni, direttore generale del Patronato ACLI, la delegazione del Ce.Pa. ha contestato la linea d’azione adottata dall’INPS che non ha tenuto conto del decreto legge 262, entrato in vigore il 3 ottobre scorso, ovvero oltre 15 giorni prima dell’emanazione del messaggio sulla ricostituzione delle pensioni, con il quale viene ripristinata la “no tax area”. I Patronati del Ce.Pa. hanno inoltre contestato la poca trasparenza nelle comunicazioni, la cui disponibilità e diffusione sembra voler essere di esclusiva discrezionalità dell’Istituto, ignorando con ciò il ruolo dei Patronati, sia come interlocutori dell’INPS che dei cittadini e dei pensionati.

Dopo l’intervento dei Patronati, l’INPS ha rassicurato che con la rata di dicembre 2006 restituirà ai pensionati non residenti in Italia le somme trattenute nel mese di novembre. La delegazione del Ce.Pa. ha ottenuto, infatti, dal dirigente centrale delle prestazioni INPS, Mauro Nori, ampie rassicurazioni sulle richieste di ripristinare l’applicazione della no tax area per i pensionati italiani all’estero, in ottemperanza alle vigenti disposizioni, e di annullare gli eventuali indebiti così ingenerati. Gli eventuali conguagli a credito – ha infatti affermato Mauro Nori – saranno compensati entro il mese di dicembre, mentre verranno annullati gli indebiti creatisi. Al termine dell’incontro, i patronati hanno inoltre espresso la loro preoccupazione per la numerosità e, a volte, contraddittorietà delle comunicazioni che stanno raggiungendo i connazionali all’estero, ancora impegnati a rispondere all’operazione Red dell’INPS.

Il taglio del 23% alle mensilità “compensato” a dicembre - Erik Fabijani, coordinatore del Patronato INCA CGIL – Croazia, ha spiegato che “sia in Italia sia in Croazia le tasse vengono pagate nello Stato in cui le pensioni vengono erogate. Ma è altrettanto vero che per quanto riguarda le imposizioni fiscali le pensioni sono troppo piccole per venire tassate. Il decreto Bersani ha stabilito che le persone a carico (moglie, figli) non sono riportabili, per cui ha abolito la "no tax area" (importo non tassabile – in Croazia denominato 'neoporeziva osnovica')”. Quando i Patronati hanno reagito e fatto notare come il Decreto Bersani non potesse essere attuato, l'INPS ha accolto le rimostranze: pertanto i pensionati riceveranno sì il 23 per cento di mensilità in meno a novembre, però a dicembre si ritornerà all'importo normale, con in più la differenza causata dalla tassazione di novembre. I patronati restano a disposizione dei pensionati.
 

 

Camminando per una via molto trafficata di Francoforte,

ho assistito ad una scena che mi ha sconcertato. Due giovani si "bucavano".
di Don Pio Visentin

Camminando per una via molto trafficata di Francoforte, ho assistito ad una scena che mi ha sconcertato. Due giovani (volti macilenti, malvestiti, braccia piene di lividure), si "bucavano". Mi voltai inorridito dall'altra parte. Giunto a casa, sentii il bisogno di sfogarmi con qualcuno. Afferrai il telefono e chiamai un mio vecchio amico, don Sergio. Prete convinto, insegnante brillante, saputo dei circa 10.000 giovani tossico dipendenti della cittá di Verona, all'inizio degli anni '70 lasciò la scuola. Ottenne dal comune una vecchia casa abbandonata, che aprì per accogliere chiunque avesse voluto tirarsi fuori dal giro della droga. Le notizie, che don Sergio mi fornisce, servono tutt'altro che a tranquillizzarmi. Si registra in Italia (ma anche in Germania) -mi dice- un aumento della tossicodipendenza, con l'aggravante del passaggio dal consumo dell'eroina a quello della cocaina e, peggio ancora, delle "pasticche sintetiche" di più facile assunzione e apparentemente più innocue, ma dagli effetti devastanti e irreversibili, perché bruciano i neuroni cerebrali.

Si incomincia in maniera semplice. "Proviamo!Tanto, se io voglio, posso anche tornare indietro. In definitiva decido io". E invece, no. Indietro non si torna più. Tu credevi di comandare sulla "roba" e invece è "la roba" che comanda su di te . Hai perso la tua libertà. Capisco che don Sergio parla seriamente. Ancora oggi l'ardimentoso prete veronese, insieme con una solida equipe di persone competenti, segue oltre 200 giovani tossicodipendenti o con esperienza di carcere. E allora non c'è più speranza? Siamo proprio entrati in un vicolo cieco? No, qualche cosa si può fare ancora. Ai genitori e agli educatori va detto con chiarezza: "Aprite gli occhi! Non date benessere ai figli, date loro valori. Insegnate loro il sacrificio e la rinuncia". E ai giovani: "Provate a fare gli anticonformisti, gli alternativi. Il detto “fan tutti così!” oggi non funziona più".

Don Pio Visentin
 

 

I pensionati residenti all’estero, rientrando dalle ferie estive, hanno trovato il plico postale dell’INPS, con il modello “Red/est”. Campagna Inps di accertamento dei redditi per 228.000 pensionati residenti all’estero. E’ indispensabile che l’Inps prolunghi a 90 giorni.

