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Le hostess Alitalia rischiano il linciaggio. All’aeroporto di Fiumicino è tornata, per ora, alla normalità l'attività degli addetti ai servizi di pista di Alitalia Airport. Ma non la situazione delle centinaia di passeggeri ancora bloccati nelle aerostazioni dello scalo romano. Molti passeggeri, in fila già da diverse ore, a più riprese hanno perso la pazienza con gli impiegati Alitalia e hanno cominciato a urlare "Basta", "Basta, siamo stanchi". In alcuni casi per sedare gli animi è dovuta intervenire la polizia. |
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Una lunga coda di viaggiatori, in attesa di sapere quando potranno ripartire con i primi voli utili, si è formata davanti alla biglietterie, in particolare davanti alle partenze internazionali. Molti passeggeri, in fila già da diverse ore, a più riprese hanno perso la pazienza con gli impiegati Alitalia e hanno cominciato a urlare "Basta", "Basta, siamo stanchi". In alcuni casi per sedare gli animi è dovuta intervenire la polizia, che sta comunque presidiando l'area per ragioni di sicurezza. Intanto nell'aeroporto sono stati in molti i viaggiatori coinvolti che non riuscendo a trovare un posto per dormire negli alberghi vicini all'aeroporto romano, essendo tutti pieni, hanno trascorso la notte bivaccando sulle poltrone all'interno delle aerostazioni. Per loro, a cura della società di gestione e della Protezione Civile, sono state distribuite coperte, pasti e bevande calde. Il pericolo per CAI(Compagnia aerea italiana), e per l'Italia intera, di cui noi tutti facciamo parte, è che gli si era data, nei decenni, troppa crusca a questi "lavoratori". Quando ci si abitua ad un certo andazzo, ad una certa spavalderia, quando i capibastone (mi riferisco soprattutto ai piloti,anche se stavolta mi pare i "protagonisti delle assemblee spontanee siano altri) pensano di essere l'ago della bilancia e credono che la gestione aziendale spetti a loro, invece che a chi sta al comando,"a l'è dùra" tornare indietro. Una volta si fa sciopero per i licenziandi, un'altra volta lo si fa perchè non va a genio il sistema di assunzione dei nuovi dipendenti, un'altra volta perchè magari cambiano le divise e il colore non piace, e via a spron battuto verso il baratro. Scioperare sotto le Feste? Un vecchio trucco, abbastanza imbecille. Aveva ragione Feltri quando diceva che tutti i dipendenti Alitalia avrebbero firmato per non perdere il loro stipendio e poi avrebbero fatto sciopero e messo in difficoltà la CAI e tutti gli italiani. |
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Che senso ha parlare di statuto dei lavoratori, di diritti dei consumatori, di rinnovo dei contratti, quando è tollerato ad alcuni lavoratori - quasi sempre gli stessi - di farsi sempre i beati cavoli propri? E se facessero tutti così? Massì, dài, facciamo tutti così. Non ci garba un turno di lavoro, un piano di lavoro, il vestito del capo? Si scioperi. E chissenefrega. Alitalia insegna. Ieri il personale di terra, (...) (...) oggi il personale di volo, domani il personale di fuoco e pure quello di acqua. Questo andazzo ha un nome e si chiama schifo. È schifoso che nessuno paghi. Così come è schifoso che non ci sia uno straccio di autorità capace di difendere gli interessi dei passeggeri, i quali con un biglietto di volo (pagato profumatamente) debbono assistere periodicamente a certi capricci. Berlusconi aveva spiegato che l’acquisto di Alitalia da parte di AirFrance avrebbe pilotato i turisti stranieri ai Castelli della Loira e non in Toscana. Vero, ma se poi i turisti stranieri arrivano nella bella Italia e ci presentiamo con questa faccia, non lamentiamoci se poi il turismo non cresce. Ai Castelli della Loira ci vanno a piedi pur di non volare con Alitalia o Cai. Ieri a Fiumicino qualcuno avrebbe voluto alzare le mani nei confronti delle hostess. Oltre il limite. Quando è troppo è troppo. Se qualche divisa blu o qualche altro lavoratore di Alitalia pensa di rifarsi sulla pelle dei consumatori per alzare il prezzo con i nuovi azionisti della compagnia aerea, sta facendo male i conti. Stavolta la rissa ci scapperà davvero perché il limite è andato a farsi benedire. |
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Oddio, anche per Ryanair paura su un volo: atterraggio d'emergenza in Francia, mentre a Monaco aereo in fiamme. Siamo onesti: chi di noi non è salito almeno una volta su un aereo della Ryanair. |
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Atterraggio di emergenza in Francia per un aereo della Ryanair. Ventisei persone sono state ricoverate in ospedale dopo che un Boeing 737 della compagnia low-cost in volo da Bristol a Girona, in Spagna, è stato costretto a fare scalo nell’aeroporto di Limoges per un problema di depressurizzazione della cabina. (Paura a Monaco, fiamme su un Air Dolomiti). L’aereo è stato fatto atterrare "per ragioni di sicurezza", ha detto la compagnia secondo cui tutte le persone ricoverate hanno avuto lievi problemi uditivi causati anche dalla drastica discesa di quota da 8mila metri in cinque minuti. A bordo del 737 si trovavano sette membri di equipaggio e 168 passeggeri, tra cui l’eploratore Pen Hadow, famoso per essere stato il primo a raggiungere a piedi il Polo Nord dalla costa settentrionale del Canada nel 2003. Hadow, che viaggiava con la moglie e i due figli, ha raccontato che quando l’aereo ha cominciato la discesa rapida e si sono aperte le bocchette con le maschere di ossigeno si è scatenato il panico. Ryanair ha mandato a Limoges un altro aereo che è ripartito alle 3,30 del mattino con a bordo 127 persone desiderose di riprendere immediatamente il viaggio. Gli altri raggiungeranno Girona in giornata. Il racconto dei passeggeri "Pensavano di morire". Così l’esploratore artico Ped Hadow ha raccontato al Times le fasi drammatiche dell’atterraggio di emergenza, con l’aereo che si è abbassato di 8mila metri in cinque minuti ed i passeggeri invitati ad indossare le maschere di ossigeno. La maggior parte dei ricoverati ha riportato problemi alle orecchie a causa della repentina discesa. Secondo Hadow, che nel 2003 è stato il primo esploratore a camminare solo dalle coste settentrionali del Canada fino al Polo Nord, ha detto che vi è stato un repentino calo di temperatura all’interno dell’aereo, con una ventata di aria gelida. |
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C'è anche un cittadino italiano tra le vittime dell'incidente aereo di ieri a Madrid. Si chiamava Domenico Riso e lavorava come steward dell'Air France. Riso lavorava a Parigi, la sua famiglia risiede in provincia di Palermo. Era originario di Isola delle Femmine, dove vivono ancora il padre, Pietro, e le due sorelle. |
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C'era
anche un italiano a bordo dell'Md82 che ieri è esploso all'aeroporto di
Madrid. L'unico connazionale tra le 153 vittime si chiamava Domenico
Riso, 40 anni: originario di Isola delle Femmine, piccolo comune alle
porte di Palermo, l'uomo lavorava come steward per la compagnia aerea
Air France e viveva ormai da anni a Parigi. Abituato a solcare i cieli
per mestiere, la tragedia lo ha colpito mentre stava andando in vacanza,
alle Canarie, assieme ad un amico francese, Pierrick Charilas, ex
campione di aerobica, e ad Ethan, figlio di tre anni del ginnasta
transalpino. La notizia della sua morte è piombata inaspettata a Isola,
dove vivono il padre ultraottantenne Pietro e le sorelle Marianna e
Concetta. I familiari, straziati, sapevano che Domenico era in ferie ma
ignoravano si trovasse su quell'aereo maledetto. Appreso il lutto che li
aveva colpiti, nella loro abitazione di via Trapani è cominciato subito
un mesto pellegrinaggio di parenti e amici. Restano avvolte nel mistero
le cause della tragedia. L'unica certezza è che si è trattato di un
incidente. Ma per conoscere a fondo le responsabilità della strage che
ha provocato 153 morti e 19 feriti tra i passeggeri e l'equipaggio del
volo JK 5022 di Spanair, diretto alle Canarie, sarà necessario
aspettare.
