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La
speranza è l'ultima a morire. Lo sa anche Pasquale Vittorio, Italia dei
valori, che per una manciata di voti non è entrato al Parlamento
italiano, e che ora spera nel riconteggio. Vorrebbe però il riconteggio
delle schede, Vittorio, visto che dal solo riconteggio dei verbali son
saltati fuori, per lui, ben 105 voti in più. Dal compagno di partito
Antonio Razzi, entrato in Parlamento, lo separano ora solo 24 voti. Un
amaro destino. O piuttosto una beffa? Il Ministero degli Interni,
infatti, definisce i risultati pubblicati sul suo sito "provvisori”:
all'appello, solo in Europa, mancano ancora nove seggi. Cinque di loro
sono in Germania, dove Pasquale Vittorio abita ed è presidente del
Comites di Stoccarda. Vittorio, dunque, continua a sperare. Il suo
ricorso alla giunta per le elezioni vuole far luce sul vero vincitore
dell'Italia dei Valori in Europa. Ma anche, per tutti noi, sul buco nero
dei seggi non scrutinati. Noi, comunque, facciamo il tifo per una
vittoria di Vittorio.
Più
chiarezza su elezioni passate e future
Intanto
a Basilea è nato il "Comitato per la trasparenza del voto all'estero”.
L'iniziativa è partita da alcuni candidati in corsa verso Roma alle
ultime elezioni e da esponenti della comunità italiana. Il Comitato
intende mobilitare già da ora la comunità italiana per evitare che alle
prossime elezioni si verifichino brogli, irregolarità e disguidi
organizzativi. In concreto il Comitato chiede dettagliate informazioni
ai Consolati sulle iniziative assunte per garantire un voto per
corrispondenza corretto e senza intoppi, ma anche un'indagine
parlamentare sullo svolgimento del voto. Perché ammettiamolo, tra seggi
non scrutinati, candidati non residenti all'estero e schede non stampate
dalla Farnesina, c'è qualcosina che non torna. |
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Politica. Berlusconi tornando
sull'ipotesi di un cambiamento
di maggioranza: prima un governo
tecnico-politico,
poi il voto tra 12, 24 mesi.
Calderoli: c'e' puzza di inciucio. |
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"Prima un governo
tecnico-politico" in cui gli "uomini di buona volonta"' si siedono
intorno a un tavolo per risolvere i problemi del Paese e poi "in un
tempo di 12, 18, 24 mesi, si torni alle elezioni". Lo ha detto il leader
di Forza Italia, Silvio Berlusconi, conversando con i cronisti in un
albergo di Isernia, dove e' arrivato per un comizio elettorale. In
giornata Berlusconi era già tornato sull'ipotesi di un cambiamento di
maggioranza. "Il nostro auspicio è che il governo cada presto, perche'
gia' adesso chi verra' dopo Prodi avra' molte difficolta' a rimettere in
piedi il Paese". L'ex premier conversando con i cronisti mentre usciva
da Montecitorio ha tenuto a ribadire i "buoni rapporti" con Pier
Ferdinando Casini e ha rilanciato l'ipotesi di una grande coalizione,
precisando pero' che "non si puo' governare con i partiti comunisti" ne'
"contro la maggioranza del Paese". "Cito Schroeder - ha aggiunto l'ex
premier - che poteva governare con i comunisti ma ha preferito
abbandonare la politica perche' sapeva che fare un governo con loro
sarebbe stato impossibile". Il leader di Forza Italia ha quindi
nuovamente snocciolato i dati di alcuni sondaggi che lo danno venti
punti sopra a Prodi come popolarita'.
Poi commenta i lavori parlamentari di questi ultimi giorni e in
particolare il fatto che la maggioranza abbia presentato un numero di
emendamenti alla finanziaria quasi pari a quelli voluti dall'opposizione:
«È duro governare un Paese contro la maggioranza degli italiani, anche i
loro eletti lo sentono». Quello che si verifica, secondo l'ex premier,
«è una forzatura del buon senso», a causa anche della «richieste che
derivano fondamentalmente dall'ideologia della sinistra radicale».
L'Italia per Berlusconi «è l'unico Paese occidentale che abbia due
partiti comunisti al governo».
A proposito dello scandalo dei politici spiati il leader Cdl valuta «Questo
caso una bufala totale». Perchè «Tutti quelli che hanno accesso ai
computer possono avere queste informazioni. Lo stesso Prodi è noto che
abbia anticipato la donazione al figlio perchè sapeva che dopo avrebbe
fatto la legge. Così gli italiani si preparano a quello che sarà la
situazione dopo il decreto legge Visco-Bersani, in cui non ci sarà più
la privacy, saremo tutti schedati e tutti sapranno tutto dei nostri
conti pubblici. Del resto - sbuffa il Cavaliere - questa è la sinistra» |
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An: valutare tutti gli
scenari che possono far cadere il governo
"Tutti gli scenari e le ipotesi che possono contribuire a far cadere il
governo Prodi debbono essere osservate con grande attenzione". Il
portavoce di An, Andrea Ronchi risponde cosi' a un cronista che gli
chiede un giudizio sull'apertura di Silvio Berlusconi verso un governo
di grandi intese per il dopo Prodi.
Calderoli: c'è puzza di inciucio
"Sia lunedi' sera che mercoledi' ho detto a Berlusconi quello che penso:
c'e' puzza d'inciucio. E mi fermo qui". E' quanto afferma Roberto
Calderoli. Minacce di uscire dalla coalizione? "Per il momento mi fermo
qui", spiega l'ex ministro per le Riforme Istituzionali. "Se Prodi e' il
diavolo e la sinistra l'inferno, cosa peraltro confermata da questa
disastrosa Finanziaria, davanti alle proposte di larghe intese non posso
che rispondere: vade retro Satana!". Cosi' il senatore Roberto Calderoli,
coordinatore delle segreterie Nazionali della Lega Nord e vicepresidente
del Senato, commenta la possibilita' di un governo di larghe intese
rilanciata da Silvio Berlusconi.
"Il dopo Prodi, tra l'altro gia' iniziato - sostiene Calderoli - non
possono che essere le elezioni: niente governicchi, magari con la scusa
di far svolgere il referendum elettorale per far nascere due grandi
partiti unici e poi
andare a votare nella primavera 2008, ovvero nella prima data utile per
le elezioni politiche dopo il referendum sulla legge elettorale.
Referendum elettorale e larghe intese dimostrerebbero solo una cosa: un
grande inciucio".
Bertinotti: sì, nel Mediterraneo
Rispetto alla possibilita' di larghe intese per il governo del paese, il
presidente della Camera, Fausto Bertinotti , a margine di un incontro
sulla cooperazione euro mediterranea, rispondendo ad una domanda in
merito ha
detto ironicamente: "Con gli egiziani? Mi pare che l'unica possibilta'
di larghe intese - ha aggiunto Bertinotti - sia nel Mediterraneo; e'
l'unica |
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Bertinotti, l'uomo del popolo,
vuole regalare una settimana di
vacanza al mese ai parlamentari.
Come se i parlamentari lavorassero
troppo.
Una volta Fausto pensava a ridurre
l'orario di lavoro ai manovali.
Adesso che è seduto lassù si
accontenta di ridurlo a deputati e senatori. |
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L’operaista Bertinotti,
l'uomo del popolo, vuole regalare una settimana di vacanza al mese ai
parlamentari. Come se i parlamentari lavorassero troppo. Del resto, i
tempi cambiano: una volta il subcomandante Fausto pensava a ridurre
l'orario di lavoro ai manovali. Adesso che è seduto lassù si accontenta
di ridurlo a deputati e senatori. C'est plus facile. E anche la giacca
si stropiccia di meno. Naturalmente sono tutti d'accordo. Quando in
Parlamento si tratta di decidere di lavorare di meno e di guadagnare di
più si trova sempre un'intesa trasversale, una maggioranza compatta, una
via d'approvazione rapida. Avete presente quelle leggi che giacciono per
anni nei cassetti? Avete presente quei provvedimenti urgenti che
s'incagliano fra mille impicci? Ebbene: in questi casi non succede mai.
