I giovani italiani a Francoforte dal 31 maggio al 1 giugno per dar voce ad una serie di problematiche legate alla quotidianità. Saranno 88. Invita il Comites di Francoforte. Ma di cosa discuteranno? All’interno alcuni temi.

I Comites, l’Intercomites di Germania ed il CGIE hanno dato la possibilità a giovani italiani di incontrarsi per dar voce ad una serie di problematiche legate alla loro quotidianità e per proporre modi per risolverle.

ISTRUZIONE E FORMAZIONE - L’italiano, nelle scuole tedesche, non è materia obbligatoria e, quando è presente, manca di personale qualificato. In Germania esistono grandi comunità di italiani e sarebbe un loro diritto poter studiare la propria lingua e cultura. Un bambino sostenuto e incentivato nell’apprendimento precoce delle due lingue si inserisce più consapevolmente nella realtà tedesca. È dimostrato che chi sviluppa sin dalla nascita il bilinguismo, ha maggiori probabilità di successo nelle materie scientifiche. Se nelle scuole pubbliche quindi non viene offerta un’istruzione adeguata, le istituzioni italiane presenti sul territorio devono essere vicine alle famiglie, far capire ai genitori l’importanza del bilinguismo e promuovere corsi di lingua italiana gratuiti.

MOBILITÀ GIOVANILE - I ragazzi italiani nati in Germania che intraprendono la carriera universitaria devono avere facilitazioni economiche per poter frequentare stage e corsi presso le università italiane. Viceversa i ragazzi che dall’Italia si vogliono muovere verso la Germania non devono avere problemi di riconoscimento degli esami. L’equiparazione e il riconoscimento degli studi e dei titoli professionali deve rappresentare un punto fondamentale anche in vista di una maggiore mobilità europea. Per conoscere veramente l’Italia è importante promuovere la mobilità e la migrazione temporanea dei giovani nell’ambito del volontariato, del servizio civile e della formazione in generale. I progetti già in corso, promossi in Germania, hanno dato dei risultati molto positivi. Incoraggiano, tra l’altro, la creazione di una legge adeguata che si basi su esperienze positive, già attuate per esempio presso alcune associazioni umanitarie, il servizio volontario europeo, lettorati tedeschi nelle scuole italiane. Si dovrebbe favorire la comunicazione tra gli uffici di collocamento tedeschi ed austriaci ed i datori di lavoro italiani, in modo che i giovani siano facilitati nell’offerta delle loro competenze per ciò che concerne il mercato italiano.

PROMUOVERE LA DOPPIA CITTADINANZA  - L’acquisizione della doppia cittadinanza deve essere incentivata e resa meno impegnativa da un punto di vista economico ed amministrativo.

ASSISTENZA SANITARIA - La parificazione dei sistemi sanitari europei non è ancora completata. È necessario promuovere un maggiore coordinamento fra il sistema sanitario italiano,tedesco ed austriaco e di conseguenza vanno favorite occasioni informative per i giovani che decidono di trasferirsi. Spesso i ragazzi che arrivano dall’Italia non sono sostenuti dalle istituzioni. Molti, ad esempio, hanno il problema dell’assistenza medica. Auspichiamo che la pubblica amministrazione tenga conto delle nuove esigenze di flessibilità e della migrazione temporanea di studenti e giovani lavoratori.

INFORMAZIONE - In Germania il costo di un quotidiano italiano si aggira su € 1,85, i canali della Rai non sono sempre accessibili a tutti e i libri di autori italiani costano il doppio che in Italia. Internet può essere solo per i giovani un’alternativa efficace. Comites, consolati, e associazioni italiane devono essere più visibili nei media territoriali: ad esempio attraverso riviste informative gratuite. Queste istituzioni devono diventare più raggiungibili anche da giovani appena arrivati in Germania. Fra le proposte emergono la creazione di aree informative per i giovani sul sito dei rispettivi consolati e istituti di cultura; il coinvolgimento dei giovani di recente e temporanea immigrazione in scambi ed attività culturali con gli italiani cresciuti in Germania. I giovani italiani, in vista della Conferenza Mondiale dei giovani italiani, appoggiano il documento propositivo scritto da coloro che hanno partecipato alla conferenza intercontinentale del CGIE svoltasi a Roma nel novembre 2007. Si impegnano nel mantenimento e nell’ampliamento dei contatti tra i giovani che hanno partecipato alla riunione, in vista della creazione di una rete di coordinamento internazionale.

Il presidente del Comites Francoforte informa: il 31 maggio e 1 giugno 2008 presso l’Hotel “Holiday Inn” di Francoforte/M. si terrà  la Seconda Conferenza Nazionale dei giovani italiani di Germania. Francoforte sarà rappresentato da 14 giovani. Tutti i giovani (dai 18 ai 30 anni) interessati possono presentare la propria candidatura. Spese a carico del Comites di Francoforte.

Il 31 maggio e 1 giugno 2008 presso l’Hotel “Holiday Inn” di Francoforte/M. si terrà  la   Seconda Conferenza Nazionale dei giovani italiani di Germania. La Circoscrizione Consolare di Francoforte sarà rappresentata da 14 giovani. Tutti i giovani (dai 18 ai 30 anni) interessati possono presentare la propria candidatura  entro il 20 aprile 2008,   spedendo una biografia (Curriculum) a questo Comites di Francoforte – Siemensstr.1, 63303 Dreieich oppure tramite e.mail:  comites.frankfurt@t-online.de oppure tramite Fax: 06103 604825.Tutte le spese (viaggio, vitto e alloggio) sono a carico del Comites di Francoforte. Da più di un anno, 22 giovani che vivono in tutte le parti del mondo, stanno lavorando sulla tematica: giovani italiani residenti all’estero. Questo gruppo è stato convocato a Roma dal CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero) per preparare “ la prima conferenza mondiale dei giovani italiani nel mondo” prevista per la fine del 2008 a Roma. Lo scorso dicembre si è tenuta a Stoccarda una prima conferenza nazionale dei giovani italiani in Germania. Hanno partecipato 30 giovani provenienti da tutte le circoscrizioni consolari.

 

Tenendo conto del successo della conferenza di Stoccarda e dell’interresse dei giovani, l’Intercomites e il CGIE Germania hanno pensato di organizzare, sempre in preparazione alla Conferenza Mondiale di Roma,  un’altra conferenza nazionale dei giovani a Francoforte sul Meno il 31 maggio e 1 giugno 2008. Il Console Generale ed il Comites di Francoforte hanno accolto la richiesta dell’Intercomites-CGIE e stanno organizzando un evento che vedrà coinvolti, tra i 90 partecipanti,  14 giovani della Circoscrizione consolare di Francoforte. Per questo, si invitano tutti i giovani (dai 18 ai 30 anni) a candidarsi entro il 20 aprile 2008,   spedendo una biografia (Curriculum) a: Comites di Francoforte – Siemensstr. 1, 63303 Dreieich. Oppure tramite e.mail:  comites.frankfurt@t-online.de oppure  tramite Fax: 06103 604825. I giovani della nostra circoscrizione che hanno partecipato alla conferenza di Stoccarda coordineranno la selezione dei 14 rappresentanti alla conferenza di Francoforte.

Abbiamo finalmente, per la gioia del presidente dell’Intercomites Germania, Stefano Lobello, un candidato “tedesco” al parlamento italiano: Garavini Laura, la donna più votata in Europa ( 25.070 voti ). Ha contribuito sicuramente l’iniziativa “Mafia? Nein danke!”.

BIOGRAFIA LAURA GARAVINI

Sono da quasi vent’anni all’estero. In questi due decenni ho conosciuto le realtà più diverse della nostra comunità italiana grazie al mio lavoro e al mio impegno sociale. Sono nata a Vignola in Emilia nel 1966 in una famiglia contadina con pochi soldi ma tantissimo affetto. Mi sono laureata in Scienze politiche all’Università di Bologna con il massimo dei voti. Sono sposata e ho una figlia di undici anni.Nel 1990 parto per la Germania. Emigro per curiosità professionale e culturale avendo l’occasione di lavorare come lettore alla Christian-Albrechts-Universität di Kiel. Parallelamente insegno italiano ai figli di emigrati a Kiel, e più tardi, ad Amburgo. Per aiutare i giovani italiani a trovare posti di lavoro, nel 1994 inizio a collaborare ad Amburgo con l’associazione tedesca BQN che si occupa della formazione lavorativa di giovani stranieri. Nel 1996 mi viene proposto di lavorare a Colonia sotto il patrocinio del Ministero del welfare tedesco come responsabile italiana del progetto Pro Qualifizierung. Collaborando con diverse aziende nel Nordreno-Westfalia promuovo la qualificazione dei nostri connazionali disoccupati o minacciati dalla disoccupazione.Nel 1999 il patronato Ital mi offre l’occasione di diventare la responsabile d’ufficio a Berlino. In questo lavoro sto quotidianamente in stretto contatto con le con le famiglie e gli anziani.