Alcune certezze, ripercorrendo le ore precedenti alla tragedia, in realtà esistono: l'apparecchio aveva infatti chiesto assistenza tecnica pochi minuti prima del decollo. Il comandante del volo, Antonio Luna, era già arrivato in testa alla pista ed era in attesa del via libera dalla torre, quando ha deciso di rientrare al gate di partenza. Appurato un problema di surriscaldamento a una valvola di ammissione dell'aria, la riparazione aveva costretto i passeggeri a bordo per altre due ore, prima che il comandante potesse ripartire per il rullaggio; poi, lo schianto. |
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Il mistero del bimbo "Domenico stava andando alle Canarie con il bimbo di 3 anni che aveva in affido. Insieme con loro c’era un amico di Domenico, Pierrick". L'amico è Pierrick Charilas, ex ginnasta francese, 30enne. E sulla lista dei passeggeri al nome Ethan corrisponde lo stesso cognome Charilas, quindi il bimbo potrebbe essere figlio dell'amico di Riso. Del bimbo parla Domenico Riso, il cugino omonimo che era andato a trovare lo steward appena 3 mesi fa. "Era un bambino francese di 3 anni - ha detto ai giornalisti - e Domenico mi disse che lo andava a prendere spesso per trascorrere insieme qualche giorno. Il suo nome era Ethan". Ma in famiglia preferiscono non parlare del bambino in affido. Il prossimo 2 settembre Domenico Riso sarebbe dovuto partire nuovamente per Parigi ospite del cugino omonimo. Nessuno sapeva fosse a bordo Si sono sentiti ieri pomeriggio per l’ultima volta Domenico Riso e l’anziano padre Pietro di 82 anni. A riferirlo è il sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello, che appena appreso la notizia della morte dello steward è andato nell’abitazione dei Riso per portare le condoglianze del piccolo Comune. "Il padre - ha detto il sindaco parlando con i giornalisti - ha raccontato che Domenico quest’anno non sarebbe venuto a Isola, come faceva tutti gli anni, ma aveva preferito trascorrere le vacanze alle Canarie". Però, non aveva specificato al padre con quale volo sarebbe partito da Madrid. |
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Il ritorno delle Brigate Rosse: una realtà scomoda che si supponeva, dopo le carcerazioni seguite alle morti eccellenti di D'Antona e di Biagi, fosse per sempre scomparsa dalla vita del nostro paese. Un
paese che ha sempre meno valori morali. |
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I quindici arresti, avvenuti nei giorni scorsi , di presunti brigatisti. ha ripresentato allo Stato, ai politici, a tutti gli italiani una realtà scomoda che si supponeva, dopo le carcerazioni seguite alle morti eccellenti di D'Antona e di Biagi, fosse per sempre scomparsa dalla vita del nostro paese: il ritorno delle B.R.! Purtroppo gli arsenali scoperti, i comunicati deliranti che hanno fatto seguito ai fermi, ci hanno fatto innanzitutto presente che l'abbassare la guardia è stato un errore. Inoltre il constatare che una buona parte di questi quindici sono giovani che appartengono alla classe operaia, e sono pure dirigenti aziendali o anche semplici iscritti alla CGIL, pone gravi interrogativi. Stiamo tornando agli anni '70, ai cosiddetti "anni di piombo" che fecero tante illustri vittime? Il partito armato sta facendo nuovi proseliti, si circonda di simpatizzanti (vedi striscione pro BR alla manifestazione antibase americana di sabato scorso a Vicenza), ha forse più o meno celate coperture in partiti e sindacati. La sinistra radicale-massimalista si straccia le vesti, proclama ai quattro venti la propria voglia di libertà, di difesa delle istituzioni, di pace sociale, ma è dai Centri Sociali, dai gruppuscoli sindacali più spinti che nasce questa nuova presenza delle Brigate Rosse. |
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Come ai vecchi tempi alcuni si sono
dichiarati prigionieri politici; come ai vecchi tempi le BR avevano
progettato azioni contro personaggi scomodi (vedasi Berlusconi), contro
aziende che rappresentavano un qualcosa che andava combattuto e
distrutto. Qual è “l’humus" che porta a questa rivolta armata contro lo
Stato e le sue componenti? Non è certo un'estrema miseria che al nord
non esiste, non è neanche quell'intellettualismo di matrice
anarchico-insurrezionale che ricorda tanto Feltrinelli. Per me è una
società che ha sempre meno valori morali. Una società che si basa sul
consumismo, che porta tutto a poli estremi e contrastanti. La lotta
armata, l'odio classista è una posizione estrema: la sinistra estremista
fa tanto chiasso, ulula contro Berlusconi, contro Fini, contro Bossi, ma,
come si dice, " can che abbaia non morde": il potere in pantofole piace
pure a loro! I Brigatisti non abbaiano, non si mettono in pantofole,
loro vogliono mordere, lasciare il segno nella società italiana. È
questa società che deve rispondere alla loro sfida isolandoli, facendo
capire loro che la guerra che combattono è una battaglia senza motivo,
senza un fine plausibile e senza risultati. |
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L'intervento chirurgico al petto di Silvio Berlusconi è andato benissimo. Perché in America? Che messaggio dai alla gente? Ci piace però riferire il vero motivo per cui il Cavaliere ha scelto l’America.. |
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L'intervento chirurgico al petto di Silvio
Berlusconi è andato benissimo. Tiriamo il fiato. È contento anche Romano
Prodi. (Non ne facciamo materia di scherzo: è un fatto di civiltà. Il
Professore ha usato parole particolarmente belle, e lo sottolineiamo
volentieri. Quando ci vuole ci vuole). Perché in America? Le fotografie,
viste con l'occhio dei comici d'oggi, fanno capire perché Berlusconi è
andato lì ad aggiustarsi il cuore. Ma se era una sciocchezza perché lì?
Caro Berlusconi, hai governato bene cinque anni, la sanità lombarda è
una meraviglia. E vai in America per un pacemaker? Che messaggio dai
alla gente? E anche ai medici italiani? Lì c'è un chirurgo italiano, è
vero: allora vuol dire che è bene che i migliori emigrino? Siamo
d'accordo: uno ha diritto di curarsi dove si sente più sicuro. Ma qui
noi allora siamo dei pirla? Ci piace però riferire il vero motivo per
cui il Cavaliere ha menato le tolle. Dovevano mettergli le mani addosso
al San Raffaele di Milano, dove regna don Luigi Verzè. Ma il primario
dell'Unità Operativa di Aritmologia, che è un vero luminare, chiamato
per interventi in tutto il mondo, e diventato ricchissimo per questo,
pare abbia scherzato: «Sono comunista e non vedo l'ora di operarla». Il
comunista non lo voglio. |
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Al Cavaliere sono girate le scatole. Anche perché pare che sia proprio vero: il professor Carlo Pappone, napoletano, è comunista e se ne vanta. Niente di male, è un campione, ma le mani addosso a me, no - ha riflettuto il Cavaliere. Tra l'altro Pappone (non Peppone) è un comunista di lusso, avendo acquistato e restaurato la meravigliosa villa Cernuschi a Cernusco Lombardone, del valore di ben più di dieci miliardi. Non la troviamo un'incoerenza, ma un'esagerazione. Berlusconi è scappato a gambe levate: ha avuto il dubbio gli volessero praticare l'operazione, anche se non strettamente necessaria, per poi vantarsene. Così ha preferito l'America. I consigli dell'Umberto. L'amico Umberto Bossi l'aveva sconsigliato: «Ma sta' qua, che se vai in America poi ti tocca tornare per un controllo ogni mese. Va' a Lugano, Silvio. Lì c'è il massimo cardiochirurgo del mondo, il professor Tiziano Moccetti». Non c'è miglior medico di quello che ti ha salvato la vita. Ne parliamo quando torni. |
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BERLUSCONI: ''ESIGIAMO IL RICONTEGGIO DI TUTTE LE SCHEDE. TORNEREMO A GOVERNARE. Sono qui da voi perche' volevo e dovevo esserci, in questa piazza traboccante di entusiasmo.” |
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''Siamo una maggioranza e presto torneremo
a governare, anche per coloro che hanno votato centrosinistra''. Nella
conclusione del suo discorso, Silvio Berlusconi a piazza San Giovanni ha
riassunto tutto il senso della manifestazione, il ''suo'' senso. ''Sono
qui da voi perche' volevo e dovevo esserci, in questa piazza traboccante
di entusiasmo. Noi vogliamo mandare a casa un governo che distrugge la
fiducia dei cittadini nello Stato, che aumenta le tasse, che riduce la
liberta' di ciascuno di noi''. Cosi' il leader della Cdl aveva aperto il
comizio che ha fatto seguito al corteo organizzato dal centrodestra per
contestare il governo di Romano Prodi ed in particolare la finanziaria
varata dall'esecutivo. ''Vogliamo opporci ad una cultura che diffida
degli individui liberi - dice Berlusconi - che non vuole una societa'
autonoma che cammini sulle proprie gambe''. ''Esigiamo'' il riconteggio
di tutte le schede elettorali, valide, bianche e nulle, ribadisce poi
l'ex premier. Il presidente di Forza Italia aveva gia' accennato alla
questione arrivando in Piazza San Giovanni ma una volta salito sul palco
e' stato decisamente piu' duro: ''La sinistra ha rifiutato fino ad ora
di ricontare le schede'', sostiene Berlusconi aggiungendo che ''anzi, ci
ha accusato di aver tentato, il giorno delle elezioni, un colpo di Stato'' |
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L'ex premier afferma, replicando alle
accuse di brogli da parte del centrodestra che sono venute con
l'inchiesta di Enrico Deaglio, che ''se ci sono stati brogli sono solo
quelli che hanno fatto loro. Una cosa peraltro storicamente provata, i
brogli li hanno addirittura insegnati''. A questo punto, sono ancora
parole di Berlusconi, ''richiediamo il riconteggio di tutte le schede,
delle schede valide, bianche e nulle. Lo richiediamo oggi - dice ancora
Berlusconi - dopo le ultime improbabili, false, grottesche accuse.