Quando si parla di onorevoli benefit, zac, fila via sempre tutto liscio
come l'olio. E così il parlamentare si appresta a lavorare tre settimane
su quattro. Cioè, in totale 10,5 giorni e mezzo su trenta. Il resto?
Vacanza. E pure ben pagata. Eh sì, perché l'onorevole impegno è poco ma
ottimamente retribuito: 1.500 euro per ogni volta che si timbra il
cartellino di Montecitorio o Palazzo Madama. In altre parole: si
guadagna più con una seduta in Parlamento che con trenta giorni di
lavoro alla catena di montaggio. Scusate compagni, c'è stato un errore:
la sinistra al governo non riuscirà a passare alla storia. Per intanto
si accontenta di passare alla cassa.
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Certo: a vedere certi
parlamentari, viene quasi voglia di dire che se lavorassero di meno
sarebbe meglio. Però, ecco, il riposo strapagato è un po' offensivo. Ma
come? Non si era detto che la politica costa troppo? Non si era detto
che bisogna incidere sugli sprechi, sulle clientele e sui privilegi?
Ricordate la denuncia dei due senatori diessini Salvi e Villone?
Ricordate il loro libro, il dibattito, le promesse che ne seguirono? Che
fine hanno fatto? Il primo governo Prodi esordisce così: batte il record
dei ministri, vice ministri e sottosegretari. Festeggia con il risotto
al tartufo, brindando in una villa d'epoca. Poi annuncia che i
parlamentari devono lavorare di meno. Se questo intendevano per ridurre
sprechi e privilegi, forse noi avevamo capito male. Però temiamo di aver
capito benissimo cosa intendono quando parlano di rigore. Infatti
l'altro giorno Visco ha detto che vuole essere amico del contribuente.
Roba da brividi, almeno per il contribuente. Se proprio qualcuno deve
lavorare di meno, non si potrebbero lasciar perdere i parlamentari e
cominciare da lui? Perché, si sa, a volte succede che chi trova un amico
trova un tesoro. Ma con un amico così, il tesoro non si può che perderlo. |
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Perché il Senato sarà ingovernabile.
Tra malattie, missioni, ritardi,
impegni di governo,
il numero legale (143 voti) non ci
sarà mai.
Lo sostiene il capo dei senatori di
An Domenico Nania. |
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Il problema della
governabilità al Senato? Basterà qualche settimana per accorgersi che
con due, o anche dieci, voti di maggioranza a Palazzo Madama non si può
fare approvare alcuna legge. Ne sono convinti i senatori di centrodestra,
che evocano una tecnicità regolamentare che assomiglia a un’arma atomica
contro l’Unione. «Nella scorsa legislatura» spiega il presidente dei
senatori di An, Domenico Nania, «pur godendo di un margine di vantaggio
di una quarantina di senatori, spesso siamo stati bloccati dalla
verifica preventiva del numero legale. Vedrete cosa succederà quando la
verifica cominceremo a chiederla noi». Il regolamento del Senato
consente di richiedere prima di ogni voto l’accertamento del numero
legale, cioè la presenza in aula della metà più uno dei senatori.
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Se manca, i lavori vengono
interrotti in attesa che si arrivi alla soglia di 158. La tecnica è la
seguente: una volta fatta la richiesta, tutti i senatori
dell’opposizione (tranne 15, che è il numero minimo senza il quale la
pretesa non può essere avanzata) escono dall’aula o non pigiano il
bottone elettronico che ne segnale la presenza. A quel punto o la
maggioranza ha in aula almeno 143 voti o i lavori si sospendono.
«Tra malattie, missioni, ritardi, impegni di governo, il numero legale
non ci sarà mai» prevede Nania. Nella scorsa legislatura la verifica del
numero legale fu richiesta circa 8 mila volte e la seduta (nonostante i
40 senatori di vantaggio) fu sospesa circa 1.100 volte. |
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EL SENADOR HABLA ESPAÑOL
Corteggiato a destra e a sinistra in un Senato a maggioranza risicata,
Luigi Pallaro è stato eletto in Sud America dagli emigrati italiani ma
ha un sito internet scritto solo in spagnolo. Su
www.pallarosenador.com
campeggia una scritta che ringrazia i suoi elettori «por el contundente
triunfo».
Ora si tratta solo di capire per chi sarà «contundente» questo nuovo e
simpatico soggetto della politica nostrana. Senza contare eventuali
arruolamenti dopo una campagna acquisti, infatti, l’Unione avrà 158
senatori contro i 156 della Cdl. Pallaro è il 315°, ma al momento è
l’unico indipendente. Appena giunto in Italia dall’Argentina (eletto con
una lista civica) si è affrettato a salire sul carro dei vincitori: lui
tratterà con la maggioranza.
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Il governo Prodi passa al Senato.
Con 165 voti favorevoli e 155
contrari, il Senato ha detto si a Prodi.
È stato grazie ai voti dei senatori
a vita che il governo è passato.
di Giuseppe Ceresa |
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Con 165 voti favorevoli e
155 contrari, il Senato ha detto sì a Prodi. È stato grazie ai voti dei
senatori a vita che il governo è passato. Fischi e controfischi,
gazzarra a non finire quando i nostri vecchi senatori hanno votato
compatti per Prodi. Di certo la cosa non è piaciuta al centro-destra,
Berlusconi in testa, che li hanno fischiati e beffeggiati. I senatori a
vita hanno tutti i diritti ed i doveri degli altri senatori, si parla
però in certe circostanze di un comportamento neutrale conforme
all'etica politica, purtroppo questa parola è da molto tempo ignorata
dai nostri politici. Governo che a forza di accontentare questo,
accontentare quello, sembra che indossi un vestito di Arlecchino, con
mille colori e sfumature. E in questo maxi-elenco di ministri, vice
ministri, sottosegretari ci si è alla fine ricordati che esistono anche
gli italiani residenti all'estero.
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DANIELI Franco |
Certamente i voti, o
meglio, gli eletti sono piaciuti al centro-sinistra, che, come
riconoscimento ha eliminato il Ministero degli italiani all'estero.
Forse l'averlo identificato con l'ex-ministro Tremaglia, gli aveva dato
una divisa fascista, ma essersi ridotti ad un sottosegretario (o forse
vice-ministro) con delega è decisamente poco. Si parla di Franco Danieli,
persona esperta e corretta, ma non è di lui che bisogna parlare, bisogna
parlare di un governo che già in partenza si dimentica di noi, utili
solo in fase elettorale. Le belle parole del nuovo ministro degli esteri,
Massimo D'Alema dette per rassicurare gli elettori lontani, non bastano.
È il programma, a cui devono seguire i fatti, che ci interessa. Per ora
poco, niente, nulla: speriamo che Danieli si ricordi di rappresentare
quest'Italia lontana, meno di essere membro di un governo di centro
sinistra, che tra il vestito di Arlecchino e le bugie di Pulcinella, è
già tutto una promessa per un bel futuri di un continuo carnevale.
Giuseppe Ceresa |
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Napolitano presta giuramento per
diventare presidente della Repubblica.
La sua non è stata una elezione
plebiscitaria,
una nomina scolorita rispetto a
quella di Massimo D'Alema.
di Giuseppe Ceresa |
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Lunedì 18 il senatore
Napolitano presterà giuramento per diventare presidente della Repubblica.