 
Parallelamente fondo nel 2001 l’associazione degli emiliano-romagnoli di Berlino. Insieme alla Regione Emilia-Romagna l’associazione propone serate culturali ma anche iniziative per promuovere contatti commerciali fra cooperative ed imprenditori emiliano-romagnoli ed imprese tedesche. Per la UIM ed insieme a famosi gastronomi italo-tedeschi subito dopo la strage di Duisburg, nell´agosto 2007, fondo a Berlino, a Colonia e a Villingen l’iniziativa “Mafia? Nein danke!”. In quei giorni tanti media in Germania scrivono: `Dove c’è pizza, c’è mafia´. L’iniziativa fa vedere che è vero il contrario: dove ci sono italiani c’è un forte No alla mafia – in Italia, in Germania, dappertutto. Anche grazie all’iniziativa “Mafia? Nein danke!”, nel dicembre del 2007, 44 ristoratori italiani a Berlino denunciano una richiesta di pizzo e la polizia tedesca è in grado di catturare gli estorsori. Nel 2007 sono fra i fondatori del Partito Democratico essendo eletta nell’assemblea costituente dalle democratiche e i democratici in Europa. Ho fatto parte della commissione per il Manifesto dei Valori e nell´ottobre 2007 sono stata nominata componente del Coordinamento Nazionale del Pd, grazie a Walter Veltroni ed Enrico Letta.

DA LUXURIA A SANTANCHE', L'ADDIO DEI SILURATI. Addio al Parlamento del veterano Fausto Bertinotti, che dopo aver guidato Montecitorio è stato tagliato fuori. Fuori anche il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio ed Enrico Boselli, leader e candidato-premier del Partito Socialista.

L'operazione ghigliottina, condotta dalla soglia di sbarramento, ha fatto cadere le teste di tutti e quattro i leader dei partiti della sinistra che avevano dato vita alla sinistra Arcobaleno. Anzi tre, visto che Oliviero Diliberto, segretario del Pdci aveva già deciso di lasciare il suo seggio ad un operaio della Tyssenkrupp, Ciro Argentino, che però, dato l'esito elettorale, non approderàa Montecitorio, rendendo nullo il sacrificio di Diliberto. . Addio al Parlamento del veterano Fausto Bertinotti, che dopo aver guidato Montecitorio è stato tagliato fuori due volte: come leader della Sinistra Arcobaleno e come segretario del Prc. Restano fuori anche il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio e Fabio Mussi, il 'capo' della Sinistra Democratica. 'Silurati' anche Enrico Boselli, leader e candidato-premier del Partito Socialista, e Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay. Seggi preclusi anche per il 'trio' della Destra: Daniela Santanché, Francesco Storace e Teodoro Buontempo. Non varcheranno i portoni del Parlamento (almeno per questa sedicesima legislatura) neanche gli antagonisti del Pd, Willer Bordon e Roberto Manzione che avevano dato vita all'Unione Democratica dei consumatori. Stop alle goliardate e alle provocazioni di Francesco Caruso: il no global che aveva fatto il suo esordio alla Camera 'traghettato' dal Prc questa volta è rimasto al palo insieme alla pattuglia della Sinistra Arcobaleno. Stesso destino per Luxuria, la prima trans in Parlamento che proprio per il suo 'status' era stata presa di mira dall'azzurra Elisabetta Gardini che voleva imporre alla collega l'utilizzo della toilette destinata agli uomini.
EX MINISTRI E BIG - Siederanno ancora in Parlamento molti degli ex ministri del governo Prodi (ma non il presidente del Consiglio uscente). Alla Camera ci saranno, ad esempio: Massimo D'Alema; Pierluigi Bersani, Enrico Letta, Giuseppe Fioroni, Cesare Damiano o Livia Turco. Al Senato l'ex presidente di Palazzo Madama Franco Marini e Rosy Bindi. Tra i nomi noti del centrosinistra, a Montecitorio anche Piero Fassino. Tornano anche tutti i big del centrodestra. Leader a parte, alla Camera ci saranno: Giulio Tremonti; Claudio Scajola; Franco Frattini; Antonio Martino e Stefania Prestigiacomo. Alla Camera rientra anche l'ex ministro Mirko Tremaglia. Dalla Campania arriva Alessandra Mussolini. Ancora alla Camera Ignazio La Russa e al Senato Altero Matteoli, entrambi in odore di ministero. E poi i tre Roberti della Lega: Maroni, Castelli e Calderoli. Con il Carroccio torna il Parlamento anche Stefano Stefani, sottosegretario nel governo Berlusconi del 2001, che ebbe gli onori delle cronache per una gaffe che costò uno 'sciopero' del turismo da parte dei tedeschi. Al Senato arrivano il governatore della Lombardia Roberto Formigoni e Marcello Dell'Utri.
I PORTAVOCE
– Sbarca in Parlamento un nutrito gruppo di collaboratori dei 'big' dei partiti: da Sandra Zampa, capo ufficio stampa di Romano Prodi, eletta alla Camera in Emilia Romagna, a Silvio Sircana (eletto al Senato in Campania) a Franco Ricardo Levi eletto alla Camera in Sicilia. Dello stretto entourage veltroniano, viene eletto Walter Verini. E poi ci sono Piero Martino, ex portavoce di Dario Franceschini, eletto alla Camera in Sicilia. La collaboratrice di Giuseppe Fioroni, Luciana Pedoto, eletta alla Camera in Campania e dovrebbe entrare (il condizionale è legato alle opzioni, ma la scelta sembra certa) anche quello di Antonio Martino, Giuseppe Moles, alla Camera in Basilicata. Sbarca a Montecitorio anche il braccio destro di Pier Ferdinando Casini, Roberto Rao.
GIORNALISTI E EDITORI - Eletto al Senato con il Pdl nel Lazio l'editore Giuseppe Ciarrapico, già missino e amico di Giorgio Almirante. Sempre con il Popolo della Libertà alla Camera in Toscana è stata rieletta l'ex direttrice del 'Secolo d'Italià Flavia Perina; la giornalista della 'Stampa' Fiamma Nirenstein (che entra alla Camera con il Pdl in Liguria) a ancora, al Senato, con il Pdl l'ex direttore del 'Resto del Carlino' Giancarlo Mazzuca. Non si è ricandidato il direttore del 'Riformista' Antonio Polito, nella scorsa legislatura senatore dei democratici; mentre ritorna il giornalista di 'Europa', Francesco Garofani, eletto alla Camera in Liguria. Con i democratici viene rieletto al Senato anche Sergio Zavoli.

La vittoria di Berlusconi su tutti i giornali tedeschi. "'Highlander' Berlusconi è tornato","Gli italiani hanno un debole per i patriarchi e i commedianti. Silvio Berlusconi è entrambi". Ma quello che è veramente vergognoso è quanto scrive "Sueddeutsche Zeitung".

Fotografie di un Berlusconi sorridente in campagna elettorale dominano le pagine web dei principali quotidiani e settimanali tedeschi. "'Highlander' Berlusconi è tornato", è il titolo scelto dal quotidiano Bild, mentre il Tagesspiegel parla di "chiara vittoria ai punti". "Berlusconi ottiene la maggioranza assoluta al Senato", titola il settimanale "Der Spiegel", che nota: "è stato animatore di locali notturni e rappresentante di aspirapolvere, è comparso sette volte per corruzione davanti a un tribunale e ha già governato per due volte come premier - e ora torna di nuovo alle leve del potere". Ma sentite questa: "Gli italiani hanno un debole per i patriarchi e i commedianti. Silvio Berlusconi è entrambi", commenta il quotidiano liberale "Sueddeutsche Zeitung". Le sue affermazioni in campagna elettorale "fanno temere che voglia nuovamente usare il suo potere per combattere la giustizia, rendere sicuro il suo impero mediatico, coltivare il suo ego da patriarca. In campagna elettorale ha sì promesso di voler risanare il Paese. L'esperienza insegna però a non credergli. Per cui c'è da temere che l'Italia abbia perso le elezioni".  