Campagna di accertamento redditi delle pensioni relativa al 2004 e 2005. hanno trovato il plico postale dell’Istituto pensionistico italiano, con il modello “Red/est” rientrando dalle ferie estive, 228.000 pensionati Inps residenti all’estero e stanno tempestando di telefonate gli uffici dei Patronati. “L’accertamento consentirà all’Inps di poter verificare: il diritto alle quote di maggiorazione sociale secondo quanto previsto dalla Legge; il diritto alle altre prestazioni legate a livelli di reddito, integrazione al trattamento minimo, assegni per il nucleo familiare, ecc.; il diritto all’integrazione della maggiorazione sociale per i cittadini italiani residenti all’estero. Nel modello ‘Red/est’ i pensionati dovranno dichiarare tutti i redditi prodotti sia in Italia che all’estero negli anni 2004 e 2005.


 

I pensionati interessati potranno avvalersi dell’aiuto della rete consolare italiana o degli uffici di patronato per la consulenza e la compilazione del formulario e per il suo inoltro all’Inps per via telematica. Da tenere presente che il formulario dovrà essere restituito all’Inps anche nel caso in cui non si possiedano altri redditi oltre a quelli delle pensioni italiane. I pensionati coinvolti dalla verifica, si rivolgano a un ufficio del patronato di fiducia portando con sé, oltre al plico Inps, una copia della dichiarazione dei redditi del 2004 e 2005 presentata al Finanzamt; una copia della carta di identità o del passaporto, mentre per i redditi da pensione estera necessita una certificazione rilasciata dall’ente erogatore dalla quale risulti la titolarietà della prestazione e il relativo importo o, in alternativa, una ricevuta o l’avviso di pagamento dal quale risulti evidenziato quale sia l’organismo pagatore”.

E’ possibile rinunciare a dichiarare i redditi all’Inps ma ciò comporterà la cessazione del diritto alle prestazioni pensionistiche legate al reddito. Anche in questo caso, il formulario dovrà essere restituito dopo aver sbarrato la casella di rinuncia. Il modello ‘Red/est’, compilato con tutti i dati, dovrà essere restituito all’Inps preferibilmente per via telematica tramite patronato o consolato italiano, entro 60 giorni dal ricevimento del plico. A questo proposito va lamentata la scelta infelice dell’Istituto previdenziale italiano del periodo di tempo in cui ha fatto partire questa nuova campagna di verifica reddituale”.

“Infatti, i mesi di luglio e di agosto corrispondono alle ferie estive per cui il tempo disponibile che hanno i pensionati emigrati per dar seguito a questo adempimento è meno di 60 giorni senza dimenticare che, spesso, gli italiani all’estero vivono in località molto distanti sia dalle sedi consolari che dagli uffici di patronato. Per questo è indispensabile che l’Inps prolunghi a 90 giorni il periodo affinché tutti i 228.000 pensionati residenti all’estero siano messi in condizione di poter restituire il modello in tempo utile senza incorrere nel rischio di vedersi sospendere il pagamento di quella parte di pensione legata alla situazione reddituale! Un invito sia al Cgie che ai parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero affinché si facciano promotori, con urgenza, di una iniziativa per sollecitare il ministero del Lavoro e l’Inps a prorogare il termine dei sessanta giorni”.
 

 

Pensioni/ Berlusconi:

via dal mercato del lavoro a 67 anni, come in Germania.

Innalzare l'età pensionabile, come avverrà in Germania. Mentre Cdu e Spd a Berlino lavorano in maniera forsennata per stendere la Finanziaria tedesca (uno dei punti su cui c'è l'accordo fra i due partiti di governo è proprio l'innalzamento dell'eta in cui si può uscire dal mercato del lavoro), il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ritiene opportuno valutare un aumento dell'età per andare in pensione.
"Non vedo perchè non si possa spostare all'insù l'età in cui si può lasciare il lavoro", ha detto Berlusconi a un convegno dei tabaccai italiani riferendosi all'attuale dibattito nel governo di Berlino.

Attualmente, infatti, l'età per la pensione di vecchiaia è 65 anni per gli uomini e 60 per le donne. I lavoratori con 35 anni di contributi possono lasciare se hanno 57 anni. Dal 2008 le cosiddette pensioni di anzianità saranno concesse solo a 60 anni. "Si potrebbe aumentare il numero degli italiani che lavorano - ha detto Berlusconi - abbiamo infatti ancora vaste possibilità di miglioramento: potremmo lavorare di più". "Lavoriamo 1600 ore all'anno contro le 1700 in Usa - continua il premier - potremmo lavorare più a lungo, anche perchè grazie alla medicina, all'alimentazione e al rigore del sistema di vita che ormai tutti abbiamo imparato, dà la possibilità di lavorare a lungo e bene anche a 70 anni. E parlo anche di me...".

"Se c'è qualcuno che anche a questa età può lavorare 13-14 ore al giorno, non vedo perchè non si possa spostare l'età lavorativa verso anni maggiori". A questo punto Berlusconi ha fatto riferimento all'ipotesi studiata dal governo tedesco e ha aggiunto che "quella di spostare a 67 anni l'età per andare in pensione è un orizzonte che anche noi non dobbiamo precluderci", perchè "non è solo lavoro in più, ma anche guadagno e ricchezza in più".

Inoltre mi chiedo come mai sia ancora in vigore, nonostante le N-mila riforme, la differenza tra età pensionabile degli uomini e delle donne?
 