La sua non è stata una elezione plebiscitaria, ma tale doveva esserlo.
Anche se è una nomina scolorita rispetto a quella che si prospettava di
Massimo D'Alema, è pur sempre la nomina alla massima carica dello Stato
di un comunista storico. La Casa delle Libertà, la cui campagna
elettorale, la cui vittoria nel 2001, è stata improntata contro
l'occupazione politica di tutte le cariche istituzionali, in caso di
vittoria elettorale dell'Unione, non poteva votare a favore, non poteva
avallare quello che lei aveva sempre combattuto. Hanno fatto bene quelli
che hanno votato scheda bianca, ha fatto bene la Lega che ha votato
Bossi, non hanno capito niente Follini e socio UDC che hanno votato
Napolitano.
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Giorgio Napolitano è una
persona di grande cultura, di riconosciuto equilibrio: potrà diventare
il presidente di tutti gli italiani, specie se l'opposizione resterà
un'opposizione compatta, critica, costruttiva, e non disposta a
compromessi, più o meno continui. Di fatto ci troviamo tutte le cariche
più importanti dello Stato occupate alla "soviet" dalla sinistra. Ha
fatto scalpore la "sparata" di Berlusconi su di un eventuale sciopero
fiscale, ma certo
le divisioni esistenti, il vallo tra centro destra e centro sinistra,
creano sicuramente una enorme mole di lavori per il nuovo presidente ,
chiamato ad esserlo di tutti, che deve fare da mediatore e garante. Un
lavoro non facile, perciò: auguri Presidente Napolitano!
Giuseppe Ceresa |
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Auguri, presidente Napolitano.
Sul colle sventola bandiera rossa.
Con soli 543 voti su 1009 il
diessino Napoletano
diventa Presidente della Repubblica
e sale al Quirinale.
Berlusconi:
«La sinistra ha occupato tutto»
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Auguri, presidente
Napoletano. Auguri da chi risiede all’estero. E si ricordi che Lei è
diventato presidente della Repubblica Italiana anche grazie al voto
degli italiani all’estero che manifesta la speranza che il supremo
magistrato della Repubblica operi nell'interesse dell'intero Paese e non
già di una sua parte. Tutti noi ci aspettiamo un capo di Stato che
impieghi tutte le energie per ricomporre un Paese politicamente diviso a
metà, economicamente in difficoltà, con il nord operoso che ha votato
per l’opposizione. Il risultato elettorale al limite avrebbe auspicato
una soluzione ben diversa da quella che ha portato ad assegnare le tre
presidenze - Repubblica, Senato, Camera - a partiti di un centrosinistra
rappresentante a mala pena la metà del paese.
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Non dubitiamo che Giorgio
Napolitano saprà essere il presidente di tutti gli italiani, attenendosi
a quello che ormai si chiama lo «stile Ciampi», manifestando cioè la
stessa passione ideale, lo stesso rigore personale e analogo distacco
politico del presidente uscente. Non dubitiamo che, se vi saranno gravi
crisi politiche, tutt'altro che improbabili con gli attuali equilibri
instabili, non si insabbierà nei corridoi ma rimetterà il gioco nelle
mani dei soli attori sovrani previsti dalla Costituzione, i cittadini,
astenendosi dal favorire una parte, anche se fosse quella da cui
proviene. Ad onor del vero, il presidente Napoletano, se non fosse stato
perché scelto da una parte politica, per le sue qualità personali e la
rigorosa coerenza della sua storia politica e istituzionale, avrebbe
costituito una delle migliori scelte che potevano offrirsi ai mille
grandi elettori che rappresentano il Paese.
Comunque, auguri presidente anche dagli italiani all’estero. E se può,
qualche volta, venga a trovarci.
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COME SI ELEGGE IL CAPO DELLO STATO.
Quirinale: votazione lunedì 8
maggio. Bertinotti e Marini
hanno fissato alle ore 16 di lunedì
8 maggio la
convocazione del Parlamento
in seduta comune per
l'elezione del successore di Carlo
Azeglio Ciampi.. |
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COME SI ELEGGE IL CAPO
DELLO STATO.
Nelle prime tre votazioni la maggioranza richiesta è quella dei due
terzi dei componenti dell'Assemblea, pari a 674 voti. Il presidente
della Repubblica è eletto nell'Aula di Montecitorio dal Parlamento in
seduta comune integrato da 58 rappresentanti delle Regioni: ogni regione
ne elegge tre con l'eccezione della Valle d'Aosta che ne elegge uno. La
seduta comune del Parlamento si terrà l'8 maggio alle ore 16. La seduta
è presieduta dal presidente della Camera, che ha al suo fianco il
presidente del Senato: in questo caso si tratta dei neoeletti Fausto
Bertinotti e Franco Marini.
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QUANTI SONO GLI ELETTORI
Quest'anno i grandi elettori saranno 1.010: 630 deputati, 322 senatori
(315 più i 7 senatori a vita) e 58 delegati delle Regioni. La
Costituzione prevede che nelle prime tre votazioni la maggioranza
richiesta per l'elezione sia quella dei due terzi dei componenti
dell'Assemblea, pari a 674 voti. Dal quarto scrutinio il quorum si
abbassa: per essere eletti basterà la maggioranza assoluta dei
componenti dell'Assemblea, pari a 506 voti. Non c'è una prassi certa
sulla cadenza delle votazioni; la seduta comune è considerata un'unica
seduta anche se si sviluppa in più giorni. |
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I 12 deputati e i 6 senatori eletti
per l’estero.
Il più votato Pallaro Luigi per
l’America meridionale (49.903 voti )
e Micheloni Claudio per l’Europa
(47.891 voti). |
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Narducci Franco |
I 6 deputati eletti per l’Europa:
1)NARDUCCI FRANCO
L'UNIONE 28.839
2)CASSOLA ARNOLD
L'UNIONE 19.192
3)FARINA GIOVANNI
L'UNIONE 18.403
4)ROMAGNOLI MASSIMO
FORZA ITALIA
8.323
5)PICCHI GUGLIELMO
FORZA ITALIA 5.286
6)RAZZI ANTONIO DI
PIETRO 1.865
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Ferrigno Salvatore |
I 6 deputati eletti per il
resto del mondo:
AMERICA MERIDIONALE
7)MERLO ANTONIO
INDIPENDENTE 43.057
8)ANGELI GIUSEPPE
TREMAGLIA 11.443
9)BAFILE ANTONIETTA
L'UNIONE
17.763
AMERICA SETT. E
CENTRALE
10)FERRIGNO SALVATORE
FOR. ITALIA
10.093
11)BUCCHINO GINO
L'UNIONE 10.332
ASIA-AFRICA-OCEANIA
12)FEDI MARCO
L'UNIONE 11.494 |
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Micheloni Claudio-D’Alema |
I 6 senatori eletti per l’estero:
EUROPA
1)MICHELONI CLAUDIO
L'UNIONE
47.891
2)REBUZZI ANTONELLA
FORZA ITALIA
13.449
AMERICA MERIDIONALE
3)PALLARO LUIGI
INDIPENDENTE 49.903
4)GIAI MIRELLA
L'UNIONE 18.506
AMERICA SETT. E
CENTRALE
5)TURANO RENATO
L'UNIONE 11.634
ASIA-AFRICA-OCEANIA
6)RANDAZZO ANTONIO
L'UNIONE 11.329 |
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Caos post-elettorale. Si è
scatenata una
"bagarre" per le cariche
istituzionali più importanti:
le presidenze della Camera e del
Senato.
di Giuseppe Ceresa |
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Dopo il caos
pre-elettorale, dopo il caos post-elettorale, abbiamo ora il vero caos
istituzionale. Prima i due schieramenti
hanno litigato a più non posso, poi ognuno aveva vinto le elezioni; ora,
che almeno è tutto chiarito, o quasi, si è scatenata una
"bagarre" per le cariche istituzionali più importanti: le presidenze
della Camera e del Senato. La presidenza della Camera
andrà a Bertinotti, col risultato di uno scivolamento dell'Unione sempre
più a sinistra, e se anche la presidenza del Senato andrà a Marini ,
della Margherita, il tutto lascerà scontento il gruppo più forte
dell'Unione, i DS, che dovrebbero restare a mani vuote. Per non parlare
poi dell'inserimento di Andreotti nella corsa per la presidenza del
Senato.