Le elezioni legislative italiane aprono le prima pagine dei siti web delle principali testate, che con accenti diversi attribuiscono la vittoria a Silvio Berlusconi. In Germania sotto il titolo "Berlusconi ottiene la maggioranza assoluta" il settimanale 'Der Spiegel' parla del "trionfo di Silvio Berlusconi" e ricorda che "adesso torna di nuovo alle leve del potere. Il Cavaliere, come in Italia lo chiamano con un misto di ammirazione e disprezzo, è tornato". Il settimanale «Focus» titola che "il Cavaliere vince in entrambe le Camere e torna al potere", mentre il settimanale «Stern» scrive che "Berlusconi si appresta a formare il governo". In un lungo commento il settimanale 'Die Zeit' titola "Berlusconi, ancora una volta" e scrive che si è trattato di "un risultato amaro per l'Italia, che non promette nulla di buono". Secondo il settimanale di Amburgo, la vittoria del 'PdL' "fa compiere all'Italia un grosso passo indietro ed aumenterà ulteriormente la distanza dal resto dell'Europa". La 'Zeit' sottolinea che "Veltroni ha perduto, ma comunque è riuscito a creare un nuovo e forte partito di centro-sinistra. Il futuro potrebbe appartenere a lui ed al suo partito, ma la domanda è quando. E c'è da chiedersi quale futuro avrà l'Italia fino ad allora". Il Berliner Morgenpost critica Francesco Rutelli per la sua incapacità di raggiungere un accordo elettorale con Rifondazione comunista. Al contrario di Berlusconi, che è "riuscito a unificare lo schieramento di destra, conciliando le posizioni moderate e di destra con quelle dei separatisti estremisti della Lega Nord di Umberto Bossi". Il secondo canale pubblico, Zdf, si sofferma invece sulla "incredibile notte elettorale", riferendosi ovviamente al voto posticipato di ore. Giudizio: "Un caos totale".

Un nostro giudizio sulla stampa tedesca? Una antipatia totale.

'Trionfo per Silvio Berlusconi' è il titolo anche del settimanale tedesco DER SPIEGEL. Il Popolo delle Libertà stravince le elezioni, insieme a Lega e Mpa. Veltroni ammette sconfitta. Fuori dal Parlamento Bertinotti, Diliberto, Pecoraio Scanio. Fini presidente della Camera.

 

Silvio Berlusconi è "commosso" e abbraccia tutti gli italiani. Leggendo una identica breve dichiarazione in diretta a 'Porta a Porta', a 'Matrix', a Sky Tg24 ringrazia "con tutto il cuore" per "la prova di fiducia". Ma intanto ricorda di sentire "una grande responsabilità, perché i mesi e gli anni che l'Italia ha davanti saranno difficili. Richiederanno una prova di governo di straordinaria forza e di capacità riformatrice". "Io opererò con tutto il mio impegno - promette - mettendo a frutto tutta la mia esperienza per i prossimi cinque anni, che devono essere decisivi per l'ammodernamento del Paese. Rifiuti, piano casa, aiuti alle famiglie, Alitalia, grandi opere, senza prendere provvedimenti fiscali: sono alcune delle priorità indicate da Berlusconi, che ammette di aver "gradito" gli auguri di buon lavoro di Walter Veltroni e conferma "una assoluta apertura ad un fruttuoso dialogo con l'opposizione sulle riforme". Fino a ipotizzare di rimettere in piedi una commissione bicamerale sul modello di quella presieduta da D'Alema. Il Cavaliere ha già la mente rivolta alla squadra di governo che, dice "non ci vorrà molto tempo a fare". "Ho già parlato con Gianfranco Fini, ho parlato con Bossi. Ho già tutto in testa. Questa volta sarà tutto più facile - assicura - perché abbiamo bisogno di uomini esperti, che abbiano la conoscenza dei problemi del paese e che possano mettersi immediatamente al lavoro. E le donne saranno almeno quattro".

VELTRONI AMMETTE SCONFITTA Con la moglie e le figlie, Veltroni ha vissuto sin dal primo pomeriggio l'altalena dei dati elettorali, passando dall'ottimismo degli exit poll alla doccia fredda delle proiezioni. Ma al suo fianco, in un continuo via vai tra le stanze del loft, il segretario del Pd ha voluto lo stato maggiore del partito, da Massimo D'Alema a Beppe Fioroni, che sono saliti con lui sul palco al momento del riconoscimento della sconfitta "perché oggi - spiegano uomini a lui vicini - si è anche avuta la prova che il partito è vivo e vegeto e anche unito".Nelle ultime settimane, girando le piazze italiane, il capo dei democratici aveva veramente creduto che lo slogan 'si puo' faré poteva diventare oggi "l'abbiamo fatto". Obiettivo non centrato come subito, arrivando verso le 20 nella sala stampa allestita in un ex mercato del pesce, Veltroni riconosce, concedendo l'onore delle armi al suo sfidante che chiama, per la prima volta, per cognome: "Ho telefonato a Berlusconi per dargli atto della vittoria ed esprimergli l'augurio di buon lavoro".

SINISTRA FUORI DAL PARLAMENTO; BERTINOTTI LASCIA GUIDA Il verdetto delle elezioni non ammette appelli: la Sinistra arcobaleno resterà ferma un giro. Fuori dal Parlamento e orfana del suo leader. Come annunciato ad inzio della campagna elettorale, infatti, Fausto Bertinotti lascia ufficialmente la guida della cosidetta 'Cosa rossa'. "La sconfitta è netta e di proporzioni impreviste" dice senza giri di parole. La Sinistra deve fare 'mea culpa' e, parallelamente, aprire una riflessione sugli sbagli commessi: "Abbiamo fatto un errore di previsione e questa è la prima cosa da indagare", osserva Bertinotti. Il futuro però è quanto mai incerto. L'assenza del Pdci di Oliviero Diliberto, ad esempio, non è passata inosservata. I Comunisti italiani hanno deciso di aspettare i risultati nella sede del partito, e per il segretario Diliberto una delle 'colpe' del risultato è da attribuire all'assenza della falce e martello dal simbolo. A chiedere una resa dei conti sono anche i Verdi di Pecoraro Scanio.

Stoccarda: 33.980 le schede votate, 8027 i plichi non recapitati e resi. Il Consolato Generale ha inviato 92.596 plichi ad altrettanti elettori. Dal Consolato generale d’Italia in Stoccarda riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato.

 Consolato Generale d'Italia in Stoccarda

Concluse alle ore 16 del 10 aprile le operazioni di voto per le elezioni politiche all'estero. Nei giorni scorsi il sen. Micheloni aveva lanciato l'allarme: "Per quanto concerne il voto all'estero, il caos è praticamente certo", aveva detto il presidente del Comitato parlamentare per gli Italiani all'Estero. Da Stoccarda arriva ora una denuncia consolare contro l'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE): "In misura molto maggiore rispetto al 2006 alcuni comuni, anche importanti, non hanno riversato i loro elenchi AIRE al Ministero dell’Interno, con grave danno per gli elettori e con notevole aggravio di lavoro per il Consolato Generale". Come previsto dalla legge, oggi, giovedì 10 aprile 2008, alle ore 16.00, si sono concluse le operazioni per il voto all’estero in questa circoscrizione consolare.
    Il 26 marzo 2008 il Consolato Generale aveva provveduto ad inviare, tramite una tipografia di fiducia, i plichi dell’elenco pervenuto da Roma che comprendeva 91.134 elettori, cui se ne sono aggiunti altri 1.462 inviati direttamente dal Consolato Generale, relativi a posizioni regolarizzate nei giorni seguenti previa acquisizione della autorizzazione del Comune competente. In totale dunque il Consolato Generale ha inviato 92.596 plichi ad altrettanti elettori.
Entro il termine predetto del 10 aprile, sono pervenute al Consolato Generale 33.980 schede votate, che sono state debitamente sistemate in bolgette diplomatiche per l’invio a Roma mediante volo speciale previsto per sabato 12 aprile.
    I plichi non recapitati e restituiti a questo Consolato Generale sono stati 8027.
    In misura molto maggiore rispetto al 2006 alcuni comuni, anche importanti, non hanno riversato i loro elenchi AIRE al Ministero dell’Interno, con grave danno per gli elettori e con notevole aggravio di lavoro per il Consolato Generale.
    I Comuni che hanno adottato tale inspiegabile comportamento sono: Licata, Sannicandro Garganico, Corigliano Calabro e Bosa ed altri della Sila calabrese ed, in misura minore, anche Napoli e provincia e San Marco in Lamis.
    Anche questa volta l’elenco provvisorio presentava un numero considerevole di posizioni cosiddette "SOLO MIN", cioè di elettori verosimilmente trasferiti o rimpatriati, 5034, di cui almeno 500 erano stati cancellati nelle precedenti tornate, ma puntualmente rimaterializzati nell’elenco provvisorio giunto in marzo da Roma. In breve, tali procedure adottate dai comuni italiani sono all’origine del mancato recapito di gran parte dei plichi.
    Si sono infine registrati casi (6 segnalazioni) di plichi anomali con schede mancanti o schede bianche, che sono stati prontamente sanati con l’invio del duplicato. La stessa cosa è stata fatta nel caso di plichi non recapitati ad elettori che si trovavano nell’elenco provvisorio.
    Almeno per quanto concerne la responsabilità di questo Consolato Generale, non si sono registrate irregolarità o disfunzioni. 