Esigiamo che siano tutte ricontate anche per la nostra onorabilita'''.
''Siamo piu' di due milioni'', ha poi affermato Berlusconi, e con
evidente riferimento all'Udc: ''Questo non e' il momento delle divisioni
ma dell'unita' nel nome della liberta'''. E sottolinea che ''siamo
moltissimi a credere negli stessi ideali, siamo un popolo operoso,
tenace e paziente'' e ''oggi siamo qui per protestare contro questo
governo che vuole saccheggiare i nostri redditi e i nostri risparmi e
impedire la crescita dell'economia''. Berlusconi ribadisce che si e' in
presenza oggi di ''un governo che tassa gli italiani senza piu'
rappresentarli. Un governo in sostanza contro i cittadini, un governo
che divide l'Italia, che instilla odio''. |
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PER BERLUSCONI ALTRI GIORNI IN OSPEDALE. DOPO IL MALORE DI MONTECATINI, UNA SERIE DI CONTROLLI CLINICI. Il leader di Forza Italia ha accusato un malore mentre stava per concludere il suo intervento. |
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Ormai sembra solo un brutto ricordo.
Silvio Berlusconi ha trascorso una notte tranquilla all'ospedale San
Raffaele di Milano, dove era stato ricoverato domenica sera, dopo il
malore accusato a Montecatini e dove dovrà restare altri due giorni
prima di essere dimesso. |
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Il leader di Forza Italia ha accusato un
malore mentre stava per concludere il suo intervento. A sorreggerlo il
sindaco di Catania, Umberto Scapagnini (che fa parte dello staff medico
del Cavaliere), che è salito sul palco mentre Berlusconi perdeva i sensi.
L’arrivo di un’ambulanza, il frenetico andirivieni dietro il palco, per
qualche minuto il silenzio l’ha fatta da padrone. Dopo circa un’ora
Berlusconi è riuscito a lasciare la sede del convegno. Momenti di grande
tensione in sala. In aiuto di Scapagnini sono subito accorse sul palco
le guardie del colpo del leader dell’opposizione che è stato trasportato
a braccia all’interno del palazzetto dello sport. Lo ha fatto senza
bisogno di aiuto. Ha sorriso e salutato le migliaia di elettori che si
erano assiepati all’esterno. Subto dopo, in elicottero, ha raggiunto
Macherio. |
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«Sto bene», ha assicurato Berlusconi prima
di salire sull'elicottero che lo trasporterà a San Raffaele. L'ex
premier ha spiegato che si è trattato solo di «un piccolo collasso», «un
malore dovuto a stanchezza, caldo e alle preoccupazioni di questi giorni»
e forse «agli antibiotici» presi dopo l'operazione al menisco. Tuttavia,
ha detto, «non è niente di grave». «Dall'elettrocardiogramma sono
risultate delle extrasistole - ha aggiunto - quindi mi vogliono tenere
in osservazione per ventiquattro ore». «Grazie a tutti», ha detto l'ex
premier congedando i cronisti, e sorridendo ai simpatizzanti che lo
aspettavano fuori dalla villa, salutandolo con un «Grande Silvio!». |
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Roma, in 150mila hanno manifestato contro il lavoro precario. Sono scesi in piazza anche dei membri del governo. La Cdl: «È la maggioranza che manifesta contro se stessa». Prodi: «Non sono contro di noi». Il pensiero di due blogger a confronto. |
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È facile l’ironia: bandiere rosse in
piazza contro il «loro» governo… Alcuni partiti della sinistra sono oggi
scesi in piazza a manifestare contro il precariato del lavoro.
L’obiettivo della loro protesta non è però una caduta di questo governo:
l’obiettivo della loro protesta è l’abolizione delle leggi del governo
precedente: la Legge 30 (Legge Maroni impropriamente chiamata Legge
Biagi), la Legge Bossi-Fini, la Riforma Moratti; ovvero le leggi che si
occupano di temi importanti come il lavoro, l’immigrazione, la scuola.
Non credo che questi partiti abbiano come obiettivo la caduta del
governo Prodi, poiché sanno benissimo che questo evento potrebbe
prefigurare il ritorno del governo Berlusconi. Manifestano contro se
stessi? Abbiamo avuto in un recente passato esempi ben più scandalosi.
Come ad esempio un Ministro della Repubblica italiana partecipare alle
manifestazioni padane e inneggiare e saltare al grido di «Chi non salta
italiano è!», ed altre cose simili. Partiti di lotta e di governo: ne
abbiamo sempre avuti, in Italia, in tutte le stagioni. Ne avremo ancora,
si prevede. Sono partiti che chiedono ai governi di FARE DI PIÙ, mica di
andarsene. |
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Manifestazione a Roma, indirizzata
particolarmente contro la precarietà, tema che oramai tocca buona parte
dei giovani italiani. Bella manifestazione, ma che fa riflettere. |
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L’offensiva di Mediaset sul mercato tedesco, interesse per ProSieben e Sat.1 Diversi esponenti socialdemocratici tedeschi, ma anche molti democristiani, avevano già fatto un "fuoco di sbarramento" contro Berlusconi. Ai
tedeschi non è proprio simpatico. |
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Che cosa è venuto in mente e che cosa ha realmente fatto in questi giorni Mediaset? I titoli dei giornali italiani, nel giro di due giorni, hanno prima lanciato l'offensiva di Mediaset sul mercato tedesco, poi l'ufficiosa uscita di scena di fronte a investitori di grande potenza. Il "prudentissimo" presidente del Biscione, Fedele Confalonieri, ha dapprima spiegato che c'era un interesse per il broadcaster ProSiebenSat.1, specificando subito però: "Andremo avanti soltanto se l'operazione porterà a una creazione di valore per gli azionisti". Una prudenza, quella di Confalonieri, motivata dalla realtà politica piuttosto complessa del mondo tedesco e del mondo delle televisioni in particolare. La proposta di Mediaset c'è stata, ma già ufficiosamente ieri sera si e' saputo che era una "proposta fuori gioco" rispetto a quelle fatte dai colossi del private equity come Permira, Kkr e Apax, che avrebbero spazzato via ogni concorrente con la loro offerta sulla televisione tedesca. Quindi la prudenza del "vecchio Fidel" è stata premiata. Mediaset alla fine non esce sconfitta da una gara che non c'e' stata. Ma da questa vicenda emergono alcune considerazioni che sono degne di interesse. Il primo fatto da considerare è che Mediaset si rende perfettamente conto di essere una grande realtà in Italia, ma ormai deve fare i conti con i colossi mondiali e quindi deve necessariamente dimostrare di guardarsi in giro, anche dopo l'esperienza francese e quella ancora in atto in Spagna. È probabile che sia stata solo una mossa quella di Mediaset sul mercato tedesco, magari per valutare le reazioni di carattere più generale, che non sono solo quelle dell'ormai "mitico" mercato. |
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Il nostro ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, sembra che scenda da qualche "alpeggio al di fuori del mondo" quando spiega con grande savoir-faire l'importanza per l'Italia, oltre che per Mediaset, di avere un simile asset in Europa nel mondo della televisione. Ma diventa quasi grottesca la sua dichiarazione, nel momento in cui spiega: "Naturalmente a decidere sono i mercati e non il governo". Evidentemente il ministro Gentiloni dovrebbe farsi fare qualche traduzione dei giornali tedeschi di questi giorni, quando si parlava di modificare addirittura la normativa dell'Antitrust per impedire l'ingresso di Berlusconi e delle sue televisioni in Germania. Diversi esponenti socialdemocratici, ma anche molti democristiani, avevano gia' fatto un "fuoco di sbarramento" contro il Biscione, sia per motivi di carattere nazionale, sia anche per il congenito desiderio degli antiberlusconiani italiani di "fare tutto il possibile nella propria vita per mettere i bastoni fra le ruote del Cavaliere". È stata innanzitutto la pubblicità di carattere politico fatta intorno a Berlusconi a innescare una sorta di "meccanismo difensivo" di fronte all'ex presidente del Consiglio italiano, portato come esempio massimo di conflitto di interessi in tutta Europa e anche nel mondo, non ricordandosi mai di aggiungere, per esempio, che il patto che regge un quotidiano come il Corriere della Sera, e' composto da quindici rappresentanti che con l'editoria non hanno nulla a che vedere e si occupano di tutto (banche, assicurazioni, scarpe, macchine, acciai, telefoni e via dicendo) tranne appunto che di questioni legate all'editoria. |