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Situazione, ora creatasi,
che col voto segreto potrebbe portare all'Unione amare sorprese. Di
certo per il professore solo problemi. Il futuribile partito democratico
entusiasma solo Prodi, la Margherita e i DS! Verdi, Comunisti Italiani e
Rifondazione hanno ben altri progetti. Le elezioni, anche se hanno dato
a Prodi una maggioranza di tutta tranquillità alla Camera, non gliela
affatto data al Senato. È divertente pensare a senatori portati in
barella alle future determinanti votazioni a Palazzo Madama. È una
maggioranza così risicata che bastano un paio di influenze per far
cadere il governo! Molti augurano a Prodi un governo di lunga vita,
molti però
prevedono allo stesso un governo con un'esistenza breve e travagliata.
Giuseppe Ceresa |
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I 18 parlamentari eletti
dell’estero.
Nessuno della Germania.
Dieci vanno all’Unione di Prodi,
quattro a Forza Italia di
Berlusconi,
uno alla Lista Tremaglia e uno
all’Italia dei Valori.

Luigi Pallaro il più votato(49.903
voti). |
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Franco Narducci
28.839 voti |
In Europa, alla Camera
sono stati eletti Franco Narducci per l’Unione con 28.839 voti, Arnold
Cassola dell’Unione con 19.192 voti, Gianni Farina dell’Unione con
18.403 voti, Massimo Romagnoli di Forza Italia con 8.323 voti, Guglielmo
Picchi Forza Italia con 5.286 voti, Antonio Razzi dell’Italia dei Valori
con 1.865 voti; al Senato si sono imposti Claudio Micheloni dell’Unione
con 47.891 voti e Antonella Rebuzzi di Forza Italia con 13.449 voti. |
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Luigi Pallaro 49.903
voti |
In Sud America alla Camera
sono stati eletti Ricardo Merlo dell’Aisa con 43.057 voti, Marisa Bafile
dell’Unione con 17.763 voti, Giuseppe Angeli della Lista Tremaglia con
11.443 voti, mentre al Senato vanno Luigi Pallaro dell’Aisa con 49.903
voti (il più eletto) e Mirella Giai dell’unione con 18.506 voti.
Per il Centro e Nord
America alla Camera risultano eletti Gino Bucchino dell’unione con
10.332 voti e Salvatore Ferrigno di Forza Italia con 10.093 voti, al
Senato va Renato Turano dell’Unione con 11.634 voti.
Per l’ Asia Africa e Oceania alla Camera è stato eletto Marco Fedi
dell’Unione con 11.494 voti ed al Senato Nino Randazzo dell’unione con
11.329 voti.
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A colloquio con Maria Venera
Fontanazza Russo
candidata per il senato nella
lista dell’UDC.
“Le donne all’estero devono
conciliare famiglia e lavoro,
figli e lavoro e rinunciare alla
carriera per
crescere i figli. Come ho dovuto
fare io..” |
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Perchè ha scelto di
presentare la sua candidatura al Parlamento italiano e per quale ragione,
a suo giudizio, gli elettori italiani residenti all'estero dovrebbero
nella sua circoscrizione scrivere il suo nome sulla scheda elettorale?
Vivo da 26 anni all’estero. Precisamente a Colonia. Dal mio arrivo e con
l’appoggio di tutta la famiglia, ho cercato nel mio piccolo di aiutare i
nostri connazionali. Sono una di loro, conosco quindi i loro, o meglio i
nostri problemi e, in caso di elezione,cercherò di farmene portavoce in
Parlamento. Sono inoltre forse l’unica, tra le donne candidate al Senato,
che ha dei figli. Conosco quindi i problemi delle donne all’estero, che
devono conciliare non solo famiglia e lavoro, ma soprattutto figli e
lavoro; se non addirittura rinunciare alla carriera per crescere i figli,
come ho dovuto fare io. Se sarò eletta avrò uno strumento più forte che
mi consentirà di continuare meglio le mie attività ed il mio impegno in
favore della collettività italiana.
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Quali sono le ragioni che
l'hanno spinta a scegliere la forza politica con la quale è in lista per
il parlamento italiano?
Nel corso del mio mandato di Consigliere nel CGIE (Consiglio Generale
degli Italiani all’Estero) ho avuto modo di conoscere meglio vari
schieramenti politici. Nell’UDC- “Unione dei Democratici Cristiani e
democratici di centro”, ho trovato i valori cristiani nei quali mi
identifico. Inoltre i maggiori esponenti del partito sono persone
equilibrate e che hanno mostrato carattere.
Quale pensa che
possa essere il contributo che i deputati e i senatori eletti all'estero
potranno dare nel Parlamento di Roma?
Dovremo portare all’interno del Parlamento una realtà che in fondo è
sconosciuta. Dovranno vedere gli italiani all’estero, non come un peso,
bensì come una risorsa per l’Italia. Basti pensare per esempio che nel
sud Italia interi paesi sono stati costruiti con i nostri risparmi. Ciò
ha significato dare lavoro agli operai che risiedono in Italia. In
compenso –a mio parere ingiustamente- noi abbiamo pagato canalizzazione
e tassa sui rifiuti come se avessimo abitato lì.
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Inoltre vivere a contatto
con culture diverse ci fa portare in Italia prospettive diverse, che
contribuiscono allo sviluppo del Paese in vista di una realtà europea.
Bisogna pensare anche alle generazioni giovanili e agli anziani.
Per quanto riguarda questi ultimi, occorre creare all’estero strutture
adeguate e accessibili anche a chi non gode di pensioni alte. Creare
condizioni sociali e sanitarie nelle varie regioni, che consentano a chi
decidesse di rientrare in Italia, una permanenza dignitosa.
Sulla realizzazione di questi progetti ho però parecchi dubbi, perché
dai miei rapporti con l’Italia, emergono, soprattutto nelle le regioni
del sud, condizioni sociali al di sotto del limite di sopravvivenza, che
scoraggiano coloro che programmano un rientro definitivo.
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Sergio Lobello – candidato al
Senato nell’ Udeur –.
Per tutti quei ragazzi che
manifestano l’intenzione di non andare a votare:
DOBBIAMO MANIFESTARE IL NOSTRO
CONSENSO
O DISSENSO CON IL VOTO IN
QUANTO DIRITTO ACQUISITO CON
IL SACRIFICIO DEI NOSTRI PADRI. |
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Sergio Lobello – candidato
al Senato nella lista dell’ Udeur – si rivolge a tutti quei ragazzi che
manifestano l’intenzione di non andare a votare. DOBBIAMO MANIFESTARE IL
NOSTRO CONSENSO O DISSENSO CON IL VOTO, IN QUANTO DIRITTO ACQUISITO E
IRRINUNCIABILE, PER RISPETTARE IL SACRIFICIO DEI NOSTRI PADRI E CHE CI
CONSENTE DI VIVERE IN UNA DEMOCRAZIA.