Conferenza nazionale dei giovani italiani di Germania. A cura del Cav. Stefano Lobello, Coordinatore dell’Intercomites Germania.

Dott. Giuseppe Scagliano

Da più di un anno 22 giovani che vivono in tutte le parti del mondo stanno lavorando sulla tematica: giovani italiani residenti all’estero. Questo gruppo è stato convocato a Roma dal CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) per preparare “ la prima conferenza mondiale dei giovani italiani nel mondo” prevista per la fine del 2008 a Roma.Lo scorso dicembre si è tenuta a Stoccarda una prima conferenza nazionale dei giovani italiani in Germania. Hanno partecipato 30 giovani provenienti da tutte le circoscrizioni consolari. Tenendo conto del successo della conferenza di Stoccarda e dell’interesse dei giovani, l’Intercomites ed il CGIE Germania hanno pensato di organizzare, sempre in preparazione alla Conferenza Mondiale di Roma, un’altra conferenza nazionale dei giovani a Francoforte sul Meno il 31 maggio ed il 1° giugno 2008. Il Console Generale ed il Comites di Francoforte hanno accolto la richiesta dell’Intercomites-CGIE e stanno organizzando un evento che vedrà coinvolti 90 partecipanti così s u d d i v i s i :

Per questo, invito tutti i giovani (dai 18 ai 30 anni) a candidarsi entro il 20 aprile 2008, spedendo una biografia (Curriculum) al proprio Comites. 

Fino a questo momento, tutto è stato basato sul non-profit e sul volontariato di chi ha deciso di dedicare il proprio tempo per informare la nostra collettività. In questi tempi dove tutto è basato sugli interessi personali lucrativi, questo è un fenomeno di grande rilievo e rivolgo quindi un ringraziamento particolare a tutti coloro che hanno contribuito alla pubblicazione di questo numero.

Dott. Giuseppe Scagliano

Nr.

 

Città

 

Nr. Giovani residenti

sul territorio

 

Giovani da

selezionare

 

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

 Amburgo       

 Berlino

 Colonia

 Dortmund

 Francoforte

 Friburgo

 Hannover

 Mannheim

 Monaco

 Norimberga  

Saarbrücken

 Stoccarda

 Wolfsburg

2.625

6.409

20.110

10.702

21.161

8.318

3.852

2.824

6.949

5.232

4.270

24.064

1.774

3

5

12

8

14

6

5

3

6

5

4

14

3

L’estero si astiene: votano 4 italiani su dieci. Il materiale elettorale dei cinque continenti verrà trasferito a Castelnuovo di Porto, dove lunedì si svolgerà lo spoglio. Cinque edifici a disposizione, con milleduecento seggi e un esercito di «diecimila persone» tra scrutatori, rappresentanti di lista e forze dell’ordine.

 

Sono in volo le buste con i voti dei connazionali all’estero. Arriveranno nel pomeriggio di oggi: in più di un milione e duecentomila hanno già scelto. Meno di due anni fa: hanno dato la loro preferenza per le politiche poco più di quattro aventi diritto su dieci, l’affluenza è scesa di un punto e mezzo di percentuale. Si è fermata al 44,88% sui plichi effettivamente recapitati.
Non molto, ma è un indice di tendenza. C’è chi parla di disillusione, il sogno di un contributo alla democrazia dell’Italia oscurato dai sospetti sul voto del 2006, chi dice problemi delle poste, chi «stranezze» di troppe buste non arrivate ai destinatari. In Sudamerica invece la partecipazione è stata molto più alta: 58,53%, addirittura del 63,04% in Argentina. La percentuale viene calcolata in relazione alle buste davvero consegnate, perché tutto il voto estero si è svolto per corrispondenza, e questo, a detta di molti, dal Pdl al Pd, è uno degli aspetti più controversi, da cambiare, della legge sul voto per i nostri connazionali.
In conferenza stampa alla Farnesina ieri il vice di D’Alema, Franco Danieli, ha ringraziato tutto il corpo consolare e ha annunciato numeri straordinari per lo scrutinio: le schede del voto estero nel continente americano arriveranno oggi a Fiumicino con un volo speciale. Tra oggi e domani il materiale elettorale dei cinque continenti verrà trasferito a Castelnuovo di Porto, dove lunedì si svolgerà lo spoglio. Cinque edifici a disposizione, con milleduecento seggi e un esercito di «diecimiila persone» tra scrutatori, rappresentanti di lista e forze dell’ordine. Nel 2006 ci fu il caos, per dopodomani si parla di un numero altissimo di «controllori» (oltre cinquecento solo per il Pdl) a tutela della regolarità.Le denunce alla procura della Repubblica sul voto estero sono sei, ma non si esclude che questo numero possa aumentare. A parte quei casi messi nero su bianco e su cui indagherà la magistratura di Roma (due per il Sudamerica, due per gli Stati Uniti e due in Europa) finora ci sono sospetti, e qualche numero che fa pensare: «Non capisco come mai - spiega per esempio il responsabile del voto estero di An Marco Zacchera - la percentuale di votanti sia aumentata così tanto in Argentina e in Brasile». Di sette punti nel Paese di Cristina Kirchner, di due in quello di Lula.

 Ma proprio in Brasile si è svolto un pesante sciopero dei postini: «Abbiamo avuto notizia - racconta Zacchera - di una quantità incredibile di persone che non hanno ricevuto la scheda in tutto il mondo. A tanti che avevano votato nel 2006 non è arrivato il plico. Come mai? E proprio in Sudamerica l’affluenza è aumentata. È legittimo chiedersi se queste buste siano state intercettate. Purtroppo il ministero aveva richiesto la spedizione per raccomandata, ma questo non è avvenuto se non in pochissime nazioni. Le buste in molti casi sono così finite nella cassetta delle lettere. Chiunque avrebbe potuto prenderle».

Ci sono «anomalie» e denunce, ma «si tratta di poca cosa. Questa dei brogli è una campagna che va avanti dal 2006», ha attaccato Danieli. I disguidi sono stati «pochi», il resto è «gossip». Oltre il 7% delle schede non sono state consegnate, ma nel 2006 «furono il 9,20%». Il dato è compatibile con «cambi di residenza non segnalati».
Così dalla Farnesina. Al Viminale, invece, il ministro Amato sta organizzando la cena della trasparenza: porte aperte ai ministri predecessori lunedì sera. Perché il palazzo sarà «una casa di vetro» durante le ore dello scrutinio: non c’è «un cassetto manovrando il quale si modificano i risultati». Il ministro ieri l’ha detto e ridetto, l’ha ripetuto con metafore, biglietti d’invito, annunci di disposizioni speciali, per scacciare i sospetti preventivi e l’incubo delle schede confuse: è stata emanata una circolare che obbliga i presidenti di seggio «a timbrare subito le schede bianche man mano che vengono estratte dall’urna». Le schede devono inoltre essere trattate (così come chiesto dal Pdl) «ad una ad una», e non «a mucchietti»: questo comporterà «maggiore lentezza» nell’arrivo dei risultati.
Invitati a trascorrere parte della notte al Viminale, Pisanu, Scajola, Maroni, Bianco (esclusi per i loro ruoli istituzionali Napolitano e Mancino). Rosetta Iervolino, primo ministro dell’Interno donna, non è stata citata, piccola gaffe. Andrà a cena da Amato Pisanu, almeno per un caffè Maroni. Ma «il rischio di brogli - ha sottolineato Pisanu - si corre altrove».

Partecipazione degli italiani residenti all'estero alle elezioni politiche 2008. Fanno notizia e scalpore la percentuale  ottenuta dai votanti in Argentina salita al 63% contro la "vecchia" del 56%. Profondo senso civico verso la madrepatria da italo-argentini?

di Giuseppe Ceresa

 

Sono state comunicate alla stampa dal Ministero degli Interni le  percentuali definitive sulla partecipazione alle elezioni politiche 2008 degli italiani residenti all'estero. È una media, nel complesso, di poco inferiore  ai risultati delle prime elezioni del 2006. Fanno tuttavia notizia e scalpore la percentuale  ottenuta dai votanti in Argentina salita al 63% contro la "vecchia" del 56%, e quella negativa del 33% degli italiani in Germania, scesa dal "vecchio" 35%. È facile parlare di pizza, pasta, mafia; di certo bisogna stupirsi come gli italo-argentini sentano un così profondo senso civico verso la madrepatria ereditata dai loro bis-bis-bis bisnonni, e che i residenti in Germania , in Francia (30%!), persone che sono spessissimo in Italia, dove possiedono case, terreni, dove risiedono molto spesso i propri genitori, se ne strafreghino delle elezioni. Menefreghismo ancora più evidente se si pensa che il 33% è stato in gran parte raggiunto grazie ai vari patronati, sindacati, gruppi regionali, partiti che si sono prodigati in tutti i modi per maggior motivare l'elettorato a compiere il proprio dovere

Un commento finale. In America Latina si "viaggia" molto spesso a inciuci di ogni genere, a pacchi di schede, a piaceri in grande stile che vedono Ospedali, Istituti culturali, Camere di Commercio, come "merce di scambio", a giri di soldi di varia provenienza. In Europa, in Germania soprattutto votano le persone, vota il singolo il quale perchè vicino all'Italia si sente maggiormente trascurato. Si sente derubato dalla RAI, coi suoi oscuramenti, si sente ignorato dai politici, che si sentono solo quando hanno bisogno. Perciò è portato a ricambiare la classe politica con la stessa moneta: l'assenteismo, il menefreghismo. Prosit!     