Su quale appiglio costituzionale si appoggia questa disparità di trattamento?
A parità di lavoro svolto perchè una donna va in pensione prima di un uomo? La Costituzione non sancisce l'uguaglianza? Se poi si pensa che le donne ormai vivono 4-5 anni di più degli uomini a maggior ragione non ha senso mandarle prima in pensione!
Capirei se si trattasse di donna con figli, perchè avere prole logora notevolmente anche nel fisico, ma allora si potrebbero imporre limiti d'età uguali per tutti dai quali però la donna può scalare 2-3 anni per ogni figlio. Ad esempio una donna con due figli va in pensione 4-5 anni prima di un uomo, ma una senza perchè ha diritto a sconti?

 

Accusata dal marito di essere una pornostar,

si inventa un sequestro con stupro.

Per convincere il marito simula di essere stata rapita e di aver subito abusi.

Dopo aver visto un film per adulti, è scoppiata la lite tra la coppia. Lui era fermamente convinto che l'attrice porno vestita solamente con un cappuccio rosso che le nascondeva il viso era in realtà la moglie. Lei, una casalinga di 22 anni, non riusciva a smuovere il marito dalla sua posizione, e così ha deciso di assecondarlo e di ammettere di essere stata sequestrata e di essere stata ripresa a sua insaputa.

Per rendere più credibile la sua storia, si è così rivolta alla locale stazione dei Carabinieri di Correggio, comune vicino a quello dove risiede insieme al marito, e ha presentato denuncia per sequestro e violenza. I carabinieri, una volta visionata la cassetta e dopo aver avviato le indagini, hanno accertato la vera identità dell'attrice presente nel video, e scoperto la messa in scena.
La casalinga è riuscita a mettere fine alle ingiuste accuse del marito, ma ora dovrà far fronte alle accuse della giustiza: simulazione di reato e calunnia.
 

 

Detenuto fa causa a Dio perchè non ascolta le sue preghiere.

Il giudice non convalida… Dio l'ha scampata.

Strano ma vero: uomo cita in giudizio Dio perchè, nonostante sia stato battezzato, non è stato protetto dal demonio, e la Chiesa - rappresentate diretta sulla terra - dovrebbe rispondere dei danni.
Secondo quanto riportato dalla testata giornalistica russa RIA Novosti (Russia news Information Agency) un detenuto di una prigione rumena ha fatto causa a Dio perchè, testuali parole, "Dio ha ricevuto le mie offerte e le mie preghiere in cambio di una vita migliore, ma questo non è avvenuto e mi sono ritrovato nelle mani del demonio".
L'uomo, detenuto presso la prigione di Timisoara dove sta scontando una pena a 20 anni di reclusione, afferma che è stato regolarmente battezzato.
 

E quindi che il battesimo è un regolare contratto con effetto legale che lo deve difendere dal male. Forse il credente ferito ha confuso il battesimo con l'assicurazione ma, nel suo ragionamento, ha indicato la Chiesa ortodossa come la diretta e concreta rappresentante di Dio sulla terra, che dovrebbe compensarlo per i danni subiti dalla mancanza di protezione da parte di Dio.
La strana denuncia ha comunque dovuto subire l'iter processuale ed è arrivata all'equivalente del nostro giudice per le indagini preliminari, il quale ha sentenziato che Dio non è né un individuo, né un'azienda, e quindi non è soggetto alle leggi ordinarie.

  I cinesi stanno arrivando...in Germania.

Il pericolo è quello sottovalutato decenni fa dal signor Grundig: fondatore della storica società tedesca produttrice di televisori. Si diceva convinto che i giapponese non sarebbero mai stati in grado di produrre un televisore. Un errore di valutazione che, a distanza di anni, appare macroscopico. Ora a fare paura ai tedeschi non è più il Sol Levante ma l’avanzata di un altro colosso asiatico, la Cina. Con un titolo quanto mai eloquente ‘I cinesi stanno arrivando…in Germania’, il settimanale americano BusinessWeek fotografa un fenomeno che sta sempre più prendendo piede nella ex-locomotiva europea, ovvero un’impennata degli investimenti stranieri targati Cina. Sono infatti sempre più numerose le aziende cinesi che hanno deciso di aprire una sede in Germania. Solo ad Amburgo lo scorso anno ne sono sbarcate 42, portando il totale a 360. Nella maggior parte dei casi si tratta di piccole società di navigazione o commerciali con una manciata di dipendenti.
 

Ma sono anche numerose le società attive nel settore manifatturiero che si installano in Germania per avere più facile accesso al mercato europeo. Tra queste alcune hanno già cominciato a fare acquisizioni. Ma perché le imprese cinesi, che godono di un costo del lavoro particolarmente competitivo, vengono a produrre in un sistema economico, quello tedesco appunto, che notoriamente è caratterizzato alti costi sociali? Si pensi che i salari medi di un lavoratore specializzato nella Germania Est (in media più bassi che nell’Ovest) si collocano tra i 2.000 e i 2.600 dollari contro i 400-500 dollari guadagnati da un collega cinese. La competizione internazionale sempre più pressante ha messo i soggetti più deboli nelle condizioni di essere potenziali obiettivi dei nuovi colossi dell’economia mondiale.