UN VECCHIO PROFESSORE DICEVA :
“ Chi non vota non può neanche lamentarsi per quello che non gli và, non
ha espresso cosa voleva”.
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All’appello del figlio
Sergio si aggiunge anche il padre Stefano Lobello, presidente
Intercomites: IN DEMOCRAZIA RAGAZZI……l’astensione al voto può avere come
conseguenza che una minoranza di cittadini governi e decida per la
maggioranza.
IN DEMOCRAZIA, RAGAZZI , LA RIVOLUZIONE SI FA CON LA PARTECIPAZIONE:
L’ARMA E’ IL VOTO. Chi non vota vuole togliere il diritto anche a te:
fallo votare! L'astensione è a norma di legge? Sì, ma non è democratica
perchè ha l'obiettivo di annullare l'espressione della volontà altrui.
Un voto credo sia l'unico modo che abbiamo noi cittadini per farci
sentire, per far capire che ci siamo e non stiamo a subire inermi i
nostri politici. Loro interpretano il nostro confuso brusio,senza
veramente sapere perchè veramente ci lamentiamo.Non lo possono sapere,
non lo vivranno mai!!! Incominciamo noi ad urlare in modo da far
abbassare loro i toni. Andiamo a votare.
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Le nostre donne all’estero alla
conquista di Roma.
Rosella Benati candidata per il
senato nella lista dell’Unione Prodi.
“Il mio impegno per le donne
italiane in emigrazione..” |
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Il mio impegno per le
donne italiane in emigrazione.
Sono passati 50 anni dagli arrivi dei primi italiani in Germania e,
soprattutto per quanto riguarda le donne italiane, ancora non si può
parlare né di piena integrazione né di pari opportunità. Difficoltà e
carenze che si osservano sia rispetto alla comunità maschile italiana
sia nei confronti del grado di emancipazione raggiunto dalle donne
tedesche. Il mondo della scuola e della formazione sono i primi a
mettere in evidenza le differenze: ricerche dell´Istituto federale per
la qualificazione professionale indicano che le ragazze italiane,
nonostante ottengano migliori risultati scolastici rispetto ai coetani
maschi e nonostante padroneggino meglio la lingua tedesca, hanno molte
più difficoltà sia a proseguire gli studi che ad inserirsi nel mondo del
lavoro.
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La mia candidatura nelle
fila di una coalizione che da sempre si è impegnata in prima linea nella
difesa e nella salvaguardia dei diritti delle donne e nella promozione
delle loro capacità, credo sia la migliore garanzia perché difficoltà e
disparità delle donne italiane in emigrazione vengano adeguatamente
affrontate nel futuro parlamento italiano.
Oggi un’Italia
separata, domani l’Italia unita
Ridare credibilità all´Italia nel mondo. venti regioni, un sistema
sanitario, un sistema scolastico, una nazione. Nessuna differenza tra
nord e sud.
Difendere e
migliorare i servizi consolari
Orari più lunghi e meno code ai consolati. Potenziare gli uffici,
assumere più personale, anche del posto. Facilitare lo scambio di dati
tra i paesi di residenza e i consolati.
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Oggi precarietà e
disoccupazione, domani sicurezza
La crescente disoccupazione tra gli italiani in Germania puó e deve
essere affrontata dall’Italia. Attivare programmi d’informazione per gli
immigrati, per sapere come qualificarsi e rientrare nel mercato del
lavoro.
Una forte
solidarietà sociale
Più finanziamenti e reti di assistenza sociale per gli anziani e gli
emarginati. Difendere l’esistenza dei patronati, strumenti
indispensabili al servizio della comunità.
Dare un futuro ai
nostri figli
Meno bambini italiani alle Sonderschulen. Favorire l´apprendimento
parallelo dell´italiano e del tedesco, sin dalla scuola materna.
Potenziare le sezioni e i corsi bilingui. Applicare la direttiva europea
sull’insegnamento della cultura e lingua italiana.
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Donne forza
dell´integrazione
Le donne italiane in Germania sono portatrici di identità e cultura.
Creare una consulta permanente di donne in emigrazione e favorire la
loro presenza a tutti i livelli e in tutte le istituzioni.
Per un’informazione
plurale e una televisione pubblica di tutti
Garantire un’informazione completa delle notizie da e per l´Italia.
Eliminare i programmi televisivi criptati e fornire un servizio
televisivo di facile accesso per tutti. Favorire programmi in lingua
italiana in Germania.
Vi invito, quindi, a contattarmi e spero di incontrarvi durante il mio
tour di incontri e dibattito con la comunità italiana in Europa. Rosella
Benati
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Le nostre donne all’estero alla
conquista di Roma.
Elisabetta De Costanzo
candidata per il senato nella lista Di Pietro.
“ Mi piacciono le sfide alte”. |
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Cosa significa oggi essere
donna italiana in Germania?
Significa essere da un lato grandi lavoratrici, significa essere la
spina dorsale dell’emigrazione, non solo nel lavoro dipendente, ma anche
nella piccola impresa e nelle famiglie. Significa essere attive nel
volontariato e nell’assistenza, e significa essere poco retribuite. Le
donne sono la spina dorsale dell’emigrazione, ma sono anche le più
penalizzate per via della precarietà e per il basso livello di
assicurazioni sociali e di previdenza. Quindi esse sono una categoria
debole e a rischio di esclusione. Mentre è alto il contributo che esse
danno all’esistenza stessa della comunità. Quindi il compito è quello di
realizzare concretamente le pari opportunità. |
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Lei si candida al Senato
della Repubblica nelle prossime elezioni politiche per il parlamento
italiano nella lista Di Pietro- Italia dei Valori. Che cosa intende fare
per risolvere i problemi di cui sopra?
Il programma deve essere centrato su azioni fatte ad hoc nei settori
cruciali dell’istruzione, dove, bisogna sottolinearlo, le donne hanno
risultati migliori di quelli degli uomini, mentre sono penalizzate nel
percorso professionale.
Il programma deve poi toccare la formazione professionale e
l’orientamento. È necessario utilizzare programmi europei e federali per
promuovere l’impresa al femminile, oltre che la piccola impresa in sé.
Le donne devono essere orientate nel loro rapporto con le banche, nella
richiesta di crediti, ed anche questa è una cosa che va bene in generale
per le piccole imprese italiane.
Bisogna aiutare le donne italiane e gli italiani in generale a mettersi
in proprio. Concretamente va riattivata quella rete di donne che già con
il Cgie fu attivata. Le peculiarietà femminili in Germania si spendono
generalmente nei settori della assistenza, della previdenza, della
sanità, della scuola e formazione. |
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Lei è nota per essere
esponente dei Democratici di Sinistra (Ds), invece la ritroviamo nelle
liste Di Pietro. Perché?
Il mio esempio è stato Franca Rame, capolista nelle liste Di Pietro per
il Senato in Lombardia. A chi le faceva la stessa domanda, ha risposto
-ed io lo condivido- che è andata dove ha avuto maggiori garanzie di
presenza dell’associazionismo e della società civile. Mentre nelle liste
dell’Unione, la necessità di dare spazio alle varie esigenze dei partiti
ha ristretto questa possibilità. Il fatto che Franca Rame abbia fatto
questa scelta è stato per me quasi un amuleto. Per la prima volta venni
a Berlino proprio con Franca Rame e Dario Fo. Avevo un vecchio amico che
aveva organizzato uno spettacolo nella vecchia mensa della Technische
Universität, il quale amico all’ultimo momento aveva disdetto,
lasciandomi il posto. Viaggiammo con Franca, con Dario Fo, con i
disoccupati organizzati di Napoli... Fu la prima volta che venni a
Berlino, e la città mi piacque molto.