Giuseppe Ceresa

 

I tentacoli della 'ndrangheta sul voto degli italiani all'estero. Presunti brogli nel voto degli italiani in America latina sarebbero stati messi in atto dalla cosca Piromalli di Gioia Tauro. Votate circa 50 mila schede bianche.  Nell'inchiesta sono coinvolti Aldo Micciché, e DELL'UTRI che dice: NESSUN AVVISO DI GARANZIA.

Marcello Dell'Utri

Un affarista calabrese da tempo residente in Venezuela; un politico siciliano di primo piano a livello nazionale e la cosca Piromalli di Gioia Tauro, la più potente della 'ndrangheta: sono i protagonisti di una vicenda che riguarda un presunto tentativo di brogli nel voto degli italiani residenti in America Latina. Un tentativo che, ha assicurato oggi il ministro dell'interno Giuliano Amato, dovrebbe essere stato "prevenuto" grazie al fatto che il ministero degli esteri " ha provveduto a garantire che quelle schede non vengano mai perse di vista", dopo la segnalazione, avuta alcuni giorni fa, dai magistrati calabresi. Dalla vicenda, di cui stamani hanno scritto alcuni giornali, emerge che la cosca Piromalli si sarebbe attivata, mobilitando l'affarista Aldo Micciché, presunto emissario del gruppo criminale calabrese in Sud America, per inquinare il voto facendo risultare come votate, anche attraverso il coinvolgimento di consoli onorari ed addetti ai seggi, circa 50 mila schede mai pervenute ai destinatari e che quindi dovevano essere restituite intatte al Viminale. E su quelle 50 mila schede bianche sarebbe stato segnato, invece, il simbolo del partito cui appartiene il big della politica siciliana coinvolto nell'inchiesta. L'affare avrebbe previsto come contropartita per i voti procurati con il broglio, denaro, ma soprattutto la promessa ai Piromalli, della modifica del 41 bis per alcuni affiliati alla cosca detenuti e l'aggiustamento di alcuni processi. Una storia ancora tutta da approfondire ma dalla quale emerge, se le prime risultanze dell'indagine troveranno conferma, la potenza della cosca Piromalli, capace, con il controllo di 50 mila voti, di avere un ruolo in elezioni, come quelle di domenica e lunedì prossimi. Il politico coinvolto nella vicenda avrebbe avuto un colloquio telefonico con Micciché, intercettato dalla Dda di Reggio, in cui si sarebbe fatto proprio riferimento al meccanismo per accaparrarsi le schede bianche. E si tratterebbe di Marcello Dell'Utri che non è però fino ad oggi neppure iscritto nel registro degli indagati.

Barbara Contini

 

Il suo coinvolgimento nella vicenda deriva proprio dalla presunta telefonata con Micciché, personaggio dalla personalità complessa e dal passato turbolento, rifugiatosi da molti anni in Venezuela dopo essere stato condannato in via definitiva in Italia per bancarotta fraudolenta e millantato credito. Dell'Utri in una dichiarazione all'ANSA ha detto di non avere ricevuto alcun avviso di garanzia. "Dell'inchiesta - ha detto - ho letto sui giornali. Non conosco personalmente Aldo Micciché ma l'ho sentito per telefono" e l'ho messo in contatto con Barbara Contini perché "lui si è offerto di occuparsi dei voti degli italiani all'estero". Dell'Utri respinge qualsiasi ipotesi di coinvolgimento in vicende di presunti brogli. "Stiamo scherzando? - dice - Stiamo dando i numeri! Se vogliono sollevare un polverone elettorale, io questo purtroppo non lo posso impedire". Dell'Utri dice di non conoscere personalmente Aldo Micciché e di averlo sentito per telefono. "E' una persona con la quale ero qualche mese fa in contatto per ragioni di energia. Lui in Venezuela si occupa di forniture di petrolio. Io ero in contatto con una società russa che ha sede anche in Italia, per cui - spiega Dell'Utri - conoscendo questi russi ho fatto da tramite". In vista delle elezioni Micciché si sarebbe fatto avanti con il senatore di Forza Italia: "mi ha detto 'Posso occuparmi del voto degli italiani all'estero qui in Sudamerica?'. Io l'ho messo in contatto con la nostra rappresentante, Barbara Contini. Poi il discorso si è chiuso. Questo signore si è interessato di organizzare il voto degli italiani all'estero, come si sono attivate tutte le persone di tutti i partiti e di tutte le latitudini. Quindi non vedo dove sia la materia del contendere". "Micciché - dice ancora Dell'Utri - è un personaggio peraltro notissimo in Italia.
E' stato amministratore della Dc negli anni '60-'70. Credo che a suo tempo abbia avuto delle vicende giudiziarie legate a Tangentopoli. Per il resto è un cittadino che vive da molti anni in Venezuela, con famiglia. Non vedo cosa ci sia di strano". I magistrati della Dda di Reggio Calabria esprimono, da parte loro, irritazione per la fuga di notizie in merito all'inchiesta. "Una fuga di notizie come quella di oggi, in una situazione così delicata - ha detto il pm Di Palma - rischia di avere effetti patologici sul buon esito dell'inchiesta. Non mi interessa tanto il problema del condizionamento del voto, perché è un punto di cui abbiamo parlato per tempo col Ministro dell'Interno e ritengo che quello che dovevano fare, a livello di prevenzione, sia stato fatto, come ha detto Amato. Sono problematiche che non mi riguardano. Quello che mi interessa è il resto dell'indagine, che adesso è tutto compromesso".

ELEZIONI: ESTERO; DANIELI, 41,6% VOTANTI SU PLICHI INVIATI .

Primi dati sul voto degli italiani all'estero: la percentuale dei votanti sui plichi inviati nelle diverse circoscrizioni. Lo ha detto il vice ministro agli Esteri, Franco Danieli, durante un incontro con la stampa. In Germania ha votato il 33,34% (35,80% nel 2006).

ELEZIONI: ESTERO; DANIELI, 41,6% VOTANTI SU PLICHI INVIATI (ANSA)

ROMA 11 APR - Primi dati sul voto degli italiani all'estero: la percentuale dei votanti sui plichi inviati nelle diverse circoscrizioni è stata pari al 41,66% (rispetto al 42,07% delle elezioni del 2006). Lo ha detto il vice ministro agli Esteri, Franco Danieli, durante un incontro con la stampa sui diversi aspetti del voto dei connazionali all'estero. Danieli ha precisato che il numero degli aventi diritto è stato pari a 2.924.202 (rispetto ai 2.707.988 delle elezioni del 2006), mentre il numero dei plichi restituiti con le schede votate è stato pari a 1.204.720 (rispetto a 1.135.617 del 2006).

ELEZIONI: ESTERO; DATI SU PARTECIPAZIONE VOTO (ANSA)

ROMA, 11 APR - Ecco i principali dati statistici, di fatto definitivi, sulla partecipazione al voto degli italiani residenti all'estero, rispetto alle elezioni del 2006. I dati sono stati oggi dalla Farnesina, durante una conferenza stampa del viceministro Franco Danieli: 2008 (nel 2006) - numero aventi diritto 2.924.202 (2.707.988 nel 2006) - numero plichi restituiti con schede votate 1.204.720 (1.135.617 nel 2006) - percentuali votanti su plichi inviati 41,66% (42,07% nel 2006) - percentuali plichi restituiti per 7,18% (9,20% nel 2006) mancata consegna su totale plichi inviati - percentuali votanti su plichi effettivamente 44,88% (46,33% nel 2006) recapitati .