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In realtà, tutto questo lo sanno bene sia Silvio Berlusconi sia Fedele Confalonieri. Ma sanno anche di avere soprattutto "un nemico in casa", che sta predisponendo armi per modificare la "Gasparri" attraverso l'intraprendenza di Gentiloni e del presidente del Consiglio, Romano Prodi. Berlusconi ha anche grandi rapporti internazionali con Murdoch, con Kirch, con quel Tarak Ben Ammar che è una sorta di "prezzemolo" nei grandi affari che riguardano anche il mondo delle telecomunicazioni. Dove ci sarà la possibilità di concludere affari, il Cavaliere saprà bene dove muoversi. Ma intanto fa delle grandi "manovre diversive", come quella tedesca. A ben vedere, il Gentiloni "che sta sull'albero" ha dovuto ammettere che Mediaset è una grande realtà italiana, così come dovette ammetterlo l'allora presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, quando nel 1999 dalle parti di Arcore si affacciò Rupert Murdoch, che rinunciò ai piani di annessione per il "patriottismo" di Fininvest e Mediaset fu rispettata. Oggi, dopo questo accenno di campagna tedesca molto prudente, Fedele Confalonieri potrà dire: "Noi ci abbiamo provato a guardarci in giro e abbiamo trovato sbarramenti sia sul mercato che nel retrobottega, quello politico". La conclusione sarà quella di dire: bisogna rispettare questa grande realtà italiana che e' Mediaset senza fare stravolgimenti di leggi che ne possano compromettere la sua capacità, la sua funzionalità, il suo stare sul mercato italiano garantendo decine di migliaia di posti di lavoro. Poi ci saranno gli sbocchi da considerare al momento giusto: la banda larga, la sinergia con Internet. Insomma, una "bella manovra diversiva" per trattare meglio in Italia. La grande prudenza di Fedele Confalonieri, in genere, ha sempre pagato tanto e ha portato bene. |
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Vittorio Emanuele di Savoia (re d’Italia), 69 anni, è stato arrestato. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso e allo sfruttamento della prostituzione. |
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Vittorio Emanuele di Savoia, 69 anni, è stato arrestato nel pomeriggio, per ordine del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza, Alberto Iannuzzi, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dal pubblico ministero. Nei confronti del principe le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso e allo sfruttamento della prostituzione. L'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso fa riferimento - secondo quanto si è appreso - ad un vero e proprio mercato dei nulla osta per i videogiochi ed altri apparecchi elettronici utilizzati per il gioco d'azzardo. Nella vicenda gli investigatori hanno scoperto legami con esponenti della criminalità organizzata siciliana. |
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L'altra accusa, quella di associazione per delinquere finalizzata alla prostituzione, riguarda il reclutamento di ragazze da offrire a clienti del casinò di Campione d'Italia. Le notizie che emergono con forza sulle vicende legate a Vittorio Emanuele lasciano una sensazione bizzarra. I magistrati sono all’opera e noi possiamo solo attendere con fiducia i verdetti finali. Ciononostante, se si considerano le prime intercettazioni pubblicate dai giornali, è palese come una famiglia intera di nobili sia coinvolta né in una semplice truffa provinciale da pochi euro né in una fortuita e improvvisa caduta di stile poco consapevole. |
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Si parla invece di somme di denaro
consistenti, giro di prostituzione, operazioni finanziarie illecite e
tanta arroganza. Non dimentichiamo che questo signore forse sarebbe
divenuto il nostro re, se gli eventi non avessero fermato la dinastia e
cambiato l’Italia a suo tempo. |
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E pensare che ha fatto di tutto per ritornare a visitare la sua Italia dalla quale è stato esiliato all'età di 9 anni. Beh, quando si dice che lo Stato non accontenta mai i suoi cittadini; questa volta è stato accontentato: gli hanno fatto fare un viaggio dal Lago di Como a Potenza che è cominciato con le manette ai polsi e lo ha concluso nel cortile del carcere. Con tanto di scorta appositamente per lui per illustragli le bellezze del nostro paese. I suoi avvocati dicono che non c'è nessuna prova concreta a suo carico e che è stato montato un caso contro di lui. Ora come si dice sempre in questi casi: tutti sono innocenti fino a prova contraria. Per il momento... poverini (si fà per dire)! |
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Si picchiano per lo scandalo-calcio: un morto. «Parlavano di Inter e Juventus, di questo scandalo, e alla fine lui l'ha ammazzato. È andata così». E’ successo a Sant'Angelo di Piove di Sacco, nella Bassa padovana. |
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«Non vincete mai». «Per forza siete dei
ladri». Discussioni normali, tra juventini e interisti. Con la
differenza che adesso, dopo lo scoppio della Calciopoli moggiana, i
tifosi più arrabbiati possono esibire le pezze giustificative arricchite
da inequivocabili intercettazioni telefoniche. Al Circolo Arci di
Sant'Angelo di Piove di Sacco, nella Bassa padovana, questo cocktail
esplosivo ha trasformato il tifo calcistico nell'assurdo movente di un
omicidio. Manolo Diana, 20 anni, idraulico, esasperato per le offese
alla sua Inter, l'altra notte ha reagito alle consuete punzecchiature
dialettiche di Renzo Trabuio, 48 anni, muratore di fede bianconera. Una
parola di troppo, uno spintone, pugni, calci: e Calciopoli si trasforma
in tragedia. Trabuio resta a terra, ucciso dalla follia. |
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È successo tutto fuori dall'Arci, dove i
due si trovavano spesso, ovviamente per parlare di calcio. Appena usciti
per fumare una sigaretta, gli animi si sono presto infiammati, un po'
per le birre appena bevute e un po' per l'evolversi dell'inchiesta sulle
nefandezze del mondo del calcio. A spiegare quali sarebbero stati i
motivi è Sergio Trabuio, il fratello della vittima: «Parlavano di Inter
e Juventus, di questo scandalo, e alla fine lui l'ha ammazzato. È andata
così». A suffragare questa tesi ci sarebbero anche alcuni testimoni che,
raccontando dello scontro tra i due, avrebbero affermato di avere visto
l'interista infierire con dei calci sullo juventino esanime a terra. |
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In pochi minuti di delirio violento
vengono passati in rassegna gli ultimi campionati, gli arbitri venduti,
le dichiarazioni di Moggi, le intercettazioni telefoniche. Il tifoso
nerazzurro, dopo aver dato la lezione al bianconero, si allontana
convinto di aver contribuito a fare un po' di giustizia prima delle
sentenza del tribunale sportivo. Poi torna sul posto, per dare un occhio
al rivale. Non è ben conscio di quel che ha fatto. Non sa che i soccorsi
si sono rivelati inutili, non sa che Trabuio è morto in ospedale, ucciso
dalla sua furia cieca. E infatti lo stesso Diana è allucinato, al punto
che si costituisce e si lascia arrestare dai carabinieri: l'accusa è di
omicidio. Lui casca dalle nuvole, solo allora, forse, si rende conto di
quanto stupido sia lasciarsi condizionare e rovinare le esistenze per un
pallone drogato da truffe e interessi miliardari. Sarà l'autopsia
disposta dal Pm di turno a stabilire le cause della morte e, quindi, il
grado di responsabilità dell'idraulico troppo tifoso. |
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Compri la prima casa in Italia? Sconto fiscale. 3% del valore, invece del 7%. Basta una semplice domanda scritta (autocertificazione). |
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Gli italiani all'estero che vorranno acquistare una "prima casa" potranno farlo in regime fiscale agevolato e senza certificato di iscrizione all'AIRE. È questo in sostanza quanto reso noto dall'Agenzia delle Entrate in una circolare pubblicata il 12 agosto scorso. Più nello specifico, l'Agenzia precisa che il cittadino italiano emigrato, che quindi non ha più la residenza in Italia, può acquistare in regime agevolato un immo-bile, quale che sia l'ubicazione dello stesso sul territorio nazionale, a condizione che esso sia acquistato come "prima casa". L'agevolazione prevista consente di pagare un'imposta di registro ridotta al 3% del valore d'acquisto, rispetto al 7% ordinario, nonché di corrispondere le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa e non proporzionale (rispettivamente del 2 e 1%). |
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I criteri da rispettare per poter godere dell'agevolazione sono i soliti, ad esempio l'immobile non deve essere di lusso, ma con una novità che coinvolge proprio gli italiani all'estero: chi lo acquista deve risiedere nel Comune in cui si trova l'immobile o trasferirvi la residenza, entro 18 mesi dall'acquisto, tranne se residente all'estero. Lo status di emigrato esime dunque dalla condizione di avere la residenza nel comune ove è ubicato l'immobile. In generale, però, anche l'acquirente residente all'estero non deve possedere sul territorio nazionale, neppure per quote, altri immobili acquistati con i benefici "prima casa". Il Fisco precisa che è possibile ri-chiedere lo sconto anche dopo il rogito, con un atto integrativo. Per provare di essere emigrati all'estero non sarà più necessaria l'iscrizione all'AIRE, cioè all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero, ma basterà una autocertificazione. |