Per Mr Huapeng, che vende container cinesi a clienti europei e nella cui fabbrica vicino Berlino impiega circa 50 persone, lo sbarco in Germania ha rappresentato un passo necessario per rendere più efficiente il processo di consegna e di assistenza ai suoi clienti europei. Ma è chiaro che i cinesi hanno altro in mente. Oltre a voler creare una testa di ponte con l’Europa Occidentale i cinesi vogliono entrare in possesso di brevetti e know-how nell’ingegneria di cui al momento non dispongono. Queste sono per esempio alcune delle ragioni che hanno spinto la cinese Shenyang Machinery Tool a rilevare la tedesca Schiess, un’azienda fondata oltre un secolo fa, attiva nel settore meccanico. Ma l’invasione cinese fa così male all’economia tedesca? Finora la Germania ha evidenziato livelli molto bassi negli investimenti esteri diretti: dal 2003 il saldo è infatti negativo.
 

Con un’economia che stenta a rimettersi in marcia e con un nuovo record di disoccupati (più di 5 milioni a gennaio), i cinesi dovrebbe esser i benvenuti. La Cina è tra l’altro un grande mercato di sbocco per le merci tedesche. Negli ultimi anni ha superato la Francia, Gran Bretagna e Italia, diventando il secondo (dopo gli Stati Uniti) maggior importatore di prodotti tedeschi. Tutto bene, quindi? Non proprio. E qui ritorna di grande attualità la storia del signor Grundig. I cinesi stanno diventando sempre più bravi a copiare gli impianti industriali tedeschi. Più della metà delle società produttrici di beni capitali – dicono dalla Federazione degli ingegneri tedeschi – si lamentano di vedere le loro merci perfettamente riprodotte all’estero. E il ‘caso’ vuole che tra le merci ‘pirata’ più diffuse siano proprio quelle cinesi ad essere in maggioranza.
 

 

Disoccupati in Germania.

A gennaio toccata quota 5 milioni, il livello più elevato dal ’33.

Schröder: avanti con le riforme.

Alla fine di gennaio, il numero dei senza lavoro nei sedici Länder federali ha superato quota 5 milioni, la cifra assoluta più alta dal 1933, l’anno in cui Hitler salì al potere. La Germania «rivive» la repubblica di Weimar. Va subito detto che le coincidenze con la Repubblica di Weimar finiscono qui. Che allora 5 milioni di disoccupati rappresentavano il 30% della popolazione attiva, mentre oggi sono il 12%. la cifra di 5 milioni di iscritti al collocamento rappresenta un’invisibile soglia del dolore, che potrebbe innescare una nuova stagione di scontento sociale e avere conseguenze politiche negative per il governo rosso-verde di Gerhard Schröder, alla vigilia di due scadenze elettorali decisive, in Schleswig-Holstein e nel Nord Reno-Vestfalia.
 

A produrre l’impennata di ben 573 mila nuovi disoccupati in un solo mese, da dicembre 2004 a gennaio 2005, è stata soprattutto la nuova riforma delle indennità di disoccupazione, entrata in vigore all’inizio dell’anno. La cosiddetta Hartz-IV le riduce infatti drasticamente, limitando a 12 mesi la copertura del 70% dell’ultimo stipendio, per poi unificare indennità e assegni sociali al livello più basso, pari a circa 800 euro al mese. Il risultato è che, per la prima volta, almeno 300 mila persone, fin qui sul conto dell’assistenza sociale, sono state classificate come disoccupati, rivoluzionando i dati statistici. Il cancelliere Schröder si dichiara «non sorpreso» e difende la giustezza delle riforme varate. Il Superministro dell’Economia e del Lavoro, Wolfgang Clement, inviti i tedeschi «a non lasciarsi prendere dal panico» per non cadere in una sorta di «paralisi da choc».
 

«L’importante - così il ministro - è che, da questo momento, tutti i giovani ricevano un’offerta di lavoro». Un’aspettativa giustificata dall’unica notizia positiva della giornata, che segnala 16 mila posti di lavoro disponibili in più, rispetto a dicembre 2004. in febbraio la disoccupazione potrebbe ancora salire, scontando ancora gli effetti statistici iniziali delle nuove normative. E se si conta il milione e mezzo di persone, attualmente impiegate nei progetti speciali di lavoro del governo e dei Laender, ci sono oggi in Germania oltre 6,5 milioni di donne e uomini alla ricerca di un lavoro stabile. Gli effetti reali della Hartz IV, quelli cioè di spingere i disoccupati ad accettare le offerte di lavoro, prima rifiutate in virtù dei pingui assegni statali, dovrebbero cominciare a manifestarsi solo in primavera: «Se questa riforma dovesse fallire, sarebbe il mio fallimento», dice Clement, mettendo in gioco il proprio futuro.
 

L’opposizione cristiano-democratica non perde la battuta. La signora Merkel, presidente della Cdu, accusa il governo di «incapacità e inerzia» nella lotta alla disoccupazione, mentre il segretario generale della Csu bavarese, Wolfgang Söder, pronuncia la parola tabù e parla di «condizioni alla Weimar». Quanto ai sindacati, il leader della DGB, Michael Sommer, punta il dito sugli imprenditori tedeschi, «che non si assumono le loro responsabilità per il sistema Germania, rifiutandosi di investire i loro profitti miliardari». E’ sul piano politico, soprattutto a breve scadenza, che Gerhard Schröder potrebbe pagare il prezzo più caro dello sfondamento. Potrebbero significare la fine del recente recupero della Spd nei sondaggi». Il 20 febbraio si vota nello Schleswig-Holstein, Land da decenni a guida socialdemocratica. E, dopo mesi nei quali sembrava spacciata, la Spd del premier Heide Simonis sembra in grado di riconquistare il governo regionale. Ma il bollettino della disfatta dal fronte della disoccupazione rischia ora di impiombargli le ali.