ELEZIONI: ESTERO; PERCENTUALE VOTANTI MAGGIORI PAESI /ANSA

 ROMA, 11 APR - Ecco alcuni dati relativi alla partecipazione al voto degli italiani all'estero, forniti oggi dalla Farnesina durante un incontro con la stampa del viceministro Franco Danieli: Ripartizione buste restituite su plichi inviati 2008 ( nel 2006) Africa,Asia,Oceania,Antartide 39,36% (42,12% nel 2006) - America Meridionale 58,53% (51,81% nel 2006)-  America Sett. e Centrale 36,24% (37,30% nel 2006) - Europa 36,65% (38,44% nel 2006) Paesi di maggiore presenza italiana. Percentuale votanti su plichi inviati: 2008 2006 Germania 33,34% (35,80% nel 2006) - Argentina 63,04% (56,33% nel 2006) - Svizzera 47,32% (50,45% nel 2006) - Francia 30,83% (30,33% nel 2006) - Brasile 47,30% (45,28% nel 2006) - Belgio 31,85% (33,14% nel 2006) - Usa 33,15% (33,33% nel 2006) - Regno Unito 33,32% (34,21% nel 2006) - Australia 37,44% (41,29% nel 2006) - Canada 40,25% (43,34% nel 2006) - Venezuela 37,81% (49,98% nel 2006) - Uruguay 54,50% (63,49% nel 2006).

Michele Cristalli chiede la fiducia e il voto per essere eletto in Parlamento. Nella nuova Italia del Partito Democratico rappresenterà i connazionali residenti in Europa, di cui conosce bene i problemi e per i quali si impegna a trovare rapide soluzioni.

 

Michele Cristalli è nato il 19 novembre 1945 a San Severo (Foggia). Sposato con Franca Bilotta, è padre di due figli: Alessandro e Daniela. Emigrato in Germania nel 1965, ha lavorato per 35 anni in una multinazionale, prima come sindacalista, poi con funzioni dirigenziali nei settori dei servizi interni e logistica. Resosi subito conto dei bisogni, che i connazionali avevano, partecipò nel tempo libero attivamente all’organizzazione di civili associazioni, compagini sportive e squadre di calcio, affinché i connazionali fossero in qualche modo motivati e si avviassero verso una fase integrativa e d’impegno con la società accogliente.
Con la nascita e la crescita dei figli, ebbe a misurarsi con i problemi scolastici. Nel ‘78 fu eletto rappresentante dei genitori della classe tedesca del figlio Alessandro, entrando a far parte dell’Assemblea COASSCIT (Comitato Assistenza Scolastica Italiana), a quel tempo organismo d’emanazione consolare. Convinto che l’Ente fosse da ristrutturare, iniziò una lunga e dura controversia, che si risolse con la necessaria riforma, che, tra l’altro, aprì la partecipazione a pieno titolo dei genitori. Le scelte adottate democraticamente, incisero notevolmente sul futuro scolastico degli alunni italiani. Nel 1980 fu eletto alla presidenza del COASSCIT riformato.
È stato, inoltre, coordinatore dell’INTERCOASSCIT-Germania, membro del COEMIT di nomina consolare e due volte responsabile del COMITES circoscrizionale del Sud Baden, a Freiburg/Br. Attualmente è membro attivo del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE).

Lucia Spiniello, da Donaueschingen, cofondatrice del Partito Democratico in Germania e membro del COMITES di Freiburg in Br., colloquia con Michele Cristalli, candidato PD alla Camera per la Circoscrizione Estero, formulando alcune osservazioni su un certo modo d'impostare la campagna elettorale e di propagandarsi, tenuta fino a questo momento da taluni candidati e, in particolare sulle dichiarazioni, rese dal Cristalli. . La prima considerazione che la Spinello avanza, va riferita all’incondizionata e acritica adesione, da parte dei candidati, ai programmi delle coalizioni d’appartenenza, esposti dai responsabili dei vari schieramenti in lizza.   Cristalli precisa che, pur aderendo alle enunciazioni di base, si è preoccupato immediatamente di ritagliarsi uno spazio, da riservare a particolari interventi a favore e tutela del mondo dell’emigrazione, da cui proviene e di cui fa parte, proponendo e curandone la realizzazione. “Mi sta a cuore, infatti, che si riforma la legge, che regola la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo; la revisione della legge per velocizzare il rilascio dei passaporti e per diminuirne i costi; trovare una soluzione al problema dell’oscuramento dei programmi RAI e MEDIASET; rivalutare il ruolo delle associazioni; rivedere la politica sui giovani, sulle donne e sugli anziani”. Non è poco. Il Cristalli s’è limitato all’essenziale. Conoscendone l’attività, non esito a dichiarare che la sobria esposizione dei dati da parte del candidato, è stata minore di quanto egli abbia in tutti questi anni effettivamente operato, specie in termini di preparazione su specifici argomenti. Sembrerebbero, queste, affermazioni di parte – puntualizza l’interlocutrice -, ma l’effettiva portata del presente intervento è da vedere come contributo alla correttezza politica del candidato, alla sua onestà nel dichiararsi responsabile della riuscita degli impegni, che egli considera presi a tutti gli effetti con i propri elettori, tanto da non tralasciare, nell’accomiatarsi con i connazionali, che vorranno votarlo, con un congedo, chiaro e comprensibile da tutti”.

   Ama riproporre il testo, affinché gli si dia appropriato rilievo nella sua correttezza e dirittura morale:

   “In adempimento di quanto dichiarato nell’intervista, da me ultimamente rilasciata, m’impegnerò, nei limiti del possibile, per attuare i punti suesposti, non solo per serietà politica, alla quale impronto la mia candidatura, la campagna elettorale e caratterizzerò il mio mandato, se sarò eletto; ma anche per contribuire ad eliminare il senso di sfiducia nelle istituzioni nazionali e nei rispettivi rappresentanti, oltremodo diffuso tra i connazionali, indignati dal degrado della politica e amareggiati per tutte le promesse non seguite dai fatti”. 

   È questo un invito esplicito a non disertare il voto – termina la Spinello -, a non deturparlo nella sua essenza di faticata conquista democratica dell’emigrazione. 

Votare, votare, votare. Si, ma per chi? E’ la domanda che si pongono tantissimi dei nostri connazionali. -Io voterei per…- Votare e rispedire la scheda entro il 10 aprile. Anche per alzare la percentuale dei votanti all’estero e spuntare un’arma (lo scarso interesse) di chi vuole eliminare del tutto l’esercizio del diritto di voto nei luoghi di residenza.

 

La domanda che in questi giorni gira tra i nostri connazionali: “Ho ricevuto i plichi elettorali con le liste dei candidati, i certificati e le schede elettorali. Si, ma per chi devo votare? Io questi non li conosco e non ho neanche capito come devo fare!” Si chiedono lumi e chiarezze ad amici, parenti e conoscenti. “Io ho già votato – ci dice tutto soddisfatto un connazionale di Mainz, assiduo frequentatore dal Centro Italiano, e quindi con le idee già molto chiare in fatto di candidati e programmi, oltre che su come votare -. Ho imbucato la busta preaffrancata (con il tagliando del certificato elettorale e la busta bianca con le due schede votate) nel primo pomeriggio di oggi e penso che domani  il mio voto sarà già al Consolato. Tutto molto chiaro, semplice, comodo”.

Certo, per chi arriva all’appuntamento elettorale informato e preparato. Ma in troppi sono ancora molto scettici, non hanno fiducia nei politici, e, purtroppo, probabilmente diserteranno il voto. Se non hanno le idee chiare che almeno votino scheda bianca – diciamo noi -, per alzare la percentuale dei votanti all’estero e spuntare un’arma (lo scarso interesse) di chi vuole eliminare del tutto l’esercizio del diritto di voto nei luoghi di residenza.

Ricordiamo che il voto è personale e segreto ed è proibito votare più volte e inoltrare schede per conto di altre persone. Poiché in Italia accusano continuamente la Circoscrizione Estero di brogli – probabilmente anche per avere un altro motivo per cancellare l’esercizio del voto nei luoghi di residenza - chiediamo a tutti di vigilare sul corretto funzionamento del voto.

Resta comunque la domanda che continua a sorgere spontanea:“ Per chi devo votare? A chi devo dare la mia preferenza? Chi è il candidato all’estero che può farcela e, soprattutto, chi può essere quello che rappresenterà in parlamento le nostre richieste? Che sono tante e che cercano una soluzione!” E inoltre:” Deve essere un candidato della Germania o anche altri, purché combattivi?”

Il presidente del Comites di Francoforte, cav. Stefano Lobello, ha invitato tutti i candidati “tedeschi” ad un incontro perché ha un grande desiderio: veder eletto tra i nostri rappresentanti al Parlamento Italiano almeno un “tedesco”. Se ci fossero le totoscommesse (come nel calcio) punteremmo o su un candidato del Partito Democratico di Veltroni o su un candidato del partito di Berlusconi: Popolo della Libertà. Le possibilità per candidati di altri partiti sono, a nostro avviso, molto limitate. Berlusconi, ma anche Veltroni, continuano a proclamare che votare per i partiti piccoli è favorire l’avversario. Il nostro sistema elettorale prevede il voto di maggioranza. Pertanto il partito che riceve anche 1 solo voto in più degli altri ha la maggioranza in parlamento e può governare da solo.