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Stupido razzismo. «Si alzino in piedi tutti i terroni...». Lo
avrebbe detto un’insegnante. |
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Stupido razzismo |
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La sua colpa era stata quella di assistere una sua amica che non si sentiva bene, su richiesta di un’altra insegnante. Altri atteggiamenti sprezzanti e violenti avrebbero coinvolto un bambino di origine albanese. Gli insulti non si sarebbero mai esauriti, costringendo i genitori a intervenire. «I problemi tra l’insegnante e i suoi alunni sono ormai di dominio pubblico -afferma la dirigente scolastica-; come responsabile della scuola ho preso i provvedimenti che mi permette la normativa: ho informato l’Ufficio regionale per la scuola dell’accaduto e abbiamo avuto l’ispezione di un funzionario del massimo ente scolastico regionale. Ora sta a loro prendere eventuali provvedimenti». |
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L’assessore alla Pubblica istruzione ha
confermato: «I genitori degli alunni ci hanno immediatamente segnalato
il problema; l’amministrazione non può entrare direttamente negli affari
della scuola e abbiamo interpellato la dirigente scolastica, offrendo
collaborazione. La dirigente ha preferito seguire un procedimento
interno e ora non ci resta che attendere i risultati». Lamartesana
Portalino Nessuno di noi sa quale è la verità, naturalmente, anche
se l'istinto è di credere ai genitori. Ma se fosse come dicono loro,
quell'insegnante sarebbe proprio una povera di spirito. Ma proprio
povera: con quel che succede nel mondo parla ancora di terroni. E ha il
compito di educare. |
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RYANAIR: LANCIA UNA NUOVA ROTTA (solo andata, tasse e spese amministrative escluse). |
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Ryanair, la compagnia aerea numero 1 in
Europa ha annunciato una nuova rotta dalla Puglia. Il volo da Bari a
Francoforte (Hahn) partirà il 23 febbraio 2006. Bridget Dowling,
Responsabile Vendite Ryanair per l’Italia, parlando oggi a Bari ha detto: |
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Le 7 rotte Ryanair già esistenti dall’Italia a Francoforte hanno sempre avuto un ottimo successo e siamo sicuri che anche questo collegamento lo avrà. Il volo sarà operativo 3 volte alla settimana il martedì, giovedì e sabato dal 23 febbraio e permetterà ad altri 30.000 passeggeri di volare da e per la Puglia ogni anno. Per festeggiare il lancio di questa nuova rotta Ryanair lancia una tariffa imbattibile da 0.99 euro prenotabile da oggi su www.ryanair.com. Prenota subito il tuo volo da Bari a Francoforte!” |
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Germania: bambino benedetto dal Papa è guarito. E’ miracolo? |
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La stampa tedesca: «Papa Benedetto XVI ha
guarito un bimbo malato di cancro». E’ guarito Victor, il bambino di sei
anni malato di cancro che tre mesi fa ricevette la benedizione del papa
Benedetto XVI durante la Giornata mondiale della gioventù a Colonia. Lo
riferiscono oggi alcuni giornali tedeschi. |
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Dopo la benedizione ed una chemioterapia,
scrivono oggi i quotidiani popolari tedeschi «Bild Zeitung» e «Express»
l’ultima visita medica ha rivelato che Victor non ha più il tumore. |
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Non credi agli extraterrestri? Senti questa: Bush prepara una guerra segreta contro gli Ufo dalla base Luna. Lo
rivela un ex ministro canadese. |
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Gli Ufo volano da oltre mezzo secolo in totale libertà sui cieli del nostro pianeta, il governo degli Stati Uniti sviluppa armi segrete per fronteggiare possibili attacchi provenienti dal cosmo, da un giorno all'altro potrebbe scoppiare una guerra intergalattica e il vero motivo per cui è stato ordinato alla Nasa di realizzare una base sulla Luna entro il 2020 è la volontà della Casa Bianca di monitorare da vicino i velivoli extraterrestri che vanno e vengono dalla Terra. E’ quanto ha affermato Paul Hellyer all'Università di Toronto. |
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In quanto ex ministro della Difesa ed ex
vicepremier del Canada, Paul Hellyer tra il 1963 e il 1967 partecipava
alle riunioni a porte chiuse dell'Alleanza Atlantica ed era in
particolare al corrente dei segreti del Norad - il comando aereo
americano-canadese che veglia su ogni movimento sui cieli del
Nordamerica - ma finora non aveva mai parlato con tanta chiarezza, pur
dicendosi a più riprese convinto della loro esistenza. Senza svelare le
fonti delle proprie informazioni Hellyer ha esordito affermando che «gli
Ufo sono reali al pari degli aerei che volano sopra le nostre teste» e
ha ammesso che « una guerra intergalattica potrebbe scoppiare in
qualsiasi momento». |
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A suo avviso gli Stati Uniti vennero a
conoscenza dell'esistenza degli Ufo nel 1947 allorché cadde su Roswell,
in New Mexico, quello che molti testimoni descrissero come un «disco
volante» prima delle smentite arrivate a pioggia dai militari di
Washington. «Il livello di segretezza relativo a quanto avvenuto a
Roswell è stato sin dall'inizio senza paragoni - ha spiegato l'ex
titolare alla Difesa - e la grande maggioranza degli alti funzionari e
dei politici degli Stati Uniti, senza contare i puri e semplici ministri
della Difesa, non vennero mai informati di nulla». Solamente i
presidenti degli Stati Uniti e pochi altri sarebbero dunque dal 1947 al
corrente della verità sulla provenienza dei resti raccolti a Roswell e
delle successive scoperte fatte nella base del Nevada «Area 51» sulla
circolazione degli Ufo sui cieli della Terra. |
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«Una conseguenza di queste conoscenze - ha
aggiunto Hellyer - è che gli Stati Uniti stanno preparando da tempo un
particolare tipo di armamenti che potrebbero essere usati contro gli
alieni e che rischiano di precipitare tutti noi in una guerra
intergalattica senza aver neanche il minimo sentore di quanto sta per
avvenire». Proprio a questo scenario sarebbe legata la decisione presa
dal presidente americano, George W. Bush, all'inizio del 2004 di
chiedere alla Nasa di costruire una «base sulla Luna» entro e non oltre
il 2020. |
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Sebbene Bush abbia affermato di volerla
usare come trampolino per l'esplorazione umana del sistema solare l'ex
ministro la pensa diversamente: «Questa installazione consentirà agli
americani di osservare meglio il traffico di Ufo che si dirigono verso
la Terra e poi tornano verso lo spazio e anche di colpirli e abbatterli
se decideranno di farlo». Anche la nuova generazione di armi spaziali
che il Pentagono sta sviluppando - il bilancio del 2005 ha previsto lo
stanziamento dei primi fondi - sarebbe legata al possibile scenario di
una guerra intergalattica. |
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A seguito del discorso di Hellyer tre organizzazioni non-governative canadesi - guidate dall'Istituto per la cooperazione nello spazio - hanno chiesto alla commissione Sicurezza nazionale del Senato di Ottawa di aprire un'inchiesta sugli Ufo, convocando a deporre sotto giuramento non solo l'ex ministro ma anche i vertici dell'intelligence, i comandanti attuali e passati del Norad e i massimi esperti scientifici e militari nazionali al fine di appurare quali informazioni possieda il Canada. Le organizzazioni non-governative chiedono anche al premier Paul Martin di dare inizio al progetto «Una decade di contatti» per accompagnare la popolazione alla conoscenza degli Ufo che ci circondano. |
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Gli incassi di Celentano e Bonolis. Scoop di Feltri: Celentano guadagna 350mila euro a puntata. E allora? Perché non parla di quanto prende Bonolis... |
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Un milione e 450mila euro, per quattro
puntate: 350mila euro per volta, con dentro il massimo dell'autonomia
autorale e artistica e senza che Celentano dovesse e debba rendere conto
alla Rai delle proprie scelte, se non i nomi delle persone chiamate a
collaborare con lui e la produzione, la Ballandi Entertainment Spa.