 

In vigore dal 1° gennaio

la nuova legge tedesca sull'immigrazione.

Corsi obbligatori di tedesco.

Con l'entrata in vigore della nuova legge sull'immigrazione, prendono avvio i nuovi corsi per l'integrazione, previsti per favorire l'inserimento dei nuovi immigrati o di coloro che vivono da più tempo in Germania. Gli stranieri che arrivano a partire dal 1° gennaio 2005 sono tenuti a frequentare uno di questi corsi, che comprendono 600 ore per l'insegnamento del tedesco e 30 ore di orientamento sui temi della storia, della cultura e dell'ordinamento politico della Germania, compresi i principi della parità dei diritti, della tolleranza e della libertà religiosa. Una parte dei costi è coperta dallo Stato, ma ciascun immigrato dovrà contribuire versando 630 euro. Il governo ha calcolato che nel primo anno frequenteranno i corsi 138'000 persone appena giunte in Germania, compresi gli Spätaussiedler.
 

A questi possono aggiungersi anche 50'000 stranieri che vivono già da alcuni anni in Germania, ma non hanno potuto apprendere la lingua. In tutto vengono stanziati 208 milioni di euro. Alla fine dei corsi le conoscenze linguistiche verranno valutate con un test: i partecipanti dovranno dimostrare di saper parlare il tedesco in modo sufficiente da sbrigare le faccende quotidiane e di sapersi anche esprimere per iscritto. La frequenza è obbligatoria e coloro che non ottengono il certificato finale possono incorrere in alcune sanzioni fino al ritiro del permesso di soggiorno.

Il coordinamento dei corsi è stato centralizzato presso l'Ufficio federale per l'immigrazione e i rifugiati che seleziona le istituzioni formative e le organizzazioni riconosciute ufficialmente per la gestione delle lezioni.

 

 

Parlo spesso, su queste pagine, del mio quasi-intento di smettere di fumare. Un po’ perchè costa, un po’ perchè fa male alla salute, ma soprattutto perchè costa (e bene o male puzza anche). Il problema maggiore è anche che in sempre più posti è ormai vietato fumare, e dal 10 Gennaio la situazione peggiorerà ulteriormente. La notizia mi e’ arrivata prima di cena guardando il Tg4. Benché il Tg4 non sia generalmente il miglior telegiornale, le chicche di Emilio Fede sono quasi imperdibili, infatti questa sera abbiamo scoperto che Fede ha smesso di fumare 23 anni fa, e prima fumava la bellezza di 60 (sessanta!) sigarette al giorno, più del doppio di me! Il 10 Gennaio è entrata in vigore la legge richiesta dal Ministro Sirchia, quindi nei locali pubblici (bar e ristoranti, purtroppo) non è più permesso fumare.
Eccezioni ci possono essere, a discrezione dei gestori, nel senso che se il gestore attrezza un’area fumatori e la segnala adeguatamente (parlano di insegne luminose), in quell’area è permesso fumare.
 

In assenza di aree fumatori, la situazione e’ bruttina.
Il gestore del locale è tenuto, infatti, a chiamare i vigili qualora un cliente violi la legge, e la multa per il fumatore sarà della bellezza di 2200 (!!!) Euro. Ovviamente alcuni gestori di locali pubblici sono non proprio entusiasti della legge in arrivo, dal momento che potrebbero perdere alcuni clienti (i fumatori che non potranno più fumare all’interno del locale), voci favorevoli alla legge sono invece quelle dei non fumatori (ma va?), dei fumatori pentiti (anche qui un ‘ma va?’ ci sta bene) e stranamente anche qualche fumatore si e’ dichiarato d’accordo. In effetti, il fumo passivo disturba anche i fumatori, specie quando alcuni condomini fumano in ascensore, altri colleghi fumano in bagno, e via discorrendo. Ma questa è maleducazione (fumare in ascensore e in bagno), e dovrebbe essere eliminata.
 

A casa nostra, o di altri, quando qualcuno vuole fumare, chiede ai presenti il permesso di farlo. E' una regola elementare di buona educazione e viene osservata da tutti. Ma nei luoghi pubblici questa regola sembra perdere qualsiasi valore. Sfido chiunque a dimostrarmi di essersi sentito chiedere spesso "posso fumare?" dai vicini di tavolo del ristorante. A me sarà capitato al massimo un paio di volte nella vita, e non credo di essere un caso raro. Molti sembra che possano rinunciare a fumare solo quando vedono dei cartelli di divieto. Ho sentito tante volte discorsi del tipo: «E' giusto che gli altri non siano obbligati a respirare il mio fumo, io quando c'è un divieto lo rispetto». Ma perché se si trova giusto un comportamento lo si deve adottare solo quando si è obbligati a farlo? Io non rubo perché trovo immorale farlo, non per paura di andare in galera! Che senso avrebbe se dicessi: «Trovo giusto non rubare però se non è proibito lo faccio»?