Per quanto riguarda i candidati per il Partito Democratico punteremmo su Michele Cristalli. Intanto è un candidato “tedesco”. Sembra il candidato con le idee molto chiare. Ha esperienza decennale nel campo dell’emigrazione (basti pensare che viene chiamato “il presidente dei presidenti”). Ha coperto, in pratica, tutte le cariche previste in emigrazione. E poi a noi piace la proposta sull’apertura di programmi Rai criptati. Secondo il suo punto di vista, si potrebbero, mediante accordi tra RAI, MEDIASET e governo, mettere in circolazione Card a pagamento, che attraverso un decodificatore renderebbe libero il segnale. Più o meno come avviene per il segnale digitale terrestre in Italia.

Per il Partito delle Libertà, invece, punteremmo su Massimo Romagnoli. E’ venuto a Mainz ad incontrare la comunità italiana per esporre il suo programma. Ha mostrato interesse per i problemi della nostra collettività. Vuole interessarsi per l’apertura di un patronato a Mainz e per maggiori contributi per il potenziamento e sostegno per alunni italiani che incontrano difficoltà di apprendimento nelle scuole locali tedesche. Ma è piaciuta, soprattutto, la sua proposta di agenzie consolari ogni 50.00 abitanti. Mainz e la Renania Platinato (unica regione in Germania) non hanno un consolato. 

«Così a Colonia ho comprato sei voti». Comincia così l’inchiesta choc del settimanale Tempi, in edicola domani con il Giornale sull’allarme brogli. Il giornalista del settimanale ha raccontato come ha fatto a procurarsi i plichi elettorali. VOTO ’08: UN'INCHIESTA LANCIA L'ALLARME BROGLI SUL VOTO ALL’ESTERO.

Pagandoli cinquanta euro l’uno. «Ho in mano un plico - racconta Rodolfo Casadei - che non trova il suo destinatario e deve tornare all’ufficio del consolato italiano di Colonia, responsabile della spedizione. Invece si trova, insieme a un’altra quasi identica, nelle mie mani. Per due precise ragioni: la prima è che il destinatario ha regolarmente ricevuto quanto gli era stato inviato; la seconda è che successivamente ha deciso di cederla a me in cambio di denaro». La sconcertate scoperta del giornalista italiano è la prova che il voto degli italiani all’estero rischia di essere seriamente falsato. Senza neanche correre troppi rischi, Casadei riferisce di aver peraltro «restituito i plichi intatti ai destinatari legittimi, poveri diavoli sui quali non c’è motivo di infierire». Ma come ha fatto a procurarsi quei plichi? Casadei racconta di essere entrato in un bistrot italiano di Ehrenfeld, quartiere della prima periferia di Colonia popolato di italiani e di turchi, che gli era stato «segnalato come uno di quelli al centro di collette di voti a favore di un candidato». Secondo le sue informazioni «il gestore del locale avrebbe pagato alcuni ragazzi per procurarsi plichi chiusi ancora da votare, da girare a un candidato della Destra. Appena dentro il bar, «gli avventori cominciano a parlare ad alta voce dello schifo della politica italiana e dello schifissimo del voto italiano all’estero. “Hanno già cominciato a chiedere le schede come l’altra volta” - racconta -. “Se un giornalista sente le cose che stiamo dicendo gli si rizzano tutti i capelli in testa”. “Io a casa ho sette schede”». Sembra fatta, con tanto di tariffario. Ma i prezzi sono alti, oscillano tra 800 e 10mila euro. Troppo, visto che secondo un candidato Udc al Senato residente a Colonia, Rosario Cambiano, «bastano 5 euro». Il giornalista lo contatta per saperne di più, «ma lui taglia corto e si defila: “Sì, l’ho già detto, il prezzo finale è 5 euro. Chi porta le buste al collettore riceve 3 euro l’una, poi quel signore le rivende al candidato per 5 euro. Ma guardi che ci sono molti altri problemi in questo voto”».

 

Dietro le incongruenze «fra gli elenchi dell’Aire, quelli in possesso dei consolati e quello in base a cui il ministero degli Interni fa spedire le schede agli elettori» infatti si nasconde «un altro grandissimo casino», scrive il giornalista, che racconta di essere entrato in contatto con una famiglia italiana «nella quale la giovane moglie, dell’età di 23 anni, ha ricevuto insieme alla scheda per la Camera anche quella per il Senato, benché in quest’ultimo caso l’età per il voto sia fissata a 25 anni. E con un’altra famiglia dove un ragazzo di 15 anni – quindici anni! – ha ricevuto un plico elettorale a lui intestato contenente una sola scheda: quella per il Senato...». E scrive che «entrambi me le hanno lasciate per ricordo». Gratis. Non basta. Ci sono anche i connazionali che i plichi non li hanno ricevuti. L’ultimo giorno utile, ricorda Casadei, era lo scorso 29 marzo. «Poi bisogna andare a protestare al consolato», ma lo fanno in pochi. A una famiglia è arrivato solo un plico, anziché sei. In un palazzo ne mancano altri 17. Colpa di un postino «distratto» o di qualche ladro abile che ha saccheggiato in tempo la cassetta della posta. «Ma non è affatto necessario rubare i plichi per ottenerli. Spesso basta andare per le case. Carmelo Bruna, capomastro di origine siciliana, ha ricevuto una visita mercoledì sera: «Si sono presentati due signori giovani e mi hanno detto: “Siamo del partito di Berlusconi. Se la pensa come noi ci dia per favore le buste. Ci pensiamo noi a votarle”. Io gli ho risposto: “Ma non sono nemmeno ancora arrivate!”. I visitatori - conclude - potevano in realtà essere di qualsiasi partito. Gira voce che il più grosso dei gruppi organizzati che vanno in giro a chiedere i plichi agli italiani alle elezioni passate avesse fatto incetta di plichi per un candidato donna dell’Unione che ha sfiorato l’elezione». Chissà cos’altro aspetta il governo per intervenire.

 

Comunicato Stampa dell’Intercomites Germania. Sabato 15 marzo l’Intercomites Germania (Comitato dei Presidenti e CGIE) ha incontrato i candidati alle elezioni politiche italiane residenti in Germania. Purtroppo però non tutti hanno risposto all’invito. Erano presenti.

Laura Garavini

Sabato 15 marzo l’Intercomites Germania (Comitato dei Presidenti e CGIE) ha incontrato i candidati alle elezioni politiche italiane residenti in Germania.  Lo scopo dell’incontro, voluto da tutto l’Intercomites nella riunione del 23 e 24 febbraio 2008,  era presentare  e conoscere il programma politico dei  candidati italiani residenti in Germania. L’incontro si è tenuto a Francoforte sul Meno  il DGB-HAUS di Francoforte Wilhelm-Leuschner-Saal – Teil A (Wilhelm-Leuschner-Strasse 69-77). Nonostante i tempi ristretti e le difficoltà avute per conoscere i nominativi dei candidati e i loro recapiti sono stati invitati tutti i candidati. Purtroppo però non tutti hanno risposto all’invito. Erano presenti

per il PD  Daniela Di benedetto, Laura Garavini e Michele Cristalli;

Per l’UDC Maurizio Giangreco;

Per il PDL Mario Caruso e Carmelo Pignataro;

Per la Sinistra Arcobaleno Gianfranco Rizzuti

Per l’Italia dei Valori Pasquale Vittorio

Non sono intervenuti i candidati dei partiti:

- Altra Sicilia per il Sud

- Partito Socialista

- La Destra

 

Michele Cristalli

La riunione ha riscosso notevole successo grazie al pubblico intervenuto malgrado l’assenza di tantissimi Presidenti Comites (presedenti solo i Presidenti di Francoforte, Friburgo ed Hannover),  dei membri del CGIE, dei Dirigenti di partito e della maggior parte della stampa locale,   è invece  da evidenziare la presenza di  quasi tutti i consiglieri del Comites di Francoforte. L’incontro è stato coordinato dalla dott.ssa Paola Fabbri. Dopo una breve presentazione ogni candidato ha illustrato il proprio programma ( i temi centrali dei vari programmi sono: la scuola, la disoccupazione, gli anziani, la Rai, i disabili, l’ associazionismo, i carcerati etc.). Nel dibattito successivo il pubblico ha posto domande riguardanti l’integrazione, le  strategie per sensibilizzare gli elettori – etc.  Sono state poste anche domande sull’assenza di molti candidati, di molti presidenti Comites e dei membri del CGIE.  E’ stato anche chiesto se queste assenze possano celare dei malumori interni ai partiti per le scelte delle candidature.