Persino il fotografo ammesso alle prove, e che sia uno solo, è scelto e
indicato dal Clan, mentre più ovvio appare il fatto che la scelta della
sarta personale, della truccatrice e del parrucchiere possa essere
lasciata senz'altro, ovvero senza voler imporre scelte aziendali, a chi
va in scena. |
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E' lo scoop di Libero, il giornale diretto
da Vittorio Feltri che è riuscito a mettere le mani sul contratto che il
molleggiato ha stipulato con mamma Rai. |
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8 milioni di euro all'anno, signor Feltri, questo guadagna Bonolis: se l'è scordato? L'ha dichiarato lui stesso. Allora, tanto per far vedere che i conti li sanno fare anche i blogger, abbiamo preso carta, penna e abbiamo fatto due, giusto due, divisioni. Risultato: Paolino guadagna circa 200mila euro a puntata (ne abbiamo considerate 38, come le giornate di calcio di campionato), con il risultato che, se si gioca anche il mercoledì, Bonolis porta a casa anche 400mila euro a settimana (contro i 350 di Adriano) |
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E allora, chi è che sperpera, chi esagera,
chi sta contribuendo a questo mercato delirante delle star televisivo?
Lo stato o anche il suo amato Silvio Berlusconi? |
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Adriano Celentano: 20 ottobre su Raiuno. La sua Rockpolitik scatena le proteste del direttore Rai. |
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Si avvicina la partenza di Rockpolitik, il nuovo show di Adriano Celentano, atteso per il prossimo 20 ottobre su Raiuno. Il programma si annuncia imprevedibile e sopra le righe, anche alla luce del contratto, quasi unico nella storia della Rai, che mette il "Molleggiato" nella condizione di lavorare senza controlli di sorta. Il precedente si lega sempre alla storia televisiva di Celentano e risale al 1987, quando per realizzare Fantastico lo show-man ebbe carta bianca. Secondo le indiscrezioni raccolte da perone molto vicine a Celentano, tra gli invitati ci sono Michele Santoro, Enzo Biagi e Daniele Luttazzi. Proprio questa sarebbe la scintilla che ha rotto gli equilibri all'interno della Rai, determinando la prima presa di posizione dei vertici aziendali. |
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Con la decisione di invitare Santoro, Biagi e Luttazzi di fatto Celentano prende posizione contro il presidente del Consiglio Berlusconi, che si era reso protagonista del loro allontanamento dall'azienda. Risulta, infatti, che Celentano, che pure non ha mai manifestato di essere di sinistra, negli ultimi tempi mostri una forte insofferenza per le scelte del Governo. In particolare, Celentano non ha gradito le scelte di politica estera, troppo vicine a quelle di George W. Bush, e la decisione di riformare la legge elettorale alla vigilia delle elezioni. In ogni caso, Adriano Celentano è intenzionato a usare fino in fondo la libertà assoluta garantita dal contratto, concluso mentre Flavio Cattaneo era direttore generale dell'azienda. Sembra che Celentano sia riuscito ad ottenere un contratto così vantaggioso in virtù di una speciale cortesia fatta proprio a Cattaneo, nel corso dell'edizione di Sanremo curata da Tony Renis. |
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In quell'occasione Celentano, su esplicita preghiera di Cattaneo e di Renis, andò a Sanremo come ospite e, con la sua apparizione, che ebbe un picco di 14 milioni di telespettatori, risollevò gli ascolti deficitari del Festival. Il tutto, pare, senza percepire nemmeno un euro come compenso. E già circolano le prime voci su altri possibili ospiti, ancora top secret, della trasmissione. Secondo le indiscrezioni di Affari tra gli ospiti delle prime puntate dovrebbe esserci il subcomandante Marcos, leader dell'esercito di liberazione nazionale zapatista, che in Messico si è battuto per i diritti della popolazione indios. Si tratta ancora per avere Madonna. Nella prima o nella seconda puntata dello show pare confermata la presenza di Roberto Benigni. Per il momento Beppe Grillo ha espresso un rifiuto, ma il comico genovese, spinto anche dai frequentatori del suo sito, molti dei quali lo esortano a intervenire a Rockpolitik, potrebbe cambiare idea. |
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Tra i contenuti delle prime puntate ci sarà uno speciale sui garage sotterranei autorizzati dal Comune di Milano nell'area della darsena, presso i Navigli. Adriano Celentano mostrerà al pubblico di Rockpolitik le immagini dei lavori, già iniziati, da lui girate in estate, denunciando la violazione degli equilibri ecologici della zona determinata dall'intervento urbanistico. Sono stati invitati anche Romano Prodi e Silvio Berlusconi, che potrebbero anche finire per cogliere l'occasione del bagno di folla offerto da Rockpolitik, la cui audience si attende elevatissima. Infine, Rockpolitik sarà giocato sui temi portanti della guerra e della pace, con la musica a fare da commento ai grandi eventi. Del Noce riconosce che Celentano è "uno dei migliori artisti, e mi è molto simpatico, però il servizio pubblico non può prescindere dal suo diritto-dovere di esercitare il controllo editoriale, anche in presenza di un grande spettacolo, anche se sembra di stare in un film per come stanno predisponendo lo studio". L'uscita del programma starebbe provocando non poche preoccupazioni anche a Palazzo Chigi. |
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Gesú, fai morire Bin Ladenno. Lettera scritta da uno scolaro che frequenta la scuola elementare. |
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Lettera scritta da uno scolaro che frequenta la scuola elementare. "E' arrivata in redazione in questi giorni con francobollo ordinario. La pubblichiamo integralmente senza togliere né aggiungere niente. Con gli errori ortografici e di grammatica, alla maniera di "Io speriamo che me la cavo", il libro best-seller di Marcello D'Orta. Una lettera di grande attualità, che tocca il tema della guerra e di Bin Laden (l'alunno scrive Ladenno), il terrorista (reo confesso) delle stragi d'America di alcuni mesi addietro. |
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Caro Chiaianese, |
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Mi trovo migliore. Come dice mia madre.
Halla' ci sono i cattivi, gli brutti, i scurnacchiati, come Bin Ladenno.
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18 SETTEMBRE 2005: ELEZIONI IN GERMANIA PER
IL PARLAMENTO FEDERALE. DI GIUSEPPE CERESA |
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DOMENICA 18 SETTEMBRE 2005 SI VOTERà IN
GERMANIA PER IL NUOVO PARLAMENTO TEDESCO. DOPO LE DIMISSIONI A GIUGNO DI SCHRöDER, DOPO UNA PREVISTA STRASICURA VITTORIA PER LA CDU/CSU, SI STA PROFILANDO, ANCORA UNA VOLTA, LA VITTORIA DEL PARTITO SOCIALISTA, E DEI VERDI. DA CIRCA UN 22% DELL\'ELETTORATO, CHE I MASS MEDIA ATTRIBUIVANO A LUGLIO ALL\'SPD, SI PARLA ORA DI UN 34% . DI CONTRO LA CDU/CSU CHE A LUGLIO SFIORAVA IL 48% è PRECIPITATA AL 41%! PRATICAMENTE SI RISCHIA, VISTO CHE I LIBERALI SONO FERMI AL 7%, DI NON RIUSCIRE A FORMARE UNA COALIZIONE, E QUINDI DI NON GOVERNARE IL PAESE!! PERCHè TUTTO QUESTO? I DEMOCRATICO CRISTIANI SONO ORMAI FAMOSI, E RECIDIVI, DI FARSI "KARAKIRI" ALLE ULTIME BATTUTE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE. |
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LE DICHIARAZIONI POCO
DIPLOMATICHE, STILE ANNI 50, DI EDMUND |
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Si prevede tutto, o quasi, come prima. A
parte il nuovo raggruppamento di sinistra, Die Linke, nato da un accordo elettorale tra il PDS ed Oscar Lafontaine. Qui può succedere di tutto. Anche se il PSD , e Schröder, hanno detto a chiare voci, che una grande coalizione di sinistra è impensabile. Aspettiamo allora domenica 18, un voto importante anche per noi italiani, anche se non possiamo ancora votare per i destini di un paese in cui da decenni viviamo, e che abbiamo largamente contribuito, dopo la guerra ( sono esattamente cinquantanni dall'accordo bilaterale Italia RFT per un milione di lavoratori) a ricostruire. É vero che siamo tutti membri dell'Unione Europea, "aber"....speriamo perciò che la coalizione vincente affronti seriamente anche i problemi di una vera integrazione delle varie etnie straniere, quindi anche la nostra, e nel migliore dei modi! Giuseppe Ceresa |
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Strage di Sharm el Sheik. L'hanno preceduta gli ultimi attentati di Londra.