Poi, la notizia che anche Leoluca Orlando, un uomo coraggiosamente
vicino alla società civile, era entrato, mi ha incoraggiata. Diciamo che
ho trovato un ambiente che non ha applicato il manuale Cencelli nella
scelta dei candidati.
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Lei da molto tempo è in
politica, e ne ha ricevuto alcuni onori e molte delusioni. Non è stanca
di quel mondo?
No, perché in politica c’è sempre del nuovo. Per esempio il successo
delle donne della mia lista alle ultime elezioni dei Comites di Berlino,
di cui sono presidente. Era l’obiettivo che ci eravamo posti. Averlo
raggiunto è una soddisfazione che da fiducia. La politica in sé è fonte
di stanchezza, questo è anche vero, ma anche di nutrimento, perché è la
possibilità di trasmettere qualcosa agli altri.
Eppure il suo
passaggio alle liste di Di Pietro è considerato da molti un passaggio
forte...
Il mio stile è quello del coraggio temerario. Nei miei ventitrè anni di
vita qui in Germania ho pubblicamente detto spesso verità scomode, che
poi purtroppo si sono realizzate. Non desidero fare esempi, ma credo di
avere visto giusto ed ammonito in termini positivi anche quando era
-ripeto- scomodo farlo. E poi mi piacciono le sfide alte!
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Le nostre donne all’estero alla
conquista di Roma.
Maria Venera
Fontanazza Russo
candidata per il senato nella lista dell’UDC.
“Le poltrone... un mezzo per potere
aiutare i più deboli.” |
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Cosa significa per Lei
essere donna oggi in Germania?
Faccio il paragone di cosa sarei stata se fossi rimasta in Sicilia e
penso alle opportunità che mi ha offerto la Germania.
Sono cresciuta in una famiglia molto all’antica. Pur avendo studiato, a
casa avevo poco ascolto, soprattutto nella mia condizione di donna. La
severità di mio padre non era dovuta ad un’epoca, ma al suo carattere
tirannico. Mi dispiace dirlo ora che lui è anziano e malato, ma ciò ha
condizionato molto anche le mie scelte di vita.
Avrei voluto continuare l’università, avrei voluto conoscere la vita.
Avrei voluto partecipare alle gite scolastiche, ai compleanni degli
amici. Avrei voluto liberamente fare una passeggiata in piazza. Tutto
ciò a casa mia era proibito. L’arrivo in Germania da donna sposata, con
un marito un po’ più emancipato, mi permise di scoprire e sviluppare ciò
che potevo fare ed essere.
Soprattutto la nascita dei miei due figli fece sì che mi muovessi in
direzione dell’impegno sociale. Fui eletta nel Consigli di Classe e di
Istituto. Conobbi la realtà dei nostri ragazzi, le difficoltà dovute
alla rigidità della struttura scolastica tedesca e della selettività
della scuola. Ne feci un obiettivo sociale.
Vorrei anzi qui lanciare un appello ai genitori: la partecipazione può
portare anche ad un arricchimento. Ho imparato molto, a vedere le cose
con paramentri diversi, ad uscire dal guscio, a confrontarmi.
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Crede nei valori e in
quali?
Premetto che se c’è un filo conduttore nella mia vita è la fede. I
valori principali sono a mio avviso gli affetti. Sono convinta che a
nulla valgono le ricchezze se uno è solo. Bisogna scoprire che la gioia
vera sta nel dare più che nell’avere. Questi sono naturalmente concetti
che sono accettabili solo se sostenuti dalla fede.
Che oggi sembra
molto fuori moda...
Non credo che sia fuori moda avere fede. Piuttosto ci si vergogna di
ammetterlo. “Fuori moda” è qualcosa che non viene più usato, in realtà
ci sono molte più persone di quanto si creda che sono sostenute dalla
fede. Chi ha la fortuna di averla diventa forte in ogni momento della
vita.
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A volte sembra che la fede
divida le persone. È così?
Può succedere, perché molti considerano bigotti coloro che ammettono la
loro fede. Inoltre l’avere fede è un fatto che viene associato da altri
all’ignoranza o alla mancanza di intelligenza. Questa è una cosa che mi
ha fatto molto soffrire in passato. Ecco, forse questa è una delle cause
del nascondersi. Tuttavia penso che, una volta che la fede sia ammessa,
si creino anche le condizioni per capirsi. Io ho trovato tanti amici,
anche se ne ho persi altri.
Lei è candidata
alle prossime elezioni per il Senato. Come si traduce in politica la Sua
fede?
Partiamo dal movente. Non ho mai avuto l’ambizione di occupare delle
poltrone. Le ho considerate però un mezzo per potere aiutare i più
deboli. Questo lo potrebbero forse dire tutti, ma questa è l’esperienza
del mio passato.
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Che differenza c’è tra
scrivere e proporre una buona legge e fare un gesto di carità nella vita
quotidiana?
Fare un gesto di carità nella vita quotidiana è molto più semplice,
perché il gesto è rivolto ad una persona, o ad un gruppo specifico. Una
legge è destinata a diverse realtà e difficilmente può soddisfarle tutte.
La bravura del legislatore è nel trovare il bene comune al di là delle
lobbies. Quindi nessuno ringrazierà. Le lobbies non ti daranno più il
loro voto, la gente normale forse non capirà il vantaggio. Ma chi si
pone con dei principi in politica, questo deve fare, non altro.
Di più: sono in molti quelli che fanno le leggi solo per mettersi in
mostra o per risolvere i propri problemi. La politica deve però muoversi
diversamente.
Oggi che in gran
parte sono cadute le ideologie, perché e per chi andare a votare?
Il fatto che siano cadute le ideologie non cambia le cose. Bisogna
comunque governare. Questo potrebbe diventare addirittura un vantaggio:
rendere più flessibili i programmi adeguandoli alle esigenze. Lei poi mi
chiede ‘per chi’ andare a votare. Purtroppo, generalmente si vota per
chi si sa vendere bene, per chi sa parlare bene, non per chi lavora bene
nell’interesse comune, pur restando magari nell’ombra senza
esibizionismi.
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Lei è madre di due figli,
quindi non ha rinunciato alla famiglia come, oggi, molte donne fanno o
sono costrette a fare. Come concilia Lei queste due attività, quella
professionale -attualmente di giornalista, domani forse, glielo
auguriamo, di senatrice- e quella di madre e moglie?
Quando i miei figli erano piccoli e avevano bisogno della mia presenza
costante, ho rinunciato all’idea di una carriera lavorativa.
Mi considero una donna privilegiata rispetto ad altre per aver potuto
fare una scelta del genere, perché mio marito aveva una posizione sicura.
Comunque la scelta di stare con i figli si paga al momento del rientro
nel mondo del lavoro. C’erano, poi, e ci sono, molte donne che, pur
volendolo, non si possono permettere di stare a casa con i figli e sono
costrette a lavorare. Cosa non facile, se si pensa alla irregolarità
degli orari della scuola tedesca.
Man mano che i figli crescono e diventano autonomi si possono benissimo
conciliare lavoro e famiglia, a condizione naturalmente che il partner
collabori e sostenga.
Perché ha scelto le
liste Udc?
Nel corso del mio mandato nel Consiglio Generale degli Italiani
all’Estero (Cgie), ho avuto modo di assistere ad incontri di diversi
partiti politici. Tra i tanti, ho scelto un partito di proposta, non di
lotta; ho scelto un partito moderato nei cui valori mi riconosco. La mia
scelta va anzitutto alle persone, quindi al programma e gli attuali
esponenti più in vista dell’Udc sono persone equilibrate e di carattere,
per le quali vale la pena impegnarsi.
Perché credo che uno dei problemi attuali dell’Italia sia proprio la
estremizzazione della vita politica che porta solo ad una povera cultura
dello scontro.