Tutti i presenti al termine del dibattito hanno auspicato che, contrariamente a quanto avvenuto nelle elezioni del 2006,  venga eletto almeno  un parlamentare italiano residente in Germania.

Cav. Stefano Lobello

Coordinatore del Comitato dei Presidenti

 

 

 

Per chi votare e perchè...

di Giuseppe Ceresa

 

Siamo alla seconda tornata delle elezioni politiche nelle circoscrizioni estere. È la seconda volta che gli italiani residenti all'estero ed iscritti all'AIRE, votano per il Parlamento italiano, Camera e Senato. Ci sono voluti quasi sessantanni di repubblica per arrivare a questo, per superare sbarramenti ideologici, per sconfiggere paure di conseguenze catastrofiche, che sarebbero seguite a questo voto. Voto che è servito a poco o nulla ai cosiddetti italiani "esteri", e molto ai partiti, visto che la coalizione di centro-sinistra è campata due anni grazie alla maggioranza dei senatori ottenuti nelle circoscrizioni estere. Votare è giusto per far capire come era ingiusto nei confronti degli emigranti l'effettivo impedimento ad esprimere il loro voto. È  giusto far sentire la voce dell'italiano lontano dalla madre patria, farlo sentire figlio lontano, non abbandonato. Per questo il voto deve andare a chi sempre ha creduto nel diritto di rappresentanza in Parlamento di tutti i cittadini, nel diritto di esprimere un voto uguale  senza essere divisi in cittadini di prima e seconda categoria. I gruppi che sono confluiti nella lista del Popolo della Libertà hanno sempre creduto in questo. Dai Comitati Tricolori, agli Azzurri nel Mondo, ai Padani all'Estero, alle associazioni regionali, tutti hanno lottato perchè gli emigranti abbiano rappresentanti che esprimano le loro esigenze, i loro problemi non persone che rappresentino  solo interessi di partito. Di tutti gli eletti della  sinistra alle ultime elezioni nella Renania non ho mai visto nessuno, non ho mai sentito interessarsi qualcuno dei nostri problemi che non sono pochi. Qualcuno del centro destra si è fatto presente, vedi ad esempio Romagnoli, ha cercato di far qualcosa in Parlamento per gli "italiani" lontani. Purtroppo comandavano gli altri, quelli che avevano promesso mari e monti...Vediamo ora di rimediare a questo, cerchiamo di cambiare le carte in tavola, di sperare in un futuro migliore ricco di impegno e di promesse mantenute da parte dei nostri eletti!

Giuseppe Ceresa

 

I dolori dell’anziano Silvio e del giovane Walter

 

I dolori dell’anziano Silvio e del giovane Walter, il grande sognatore del Pl. Ma uno dei grandi dolori del Cavaliere, in questi tempi, è senz’altro il Milan che ora arranca per arrivare al quarto posto per tentare di rientrare nella prossima Champions.

 

Il “giovane” Walter, il grande sognatore del Pd, ha i suoi dolori. Ma anche l’”anziano” Silvio del Pdl non se la passa meglio. La campagna elettorale è una brutta, faticosissima, bestia, e non si può sempre fare secondo i propri desideri. Uno dei grandi dolori del Cavaliere, in questi tempi, è senz’altro il Milan. Campione del mondo per club, certo, ma già eliminata dalla Champions dal giovanissimo Arsenal. Il Milan, una squadra anziana per la quale si parla da tutte le parti di “rifondazione” (ironia delle parole) e che ora arranca per arrivare al quarto posto per tentare di rientrare nella prossima Champions. Se non ce la facesse sarebbe un disastro totale. E il Cavaliere, presidente della squadra, sta lì a rodersi. Primo perché ha perso (e la cosa non fa certo bene alla sua immagine per il prossimo scontro elettorale), secondo perché non può rafforzare la squadra secondo i suoi sogni perché, certo, il premier (così spera lui e milioni di italiani con lui) di un Paese in crisi non può permettersi di spendere centinaia di vecchi miliardi per prendere magari Ronaldinho. Sarebbe un insulto agli italiani che non arrivano alla quarta settimana del mese con il loro stipendio, sarebbe una vergogna nazionale, sarebbe una bella crepa per la sua credibilità. Proprio come succedeva ad Agnelli quando la Fiat era in crisi e non poteva far d’oro la sua amata Juve. E così il Cavaliere rosica, come dicono a Roma, e non si dà pace.

Altro dolore per il Cavaliere, l’età. E’ un po’ come il suo Milan: stanco, logorato da tante partite e tante battaglie, battuto in casa da un baby Arsenal, bisognoso di aiuti. Per uscire dalla metafora calcistica il Cavaliere nella sfida delle elezioni (13 e 14 aprile, ricordiamolo per i distratti) si trova davanti un avversario molto più fresco e combattivo. Non giovanissimo (Walter avrà 53 anni a luglio), ma tanto più giovane dell’"anziano" Silvio (72 anni a settembre). Certo, conta il cervello, conta l’esperienza, contano le idee, conta il programma, contano tante belle cose, ma in questo momento il baldanzoso Walter dà un’immagine di sé parecchio energica (basti pensare al giro d’Italia che sta facendo in pullman) mentre il Cavaliere si mostra un po’ stanco, un po’ affaticato, un po’ appannato. Oltretutto non promette miracoli come in altre occasioni e nell’elettorato genera più preoccupazioni che speranze a forza di dire che siamo in una situazione disastrosa, che ci vuole coraggio a prendere in mano (ammesso che gli riesca) la situazione in cui versa l’Italia. Tanto che tutte le volte che si sente ripetere la solita litania viene spontaneo suggerirgli: bene, lascia perdere, ritirati e guardiamo cosa sa fare qualcun altro, tipo Veltroni o tipo Tremonti. Come se tutto questo non bastasse il Cavaliere (come del resto Veltroni coi radicali) ha da guardarsi in casa propria e tenere a bada un tipino piuttosto scalpitante come Fini. Quello che il Cavaliere ha più volte indicato come il proprio delfino (salvo poi di tanto in tanto indicare come tale anche Tremonti e di recente Giovanardi) ha sì deciso di liquefarsi nel Pdl annullando di fatto An (ma guardiamo cosa deciderà il partito in un congresso autunnale) ma a certe condizioni. Quelle ad esempio di dire la sua su tutto.

No a Casini (che forse l’”anziano” Silvio sarebbe stato disposto a riprendere, nonostante i capricci) no a Mastella (cui forse l’”anziano” Silvio aveva fatto qualche promessa nel momento in cui fece cadere il governo Prodi), no a candidature macchiate da inchieste e condanne (guardiamo come andrà a finire questa vicenda quando saranno resi noti i nomi dei candidati del Pdl).
Ma non finisce mica qui. Perché in più Fini (o qualche consigliori eminente) deve aver suggerito al Cavaliere di abbandonare i toni pacati che aveva tenuto da sempre nei confronti del “giovane” Walter. Fino ad oggi il Cavaliere (forse anche rispettando gli accordi sottobanco fatti prima delle elezioni con Veltroni che quasi sicuramente sfoceranno in un governo di larghe intese dopo le elezioni) aveva mantenuto un tono molto sobrio nei confronti dello sfidante. I suoi strali velenosi, semmai, erano stati indirizzati verso Casini, leader di quell’Udc, che non aveva voluto sottostare alle sue condizioni di alleanza e che rischia (correndo da solo con la Rosa Bianca) di fargli perdere le elezioni o perlomeno di far precipitare il Senato in una situazione di quasi ingovernabilità come quella con cui ha dovuto convivere per due anni Prodi. Insomma l’avversario che il Cavaliere doveva battere sembrava più Pierferdi che Walter. Ora invece con l’apertura della campagna elettorale, il Cavaliere sembra aver aperto le ostilità anche con Veltroni, attaccato a più riprese e definito ironicamente: ”L’innovatore, il giovane praticante della politica, il sindaco moderno che invece di laurearsi si è diplomato in fiction e che in politica ci sta da 40 anni”. Parole strane per Berlusconi che fino all’altro giorno si era mostrato all’avversario come un Cavaliere sicuro di vincere e pronto a concedere all’avversario l’onore delle armi. O Fini, geloso oltre che del bel Casini anche del ”giovane” Walter, gli ha fatto cambiare idea, o i sondaggi snocciolati in ogni momento (“siamo sempre avanti di dieci punti rispetto al Pd”) non sono poi così veri.

L’onorevole Massimo Romagnoli incontra la comunità di Mainz e si impegna per l’apertura del patronato ACAI EUROPA in loco.