(A lato Daniela e Paola Bastianutti) |
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L'hanno preceduta gli ultimi attentati di
Londra, risolti con un quadruplice fallimento di bombe destinate a fare
strage di vite umane, una ripetizione non riuscita dell'attentato del 7
luglio. Oppure come un macabro scherzo, destinato solo a suscitare
terrore. Il terrorismo islamico alza il tiro, bombe che volevano
uccidere, come ha precisato lo stesso portavoce di Scotland Yard, o
dimostrare, profetizzare, quello che poi in Egitto, in una delle
località più frequentate dal turismo internazionale, con la stessa
prassi di bombe dislocate in più obiettivi, si è poi quasi subito
verificato. |
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Tutte le comunità islamiche europee, dopo
gli attentati di Londra, hanno affermato di volere la pacifica
convivenza con le altre religioni, coi discendenti dei cosiddetti "crociati".
Ma queste dichiarazioni sono chiaramente, nei confronti dei nostri
principi etici, scarse, troppo scarse. Non dobbiamo dimenticare che
l'islamismo è una religione guerriera, spinta dai venti del deserto,
guidata dalle sue scuole islamiche, ispirate ad una religione che non
ammette dialettiche, dialoghi: scuole in cui si vive spiritualità e
morte! A Sharm el Sheik gli italiani morti, e riconosciuti, sono già due,
Sebastiano Conti e Daniela Maiorana, marito e moglie, che lasciano due
bambini ( uno di tre anni e l'altro di diciotto mesi). Così come è certa
l'identificazione di Daniela Bastianutti, la ragazza di Casarano in
vacanza con la sorella Paola di cui non si hanno notizie. |
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Ma sulla sorte di quest'ultima, dice Fini,
"ci vorrebbe un miracolo". Inoltre si parla di una decina di italiani
dispersi, con sempre minori speranze di ritrovarli vivi. Ma tutto questo
non interessa molto agli intellettuali nostrani, ai politici di larghe
vedute, che hanno consegnato in Italia una rete di moschee agli
integralisti islamici, la maggior parte dei quali perseguiti nei loro
paesi di origine a causa del loro estremismo. |
![]() Identificata la moglie di Sebastiano |
Oppure come il Comitato accademico
italo-egiziano, formato tra la celebre università islamica egiziana di
Al Azhar e cinque università italiane. Ottime prospettive di
collaborazione, peccato che proprio il rettore di questa università
abbia sempre riconosciuto il terrorismo come autodifesa, e la Jihad come
la guerra santa. In Italia le moschee sono controllate da una emanazione
dei Fratelli Musulmani. Ed è in queste moschee che si effettua il
lavaggio del cervello, che prepara i futuri martiri, ovvero i robot
della morte! |
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Al Qaeda torna a colpire: lo fa in modo sprezzante e questo non stupisce. Il nostro parere. |
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Al Qaeda torna a colpire: lo fa in modo
sprezzante, intimorato del pericolo per sé stesso e nei confronti altrui.
Ma questo non stupisce. Della propria incolumità i musulmani fanno
volentieri a meno, nella prospettiva, anzi nella certezza, di trovare
presso Allah, la ricompensa di un’infinita sublimità, raggiunta
attraverso il sacrificio della propria stessa vita. Ancor meno importa
loro lo sterminio di innocenti, forse perché ai loro occhi, tanto
innocenti non sono.I cristiani, maledetti cristiani, da sterminare in
ogni modo. |
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L’Europa però, se in essa si identifica e
si rappresenta il mondo occidentale di confessione “non islamica”
qualunque sia la forma di cristianesimo professata, ha per ora un solo
vantaggio, benché molto ridotto: sapere che non tutti i musulmani sono
con Al Qaeda e che non tutti sono conniventi o concordi con Osama Bin
Laden.Avrebbero, per la verità, un’altra arma e diciamo avrebbero perché
è solo una potenzialità, finora inespressa. Riguarda l’Europa, appunto,
e in particolare in quella parte di Europa che da qualche anno ha scelto
di chiamarsi Unione europea. Ebbene, la sua potenzialità sarebbe sé
stessa. A patto di non rinunciarvi. |
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Ci spieghiamo meglio: gli attacchi dei
terroristi islamici, portati a segno a Londra proprio nei giorni del G8,
quando cioè l’Occidente riunisce i suoi rappresentanti più importanti,
stanno dimostrando al Vecchio Continente la necessità di bruciare le
tappe. |
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Qualsiasi cosa facciano, siamo determinati
a fare in modo che non riescano mai a distruggere quello che ci è caro
in questo paese e nelle altre nazioni civilizzate del mondo. |
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Vai in Italia? Pizza e birra a sette euro. |
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Pizza e birra a soli 7 euro. Non è
un'offerta speciale nè un prezzo politico, ma una iniziativa nazionale,
da nord a sud, firmata da Sergio Billè, il presidente della
Fipe-Confcommercio. L'annuncio è stato dato durante la 60esima Assemblea
della Federazione italiana pubblici esercizi, in corso a Saint Vincent.
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"Sono contento di aver mantenuto il patto
- ha commentato Billè - Abbiamo chiesto uno sforzo ad una categoria già
sotto stress, in una stagione estiva che non sembra straordinaria.
Sicuramente a settembre, quando il reclutamento sarà riaperto, le
adesioni raddoppieranno o triplicheranno".
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Avrà sorriso senza nascondere un pizzico di soddisfazione, Bruno Vespa leggendo dalle agenzie che il presidente della Confcommercio, Sergio Billè ha deciso di abbassare il prezzo del menu a base di pizza. Per quelli che non seguono "Porta a Porta" o non ricordano: in una puntata di inizio giugno sull'euro e sui presunti rincari conseguenti e con ospite Billè, il recordman presentatore (la sua trasmissione è già entrata nella storia per il contratto di Berlusconi con gli italiani e il collegamento in esclusiva con Papa Wojtyla) aveva lanciato uan proposta: "Riduciamo il costo di una serata in pizzeria". E Billè non si era fatto trovare impreparato, anzi aveva promesso che da quella sera in poi ci avrebbe pensato. |
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Ci ha pensato bene e, alla fine, ha
mantenuto la promessa. Da oggi fino alla fine dell'anno infatti (per il
momento per una sola sera a settimana, ma non potevamo chiedere miracoli.
Neanche Vespa) mangiare una pizza e bere una birra costerà solo 7 euro.
E se vorrete pure gustare un caffè alla fine, aggiungeteci altri 50
centesimi. Ma attenzione a scegliere la pizzeria giusta. Per il momento
ad aderire sono stati 177 tra pizzerie e locali in tutta Italia, da
Verbania a Matera. |
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Eletto il papa: è Joseph Ratzinger. Si chiamerà Benedetto XVI. |
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"Cari fratelli e sorelle, dopo il grande
papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice
e umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che il
Signore sa lavorare e agire anche con strumenti insufficienti. Mi affido
alle vostre preghiere. Nella gioia del Signore risorto andiamo avanti.
Il Signore ci aiutera', Maria Santissima Madre stara' dalla nostra parte".