Purtroppo nel nostro paese sono ancora tanti i luoghi in cui è permesso fumare ed in cui milioni di cittadini non possono appellarsi che al senso civico degli altri per non diventare vittime del fumo passivo. Ci sono tante persone affette da asma o da altre patologie respiratorie che oggi devono di fatto rinunciare ad entrare in un gran numero di bar, pub e ristoranti a causa del fumo presente in questi ambienti. E sono una moltitudine coloro che per una cena fuori casa devono pagare il caro prezzo di dover mangiare in mezzo al fumo degli altri. Per non parlare di barman e camerieri che magari si mostrano sorridenti al cliente che tiene la sigaretta in bocca ma soffrono in silenzio per il veleno che sono costretti a respirare. In un paese civile non dovrebbe neanche rendersi necessaria una legge per impedire che questo avvenga, ad evitarlo dovrebbe bastare la coscienza dei cittadini. La scritta «vietato fumare» serve esclusivamente per i maleducati.

 

 

Sigarette, addio? Dal 10 gennaio – in Italia -

vietato fumare nei ristoranti, nei pub,

nei bar se non sono dotati di una zona per fumatori

e di un impianto di areazione fatto ad hoc.

Il fumo "in pubblico", diventa illegale in Italia. Un disegno di legge, già approvato dal governo, prevede il divieto di fumare in ogni luogo pubblico: ristoranti, bar, negozi, mezzi di trasporto, stazioni, porti, aeroporti, uffici, circoli ricreativi, scuole, ospedali e persino nelle carceri. Le sigarette saranno proibite anche negli uffici privati dove convivono fumatori e non fumatori. Il fumo verrà consentito solo in aree riservate opportunamente ventilate e chi non rispetterà il divieto, o non lo farà rispettare, incorrerà in pesanti multe i cui proventi saranno utilizzati per finanziare campagne di informazione sugli effetti nocivi del tabacco. "Bisogna salvare 44 milioni di italiani; il cancro ai polmoni è la malattia peggiore", ha detto il ministro della sanità Umberto Veronesi, noto oncologo, riferendosi al numero dei non fumatori. Contro il divieto insorgono ora sia i commercianti, che trovano assurdo doversi trasformare in poliziotti anti-fumo inimicandosi i clienti, che coloro che giudicano la legge proibizionista. Abbiamo chiesto a quattro giovani quale sia il loro rapporto col fumo e come giudichino la legge.

Quale rapporto hai con il fumo? Manuela, ex-fumatrice - Fumavo almeno un pacchetto al giorno. Ho smesso a malincuore, spinta dagli altri. Quando mi sono decisa è stato durissimo. Mi sentivo suonata come una tossica in crisi di astinenza, non riuscivo a concentrarmi! Mi ha aiutato una seduta di agopuntura, che ha segnato l'inizio di questo percorso. Ora sono contentissima.

Marco, non-fumatore tollerante - Non fumo, ma non condanno il fumo. Inizia a darmi fastidio solo quando sono "costretto" a subire quello degli altri.

Massimo, fumatore incallito - Sono un fumatore da stress, nel senso che se dovessi calcolare quante delle venti sigarette al giorno che fumo mi dà effettivo piacere, dovrei limitarmi a tre o quattro. Le altre vanno per stress, infatti le fumo sul lavoro.
 

Alessio, igienista - Non fumo e non ci ho mai provato anche perché ritengo che sia una cosa nociva per la salute.

Alessio, igienista - Non fumo e non ci ho mai provato anche perché ritengo che sia una cosa nociva per la salute.

Come ti senti negli ambienti pieni di fumo? Manuela - Il fumo ora mi dà un fastidio fisico. Mi pare che i fumatori siano maleducatissimi, come del resto lo ero io. Forse sono maleducati senza accorgersene. Riempiono i locali di fumo, buttano le cicche per terra, sono invadenti e poco rispettosi!
 

Marco - Dove lavoro fumano in molti, ma in genere rispettano la "mia" zona, anche perché ci sono computer e macchine sofisticate ed è necessaria un'atmosfera pulita. Solo a volte ho difficoltà con persone estranee all'ufficio, che trovano naturale fumare senza chiedere il permesso. I fumatori sono una categoria a volte egoista. Quando siamo al ristorante insieme e gli amici fumano - ad esempio - mi chiedo perché non aspettino che io abbia finito di mangiare. Il rispetto nei confronti di chi non fuma è molto raro, mentre dovrebbe essere alla base di un rapporto corretto di convivenza.

Massimo - Spesso e volentieri il piacere di fumare una sigaretta mi impedisce di tener conto delle esigenze dei non fumatori. Faccio il cafone. Questo succede soprattutto nelle situazioni in cui chi non fuma è in minoranza e non agguerrito.
 

 

Il fumo provoca ogni anno nel mondo 3.500.000

morti di cui 90.000 si verificano in Italia.

Cosa c’è in una sigaretta?

Cosa c’è in una sigaretta?

La nicotina: questa sostanza induce dipendenza fisica in quanto agisce direttamente sul sistema nervoso come una droga psicoattiva. È nociva per il sistema cardiocircolatorio aumentando la pressione del sangue, la frequenza cardiaca e il consumo di ossigeno del miocardio
Il catrame: si forma nel raffreddamento del fumo. Si raccoglie nei polmoni e può provocare il cancro
Monossido di carbonio (CO): gas che si lega ai globuli rossi del sangue al posto dell’ossigeno, provocando sofferenza del cuore, muscoli e vasi sanguigni
La sigaretta emette molte altre sostanze pericolose per l’apparato respiratorio e per il cuore. Il fumo aspirato ed emesso dal fumatore costituisce il 15% di quello prodotto da una sigaretta e contiene un’enorme quantità di elementi nocivi anche per i non fumatori.
 