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Sergio Lobello, figlio di Stefano
Lobello ( presidente Comites Francoforte),
si confessa. Sono candidato per il
Senato della Repubblica. |
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Sergio Lobello, UDEUR |
Perchè ha scelto di
presentare la sua candidatura al Parlamento italiano?
Ho deciso di presentarmi come candidato al Parlamento italiano per
sostenere i diritti degli italiani all’estero. Questo non è solo un modo
di dire scontato ma il mio interesse per i connazionali e il mio impegno
sociale sono stati sempre attivi. Sin da piccolo ho collaborato
fattivamente con mio padre, Stefano Lobello(presidente Comites
Francoforte e presidente FAIEG n.d.r.), nel lavoro a favore dei
connazionali nell’ambito della F.A.I.E.G. e delle altre associazione che
lo hanno visto impegnato. Anche nel periodo di soggiorno in Italia mi
sono interessato del sociale e dell’associazionismo : sono stato membro
dell’Associazione Civitas Cariatensis; ho lavorato nel Centro
Informagiovani per la crescita delle politiche giovanile; ho operato nel
tessuto sociale, con la legge 216 per i minori a rischio; mi sono
occupato della problematica per i tossico dipendenti (consultori
sanitari ); ho collaborato con la C.O.O.P. (Futuro Azzurro) per
l’assistenza agli Anziani; ho lottato e ottenuto nel mio paese un centro
ricreativo.
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Mastella(UDEUR),Stefano
Lobello |
Quali sono le ragioni che
l’hanno spinta a scegliere la forza politica con la quale è in lista per
il parlamento italiano?
Mi sono candidato con l’UDEUR perché è un partito che stimo e appoggio
sin dagli inizi ed è l’unico che in questo periodo si è interessato alle
problematiche di noi italiani all’estero e in modo particolare di quelli
originari del sud, e si è impegnato a farle sue e a garantire una
continuità di interesse anche dopo il periodo elettorale.
Per quale ragione,
a suo giudizio, gli elettori italiani residenti all’estero dovrebbero
nella sua circoscrizione scrivere il suo nome sulla scheda elettorale?
A questa domanda risponderei semplicemente sottolineando ancora una
volta tutto l’impegno e l’interesse a favore dei connazionali mio e
della mia famiglia noti a tutti gli italiani in Germania. Mi auguro che
l’eco del mio lavoro possa estendersi a tutta la circoscrizione
elettorale e che tutti possano votarmi con la consapevolezza di
scegliere uno che si è sempre impegnato attivamente per il benessere dei
suoi connazionali.
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Mastella(UDEUR) |
Se sarà eletto, quale sarà
il suo primo atto da senatore?
Se sarò eletto, e mi auguro veramente di esserlo, non mi perderò molto
in chiacchiere ma, come d’abitudine per noi “emigrati” in Germania, mi
alzerò le maniche e lavorerò con serietà ed impegno.
Quale pensa che
possa essere il contributo che i deputati e i senatori eletti all’estero
potranno dare nel Parlamento di Roma?
Io credo molto nella presenza di parlamentari eletti all’estero perché
in primo luogo tutti noi abbiamo un forte legame ed un interesse
profondo per la nostra nazione scaturiti dal vivere lontano dalla
Patria, in secondo luogo potremmo portare tutto il bagaglio di
esperienza accumulato nei vari paesi ospitanti. Chi meglio di noi potrà
parlare di lavoro, tasse, condizioni sociali ed economia all’estero?
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Stefano Lobello (Comites
FFM) |
Quali sono, secondo lei, i
bisogni più urgenti degli italiani all’estero nella circoscrizione che
intende rappresentare e che il parlamento dovrebbe affrontare con
maggiore urgenza?
Sono molti i bisogni degli italiani all’estero ma ritengo opportuno che
una delle prime cose da rivedere è il contributo di imposte che noi
residenti all’estero dobbiamo pagare. Non vorrei essere frainteso,
infatti trovo giusto che noi paghiamo i vari canoni che servono per il
mantenimento di alcuni servizi essenziali, ma ritengo necessario
modificare con la legge dello Stato la facoltà oggi concessa ai singoli
comuni di esonerare parzialmente i residenti all’estero dal pagamento
della tassa rifiuti, rendendola un obbligo. Bisogna che il pagamento
della tassa rifiuti per le case a nostra disposizione sia rapportato al
periodo di reale occupazione.
Quale è il suo
rapporto con l’Italia?
Direi buono,mi sento abbandonato e non rappresentato.
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Mauro Montanari (direttore del
Corriere d’Italia)
si candida per il Parlamento
italiano nella lista dell’UDC.
I motivi che lo hanno indotto a
candidarsi. |
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Mauro Montanari, UDC |
Ad aprile per la prima
volta gli italiani all’estero parteciperanno attivamente e direttamente
alla scelta del Parlamento. Cosa rappresenta per lei questo momento?
E’ un momeno importante per tutti gli italiani nel mondo, perché siamo
di fronte alla verifica di una presenza e alla possibilità di dimostrare
al Paese che siamo una risorsa e non peso di cui vergognarsi. Siamo di
fronte ad una sfida, non solo per noi. Gli italiani nel mondo sono un
motore che può permettere all’Italia di partecipare alla competizione
globale ad armi pari: è una ricchezza che altri non hanno, e finalmente
siamo in grado di dimostrarlo.
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Quale è il motivo per cui
ha scelto di candidarsi con l’Udc?
Abbiamo tutti bisogno di moderazione e competenza. Ormai la gente sta
cominciando a rendersi conto che non si può governare un Paese complesso
soltanto con gli slogan. Il maggioritario ha fatto danni: ha fatto
emergere molto populismo nel quadro politico nazionale. Entrambi gli
schieramenti presentano formazioni estreme, tutte con diritto di veto
all’attività di governo. La Lega nel Centrodestra, i Comunisti e
Rifondazione, la Rosa nel Pugno e via discorrendo nel Centrosinistra. La
nostra proposta è -al contrario- quella che siano i moderati a produrre
governabilità, e mi riferisco ad entrambi gli schieramenti.
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Come sta organizzando la
sua campagna elettorale?
Con pochi mezzi e molte idee. Sto incontrando gli amici e scopro di
averne molti, più di quello che pensavo. Metto in gioco la mia
credibilità personale in un progetto in cui credo. Vado ad incontrare la
gente nelle case, nei punti di ritrovo, e scopro realtà che non credevo
che esistessero più: storie che nessuno racconterà. Questa campagna per
me è una occasione per mettere in gioco il cuore e la ragione.
Crede che la scelta della Casa delle Libertà di non presentarsi con una
lista unitaria all’estero possa rappresentare un handicap o un vantaggio?
Credo nel proporzionale, quindi trovo giusto che ciascuno si presenti
agli elettoricon il proprio programma. Non mi sarei identificato in una
lista con altri simboli.
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Quali sono le tematiche e
le istanze degli italiani nel mondo che porterà avanti e che le stanno
maggiormente a cuore?
Sto vedendo come molti pensionati, soprattutto donne, non hanno mezzi
per vivere. La scuola è selettiva e costruita in maniera da espellere
gli stranieri, in particolare nei Paesi di lingua tedesca. E poi c’è il
rafforzamento dei consolati, la risoluzione del problema del precariato
nella Amministrazione, e via via fino all’abolizione dei centralini
automatici. Insomma il programma è vasto. Una parola particolare vorrei
spendere tuttavia sulla presenza delle Missioni Cattoliche in tutta
europa, che molto hanno dato a questa comunità e poco hanno ricevuto. E’
ora che qualcuno riconosca la loro funzione, non solo pastorale, ma
anche sociale e culturale.