Queste le prime parole di Ratzinger, eletto oggi papa Benedetto XVI. |
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La fumata bianca delle 17:52 uscita dal
comignolo della Cappella Sistina ha annunciato al mondo intero
l`elezione del nuovo Papa che succede a Giovanni Paolo II. Alle 18:04 è
arrivato anche il suono delle campane che ha ufficializzato l`avvenuta
elezione. La Piazza San Pietro gremita ha salutato la fumata e il suono
delle campane con canti, applausi e cori. |
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Il nuovo papa a partire da lunedi 18 aprile. Chi comanda ora in Vaticano? Chi sarà il nuovo papa? |
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Cardinale Angelo Sodano(Italia) |
Le esequie del Papa sono durate nove giorni ("Novendiali"). Dopo la lettura del testamento di Wojtyla, viene annullato l'anello papale e rotti i suoi sigilli, si stabiliscono giorno e ora delle operazioni di inizio del Conclave: lunedì 18 aprile, ore 13,30. Da questo momento tutti i capi dicastero vaticani perdono l'incarico, fatta eccezione per il cardinale Camerlengo Edoardo Martinez Somalo, il vicario per Roma Camillo Ruini, il Penitenziere maggiore Francis Stafford. Restano in carica anche il ministro degli Esteri mons. Giovanni Lojolo, il Sostituto per gli affari generali mons. Leonardo Sandri, tutti i nunzi apostolici e l'Elemosiniere del Papa, mons. Oscar Rizzato. Decadono invece tutte le cariche dei capi ufficio al momento della morte del Papa, quando è automatica la "Sede vacante", compreso il segretario di Stato, cardinal Angelo Sodano. |
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Cardinale Martinez Somalo(Spagna) |
Il cardinal Martinez Somalo accerta
ufficialmente la morte, appone i sigilli alla camera e allo studio del
Papa, prende possesso del Palazzo apostolico e di tutte le proprietà
della Santa Sede. Durante la sede vacante nessuno ha la giurisdizione
sulle questioni che spettano al Papa mentre è in vita o nell'esercizio
delle sue funzioni. Intanto cominciano ad arrivare a Roma tutti i
cardinali e, sotto la guida del decano del Collegio cardinalizio, il
cardinal Joseph Ratzinger, si riuniscono in congregazione generale alla
quale, se vogliono, partecipano anche i non elettori, ovvero gli
ultraottantenni. Durante le riunioni, che sono coperte dal segreto
pontificio, sono prese le decisioni per governare la Chiesa, che devono
essere messe per iscritto e possono essere assunte a maggioranza. |
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Cardinale Camillo Ruini (Italia) |
Accertamento ufficiale della morte,
sigillo della camera e dello studio del Papa, notificazione al vicario
per l'Urbe, Ruini, in attesa della pubblicazione del testamento di
Giovanni Paolo II che segnerà l'inizio dei preparativi per il funerale e
la tumulazione. Sono questi i primi adempimenti del Camerlengo vaticano,
mentre in tutto il mondo si celebrano Messe e veglie in suffragio del
264esimo Successore di Pietro. |
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Cardinale Carlo Maria Martini (Italia) |
Per secoli il protocollo aveva previsto che il Camerlengo picchiettasse la fronte del Pontefice con un martelletto d'argento recante lo stemma papale. Un gesto che ora è sostituito con il semplice stendere un velo sul viso del defunto. E' a quel punto che il Camerlengo pronuncia la formula di rito: "Il Papa è morto". Il cardinale Martinez Somalo deve poi apporre i sigilli allo studio e alla camera del Papa, "disponendo che il personale abitualmente dimorante nell'appartamento privato vi possa restare fino a dopo la sepoltura del Papa, quando l'intero appartamento pontificio sarà sigillato in attesa dell'elezione del successore. |
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cardinale Joseph Ratzinger (Germania) |
Una volta redatto il certificato di morte,
il Camerlengo comunica il decesso al cardinale Ruini, vicario del Papa
per la diocesi di Roma. Poi Martinez Somalo prenderà possesso del
Palazzo apostolico vaticano e di persona o tramite un delegato, del
Laterano e di Castel Gandolfo per "esercitarne la custodia e il governo".
Letto il testamento, il Camerlengo stabilisce, uditi i tre cardinali
capi dei tre ordini dei vescovi, dei diaconi e dei presbiteri, "tutto
ciò che concerne la sepoltura del Pontefice, a meno che questi, da vivo,
non abbia manifestato la sua volontà a tale riguardo". Inoltre si prende
cura, a nome e con il consenso dei cardinali, di "tutto ciò che le
circostanze consiglieranno per la difesa dei diritti della sede
Apostolica e per una retta amministrazione di questa". |
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Cardinale Karl Lehmann (Germania) |
"E' infatti compito del Camerlengo, in
periodo di sede vacante -ha decretato papa Wojtyla- di curare e
amministrare i beni e i diritti temporali della Santa Sede, con l'aiuto
dei tre cardinali assistenti". Fin qui, la prassi. Per il resto, sono
avvolti nel mistero i segreti della plurisecolare tradizione del
trattamento del corpo dei Papi per conservare integra la salma il più a
lungo possibile. Un tempo il corpo veniva svuotato di tutti gli organi
decomponibili per rendere più duratura l'imbalsamazione. Pochi sanno, ad
esempio, che i precordi (parti interne del corpo) di ben 22 Papi, da
Sisto V morto nel 1390 a Leone XIII deceduto nel 1903, sono conservati
in apposite anfore nella chiesa dei santi Anastasio e Vincenzo accanto a
Fontana di Trevi, che fino al 1876 mantenne il titolo di 'parrocchia
pontificia' (è nei pressi di quella che fino al '700 fu la residenza
papale, il Palazzo del Quirinale). Una usanza abolita da Papa Pio X. |
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Cardinale Francis Arinze (Nigeria) |
Fallito l'esperimento su Pio XII, riuscì invece il trattamento su Giovanni XXIII, grazie a un procedimento messo a punto da Gennaro Goglia. E' riservato e affidato alle ultime volontà del defunto anche l'ultimo atto prima che la salma venga portata in basilica per l'omaggio dei fedeli, ovvero la vestizione, che nel caso di Wojtyla viene compiuta dal suo segretario mons. Stanislao, dal cameriere Angelo e dall'arcivescovo Marini. Dopo lo scandalo delle foto di papa Pio XII, il cui cadavere venne ritratto subito dopo la morte dal medico Riccardo Galeazzi Lisi che poi vendette gli scatti a decine di rotocalchi, Giovanni Paolo II ha stabilito che non venga fotografata la salma se non "a fine di documentazione'' e con il permesso del Camerlengo, non prima di esser stata ''rivestita degli abiti pontificali". |
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Otto milioni di euro per Sgrena. E’ giusto che l'Italia paghi i riscatti?E voi come la pensate? |
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Otto milioni di euro stando a notizie
ufficiose italiane per Sgrena. Dieci milioni, sempre di euro, pagati a
suo tempo per le due Simone. E altri soldi dati ai terroristi per
Agliana, Stefio e Cupertino, per riavere il corpo di Fabrizio
Quattrocchi, per tentare di riottenere quello di Enzo Baldoni... Quello
dei soldi ai terroristi iracheni sta ormai diventando "il problema". E
Bush scrive a Ciampi: "Usa solidali con l'Italia" E’ giusto che l'Italia
paghi i riscatti per riportare a casa i connazionali rapiti? L'opinione
pubblica è divisa. E voi come la pensate? ECCO COSA SCRIVONO. |
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Non sono poi d'accordo sul fatto che siano
stati pagati soldi per la liberazione. I terroristi hanno avuto
quattrini per continuare la loro opera. E poi, proprio sull'argomento
quattrini, la Giuliana andò in Iraq per sua volontà o perchè inviata dal
suo quotidiano comunista Il Manifesto. Che cosa ha pagato Il Manifesto
per ottenere la liberazione della sua giornalista? Restino comunisti (ne
faremmo tutti volentieri a meno) ma siano almeno onesti. Non
innervosiscano con i loro dire tutti coloro che sono loro contrari. Lo
diventeranno sempre più, contrari. E di gente come questa ne farebbero
sempre più volentieri a meno. |
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300 o 400 colpi, ma li hanno contati.. ?
Voglio dire ti stanno sparando addosso e riesci anche a contare (o anche
solo ipotizzare) a quanti colpi ti stanno sparando? Bel sangue freddo
accidenti. E comunque se ci fosse stata la volontà di uccidere, 300
erano più che sufficienti per "polverizzare l'intera macchina". Credo
che la fatalità mista al nervosismo, li o spari o ti sparano, sia la
causa di tutto. |
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Io so chi è stato! E' stato il desiderio malato di sfidare gli avvertimenti governativi di una frustrata orfana del '68, per andare a scrivere contro chi è in carica nell'amministrazione del proprio Paese. E' stata l'incoscienza complice della direzione e degli scribacchini di un foglio quotidiano, organo ufficiale di rabbiosi corteisti e fiaccolatori. E' stata la presunzione d'essere reporter di una poveretta buona soltanto a scrivere per chi affoga quotidianamente nei propri complessi e nella propria (soggettiva) incapacità di emergere. Ne ho le prove: le dichiarazioni farneticanti e le accuse da delirio (ritrattate, modificate, rimasticate) lanciate agli Americani dall'ex ostaggio e dal suo convivente, |