Le principali malattie che colpiscono coloro che sono esposti al fumo sono:

Irritazioni della mucosa nasale e della gola
Riduzione della funzionalità polmonare
Tumore al polmone
Malattie cardiovascolari
Ma il tabacco è responsabile anche dei tumori del cavo orale, laringe, faringe, esofago e vescica e può avere effetti nocivi su fegato, pancreas e collo dell’utero. Una sigaretta in media accorcia la vita di un fumatore di 5 minuti (circa lo stesso tempo che ci vuole a fumarla). Il rischio che si è accumulato fumando può essere annullato se si smette di fumare prima dei 35 anni. Il rischio di cancro al polmone diminuisce del 50% per il "fumatore medio" che ha smesso da 5 anni. Il rischio del cancro al polmone dopo 10 anni di interruzione è invece uguale a quello dei non fumatori. Per chi ha smesso da almeno 10 anni si riduce anche il rischio di altri tumori.
 

 

Hartz IV. Cosa cambia dal 1 gennaio.

Unificato sussidio sociale e indennità di disoccupazione.
di Gualberto Galetti, Ital UIL Francoforte

Presentiamo i profondi cambiamenti che con la Hartz IV verranno introdotti in Germania dal 1 gennaio 2005. La cura un esperto di problemi sociali e previdenziali, Gualberto Galetti, dell’Ital UIL Francoforte, al quale i lettori possono rivolgere direttamente domande specifiche o sottoporre problemi da chiarire.

Il primo gennaio 2005 entrerà in vigore la legge conosciuta comunemente come Hartz IV.

Questa legge si propone di modernizzare il sistema sociale tedesco in particolare di riformare i metodi e le prestazioni inerenti al collocamento nel mondo del lavoro delle persone colpite da disoccupazione. Dal 1.1.2005 il sussidio sociale e il sussidio di disoccupazione saranno unificati sotto la denominazione di Arbeitslosengeld II. Questa legge riguarda i disoccupati di lunga durata e di coloro che percepiscono il sussidio sociale e sono nella condizione di poter lavorare, si calcola che saranno circa 3 milioni di cittadini che verranno coinvolti da questa legge.

 

Questa legge riguarda i disoccupati di lunga durata e di coloro che percepiscono il sussidio sociale e sono nella condizione di poter lavorare, si calcola che saranno circa 3 milioni di cittadini che verranno coinvolti da questa legge. Per capaci al lavoro s’intendono tutti i cittadini dai 15 ai 65 anni, esclusi coloro che percepiscono una pensione di invalidità. L’importo percepito dai disoccupati sarà una somma uguale al sussidio sociale finora erogato dai comuni.

I disoccupati dovranno accettare qualsiasi lavoro che verrà a loro proposto. L’ufficio federale del Lavoro ora denominato Agenzia del Lavoro “Agentur für Arbeit” dovrà aiutare intensamente con i cosidetti “Job Center” i disoccupati nella ricerca di un posto di lavoro.

 

Questa legge si propone di modernizzare il mercato del lavoro ma di fatto stabilisce un cambiamento radicale del diritto sociale tedesco.

Essere disoccupato diventa una situazione soggettiva, significa che il disoccupato è in un certo senso responsabile di se stesso e della sua situazione. La situazione oggettiva perde la sua importanza, infatti, la reale situazione del mercato del lavoro, che non dipende direttamente dal disoccupato ma dalle aziende e i loro metodi di gestione del personale in rapporto all’andamento economico, le reali possibilità di accesso al mercato del lavoro in rapporto alle capacità del lavoratore per esempio l’età, permettono ai datori di lavoro con questa legge di razionalizzare il processo produttivo facendo pagare un prezzo elevato ai lavoratori.

Con questa legge termina la cosiddetta “Soziale Marktwirschaft” la coresponsabilità sociale dei datori di lavoro nella società tedesca.

Gualberto Galetti, Ital UIL Francoforte

Tel. 069-979 466 92, Ital-Uil-Francoforte@t-online.de

 

 

Conferenza nazionale - I ragazzi italiani nel sistema scolastico tedesco: problemi e prospettive -INTERVENTO DEI COMITES -
I presidenti e i delegati dei Comites prendono atto degli esiti della conferenza “I ragazzi italiani nel sistema scolastico tedesco.”

I presidenti e i delegati dei Comites prendono atto degli esiti di questa conferenza “I ragazzi italiani nel sistema scolastico tedesco: problemi e prospettive”, che hanno, fra l’altro, evidenziato

L’importanza dell’acquisizione di strutture linguistiche bilingue e anche plurime – nei primi anni di età al fine dello sviluppo di adeguate capacità cognitive;


L’importanza, dunque, di interventi prescolari che promuovano l’acquisizione di tali strutture;


L’importanza del coinvolgimento delle famiglie, segnatamente dei genitori, al fine di favorire la partecipazione dei bambini a tali iniziative;


Il ruolo centrale svolto dagli educatori specializzati in queste primissime fasce d’età, tanto di quelli tedeschi, quanto di quelli italiani, la cui collaborazione va supportata con adeguate misure di scambio e formazione;


La centralità della formazione bilingue, quale prosecuzione e articolazione del processo così avviato, supportata da insegnanti adeguatamente formati.

Rilevano, peraltro, con disappunto, il permanere di situazioni di marginalizzazione dei giovani italiani, rilevabili, fra l’altro, nella quota sovraproporzionale di bambini italiani nelle scuole differenziali, nella sottorappresentanza dei giovani italiani nei ginnasi, e nella sottoqualificazione della medesima fascia d’età.