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Elezioni Politiche
primavera 2006
il voto dei cittadini italiani residenti all’estero –
Si vota per posta.
Le schede arriveranno dal
consolato entro il 22 marzo
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Chi può votare all’estero
per posta
I cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali
del Consolato di
appartenenza
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Per cosa si vota
Per le liste di candidati presentate nella CIRCOSCRIZIONE ESTERO
per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato |
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Come si vota per posta
Il connazionale riceve dall’ufficio consolare,
direttamente al proprio
indirizzo, una busta contenente il materiale
elettorale necessario ad
esprimere il proprio voto.
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Cosa contiene il Plico
Elettorale
Foglio informativo sulle modalità del voto
Busta grande preaffrancata per la restituzione all’Ufficio consolare
Busta bianca
Schede elettorali
Certificato elettorale
Testo della Legge 459/2001
Liste candidati

Se il
plico elettorale non perviene entro il 26 marzo
il
connazionale deve recarsi al consolato e richiedere un duplicato. |
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Come si esprime il voto
Solo
sulla scheda elettorale contenuta nel plico elettorale (le schede sono
due per gli elettori
maggiori di 25 anni, che votano anche per il Senato) |
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Come si vota per le
elezioni
di Camera e Senato
Modello di scheda elettorale

Per effettuare il voto si
deve utilizzare una penna di colore nero o blu;
Per esprimere il voto si deve tracciare un solo segno (ad es. una croce
)
Si possono dare 2 voti di preferenza per candidati inclusi nella lista
votata |
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Ricordarsi di
spedire il tagliando elettorale
dopo averlo staccato dal
certificato
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CANDIDATI |
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Antonio Costanzo (Ger),UDEUR |

Mauro Montanari (Ger),
UDC |
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Sergio Lo Bello (Ger),
UDEUR |

Giuseppe Ceresa (Ger),Lega
Nord |
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Rosella Benati (Ger),
Unione Prodi |

Elisabetta De Costanzo(Ger)
Italia dei Valori
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Pasquale Vittorio (Ger),Italia dei Valori
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Rodolfo Dolce (Ger),
UDEUR |
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Forza Italia
Camera
Massimo
Romagnoli (Gre), Stefano Borletti (Svi), Salvatore Albelice (Bel),
Danilo Benevelli (Svi), Carlo Brusa (Fra), Raffaele Fantetti (GB),
Rosario Cambiano
(Ger), Maurizio Giangreco (Ger),
Giuseppe Giordano (Svi), Guglielmo Picchi (GB),
Carmelo Pignataro (Ger),
Marcello Sera (Bel)
Senato
Carlo Erio (Fra), Giampiero Camurati (Svi), Felli Romano (Spa),
Antonella Rebuzzi (Rus). |
 |
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Italia
nel mondo Tremaglia
Camera
Lucio Albanese,
(Ger) Stefano
Borletti, (Svi), Fabrizio Carbone (Montecarlo),
Mario Caruso, (Ger),
Aldo Di Biagio, (Cro), Adriano Longo, (GB), Anna Maria Minasso, (Spa),
Monica Paternò di Sessa, (Fra), Eugenio Preta, (Lux), Valeria Generoso (Svi),
Pietro Tremarco
(Ger), Mario
Zoratto, (Fra).
Senato
Alberto Bertali, (GB), Saverio Insalata, (Svi),
Oreste Motta, (Ger)
Rita Pavone, (Svi). |
 |
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Udc
Camera
Mauro Montanari
(Ger), Emiddio
Bulla (Svi), Ronald James Mackenna (GB), Jean Philippe Di Gennaro (Fra),
Guglielmo Cascioli detto Gill (Svi), Alberto Vaccaro (Ola),
Emanuele Mascolo (Ger),
Ezio Persello (Ger),
Giacomo Santalucia
(Ger),
Pier Luigi Sotgiu (Ger),
Ileana Silvia
Werner (Ger), Cosimo Leonetto Viva (Ger).
Senato
Maria Venera
Fontanazza (Ger),
Calogero Nicoletti (Bel), Elia Gesuele (Spa), Giuseppe Sterza (Svi) |
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Udeur
Camera
Rodolfo Dolce (Ger),
Mariano Porpiglia (Fra),
Antonio Costanzo (Ger),
Nicola Valenzano (Ger),
Giuseppe Calì (Ola),
Domenico Capone (Ger),
Maria Angela Zangari (Bel),
Domenico Suraci (Ger),
Giovanni Calabrò (Ger)
Senato
Sergio Lo Bello
(Ger), Pietro
Casula (Ger), Maurizio Cortese (Svi) |
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Lega Nord
Camera
Giuseppe Plebani (Svi), Sandra Mozzanica (Bel), Lucia Pantina (Fra),
Alvaro Nesi (Ger),
Alessandro Severi (GB),
Alessio Zanella (Ger),
Elisa Spreafico Droume Festi (Fra),
R. Thaler (Ger),
Ernesto Dotti (Fra),
Giuseppe Ceresa (Ger),
Augusto Nidoli (Alb).
Senato
Willy Pasini (Svi), Francesco Andreoli (GB),
Giorgio Stardero (Ger). |
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L’Unione Prodi
Camera
Franco Narducci (Svi), Arnold Cassola (Bel), Antonio Argenti (Bel-Sve),
Aldo Bechi (Fra), Elio Carozza (Bel), Diodoro Cocca (Bel), Marisa
Corazzol (Fra), Antonio Duranti (Bel), Gianni Farina (Fra), Dino Nardi (Svi),
Giovanni Pollice
(Ger), Alberto
Sipione (Svi).
Senato
Claudio Micheloni (Svi),
Rosella Benati (Ger),
Lorenzo Losi (GB),
Anna Picardi (Ger).
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Italia dei valori
Camera
Antonio Razzi (Svi),
Pasquale Vittorio (Ger),
Angelo Berardini (Svi), Franco Busato (Ola), Augusto Casciani (Spa),
Carolina Colella (Fra),
Saverio D’Auria (Ger),
Ezio Luciano D’Orazio (Bel), Stefano Memma (Bel), Ubaldo Nappi (Svi),
Romano Racanella (Fra), Silvia Terribili (Ola)
Senato
Enzo Alloggia (Svi),
Elisabetta De Costanzo
(Ger), Pietro
Farruggia (Fra), Saverio Iacobucci (Bel) |
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L’altra
Sicilia-Per il Sud
Camera
Francesco Paolo Catania (Bel),
Mario Alizzi (Ger),
Giuseppe Dimora (Bel), Luigi Di Piazza (Bel), Marilena Foresta (Bel),
Giuseppe Meo (Bel), Giovanni Morreale (Fra), Domenico Merluzzi (Bel),
Antonella Pappalardo (Bel), Giuseppe Piscopo (Svi), Genuino Silvestri (Bel),
Caterina Spinelli Iacovelli (Lux)
Senato
Salvatore Fascianella (Bel), Isidoro Caravella (Bel), Rosaria Bonaccorso
(Bel), Francesco Suppa (Bel). |
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Partito Italiani nel Mondo
Camera
Maria Baccio (Svi), Floriana Carnevale (Svi), Antonio De Somma (Svi),
Jenny Malizia (Svi), Andrea Mazzoleni (Svi), Sandro Pizzolante (Svi),
Wilma Pizzolante (Svi), Salvatore Reina (Svi), Vincenzo Rotondo (Svi),
Nicola Salvatore (Svi), Giandomenico Tenore (Svi), Daniela Torquato (Svi)
Senato
Lodovico Gentile (Svi), Santina Angì (Svi), Maria Borriello Inglese (Svi),
Salvatore Moscato (Svi). |
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