Si tratta di problemi noti, in merito ai quali le informazioni acquisite nel contesto della conferenza meritano diffusione e un ulteriore approfondimento a livello locale. I presidenti dei Comites si riservano pertanto di effettuare tale approfondimento nelle aree di propria competenza e di concordare in futuro, su ampia base partecipativa, un documento più articolato.

I Presidenti e i delegati dei Comites si limitano in questo contesto a ribadire la necessità di una più attiva e organica partecipazione dei Comites stessi, in quanto organismi di rappresentanza della collettività italiana democraticamente eletti, alla programmazione, al monitoraggio e alla valutazione degli interventi scolastici e prescolastici per i giovani italiani in Germania.
 

In particolare ritengono necessario il proprio coinvolgimento organico in tavoli d’intesa italo-tedeschi di esperti, da promuovere a livello di Land seguendo l’impulso dato in tal senso dal tavolo d’intesa federale promosso dal recente accordo di Villa Vigoni.

I presidenti e i delegati dei Comites presenti ritengono altresì necessario il proprio coinvolgimento, in collaborazione con gli Uffici Scuola dei Consolati, nelle consultazioni e nelle iniziative promosse con interlocutori tedeschi competenti in materia (consigli comunali, poli d’eccellenza nella ricerca, forze politiche e sociali, ecc.) per la concezione delle attività circoscrizionali del Piano Paese.

In particolare, per quanto concerne la partecipazione dei Comites alle attività di pianificazione, i Comites intendono contribuire attivamente all’analisi e al monitoraggio necessari per prendere decisioni fondate e condivise in merito alla suddivisione, alla tipologia e al finanziamento dei diversi corsi.
 

I Comites auspicano, a tal fine, di potersi avvalere delle informazioni e delle testimonianze disponibili, in particolare secondo quanto previsto dalla circolare 13 / 2003 (direzioni didattiche, insegnanti, rappresentanti di categoria, ecc.).

In questo contesto si impegnano a promuovere un più consapevole coinvolgimento delle famiglie e di tutti i soggetti attivi nel campo delle attività scolastiche e prescolastiche nei processi decisionali e valutativi d’interesse della collettività.

Nello spirito di partecipazione che ispira il nostro intervento, esprimiamo, a nome dei Comites partecipanti, l’auspicio di poter concorrere in futuro alla realizzazione di utili iniziative d’informazione e dibattito, come questa conferenza già a partire dalle primissime fasi di programmazione.
 

IL RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO (E DEL PASSAPORTO !) sono i primi adempimenti necessari per la regolarizzazione della tua posizione di cittadino italiano residente in questo Paese.

Il rilascio o rinnovo del tuo passaporto e l'iscrizione o l'aggiornamento all'AIRE (Anagrafe Italiani residenti all'estero) sono i primi adempimenti necessari per la regolarizzazione della tua posizione di cittadino italiano residente in questo Paese. Come ben sai, anche il possesso e il puntuale rinnovo del tuo permesso di soggiorno sono un fatto obbligatorio, necessario per completare tutti gli aspetti del tuo soggiorno (iscrizione anagrafica "Anmeldung", iscrizioni previdenziali, ecc. ).Cogliamo questa occasione per attirare la tua attenzione sulla specificità del tuo permesso di soggiorno che, come noto, è strettamente collegato al possesso di un documento di identificazione in corso di validità: da qui l'importanza che tu, prima della sua scadenza, ti ricordi di rinnovarlo!Per quanto concerne il permesso di soggiorno, ti forniamo alcune indicazioni.

· Entro tre mesi dalla data d'ingresso in Germania, insieme all'iscrizione anagrafica ("Anmeldung") va chiesto anche il permesso di soggiorno ("Antrag auf Aufenthaltserlaubnis").Per i minori di 16 anni - prima del compimento del 16. anno di età - la presenza in Germania va segnalata contestualmente con l'Anmeldung ed il permesso di soggiorno va chiesto solo prima del raggiungimento di tale età .

· Il primo permesso di soggiorno viene in genere rilasciato per una validità di cinque anni.

· Decorsi i primi 5 anni occorre chiedere il rinnovo: nell'apposito "Antrag" indicare la richiesta di un rinnovo per validità illimitata, ("unbefristet"). Per chi è disoccupato da oltre 12 mesi consecutivi, la proroga concessa potrebbe essere di durata inferiore.

Il permesso di soggiorno di validità illimitata è infatti un diritto per le seguenti categorie, che presentano la documentazione a comprova del loro status:
 

- lavoratori autonomi (attestati di iscrizione ad un ordine professionale/registro di commercio, partita IVA, ecc.)

- lavoratori dipendenti (certificato di lavoro)

- studenti regolarmente iscritti (certificato di iscrizione, comprova di risorse finanziarie e di copertura assicurativa)

- lavoratori che hanno cessato l'attività lavorativa in Germania aventi diritto alla pensione

- Cittadini comunitari che pur non svolgendo attività lavorativa dispongono di mezzi di sostentamento sufficienti (minimo: 600 Euro mensili)

- Familiari di una delle categorie suddette.

Il nostro sito, venuto a conoscenza di molti casi di diniego del permesso di soggiorno e di espulsioni dal territorio tedesco, si sta impegnando per contrastare prassi limitative del diritto di soggiorno applicate anche quando sussistono i requisiti per un permesso illimitato e, se necessario, potrà aiutarti a salvaguardare i tuoi diritti!