Ci affidiamo,come sempre,

alla comprensione del lettore e alla sua indulgenza .

     

 

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Vuoi diventare tedesco? Devi sostenere un esame come per la patente di guida. 33 domande con 4 risposte. Una è quella giusta. Devi indovinarne almeno 17 (la disgrazia). 310 domande complessive. Il test si può scaricare dal sito del governo tedesco. Ho letto le domande e sono convinto che la signora tedesca del negozio sotto casa non arriverebbe a indovinarne 17.

Una novità di rilievo per gli stranieri, in particolare per quelli che vengono dall’Unione Europea, è quella rappresentata dalla pubblicazione dei test per ottenere la cittadinanza tedesca (che gli italiani possono richiedere mantenendo la propria). Si tratta di 310 domande complessive, a cui si risponde segnando una delle quattro risposte allegate. Per ogni esaminando ne saranno automaticamente scelte 33. Di queste ultime, 17 dovranno risultare corrette. Il test si può scaricare dalla home del governo tedesco, ma è reperibile anche in forma cartacea. L’iniziativa è ottima, diciamolo subito per evitare equivoci. Però, come sempre, ci sono dei “però”. Abbiamo iniziato a compilare le risposte. Che non sono difficili per un cittadino modello, di quelli che ogni giorno leggono un giornale, o magari più di uno, per confrontare le diverse interpretazioni; uno di quei cittadini che si interessa di diritto e della Costituzione, che possiede in casa una buona biblioteca, o comunque sa come si consulta una biblioteca pubblica. Non è un test difficile per chi ha dimestichezza con internet e con i motori di ricerca, per chi sa cos’è Wikipedia o comunque ha visto, in un qualche momento della sua vita, un’enciclopedia.

Proprio questo è il punto. Se ne avessi la possibilità, vorrei sottoporre 33 di quelle domande, scelte a caso, alla maestra d’asilo di mia figlia, all’amministratore di casa o alla signorina del chiosco che, ogni mattina, mi vende il giornale. Mi risponderebbero che non ne hanno bisogno, perché sono già tedeschi di nascita. Giusto. Ma se lo facessero, supponiamolo per un momento, vogliamo scommettere che nessuno dei tre arriverebbe alle richieste 17 risposte esatte? Invece al migrante, quello venuto qui per lavorare in fabbrica o al cantiere, che da venti o trent’anni se la cava benissimo sia con la lingua che con la Costituzione, magari senza conoscere bene né una né l’altra, è richiesto di sapere ciò che l’amministratore di un condominio, la maestra d’asilo o la commessa di un chiosco non sanno e non sapranno mai. Perché a loro, nella loro vita quotidiana, per vendere un giornale o per educare un bambino, quelle nozioni non servono. Consigliamo ai lettori di compilare il test, di rimetterci anche qualche giorno di riposo. La doppia cittadinanza è importante. Da parte nostra continueremo a lavorare perché le cose dell’immigrazione siano a misura dei migranti.

 

 

Il mio meridione: la terra di noi terroni. “…accattateve ‘e seggie!” Ernesto, guardiamacchine abusivo autorizzato.

Il mio meridione: la terra di noi terroni. …accattateve ‘e seggie!”

Forcella-Napoli. Grida, voci, colore, detersivi, sigarette, whisky, radioline, filmetti porno, dischi, accendini, pizze fritte, jeans, taralli, poi improvvisamente un ragazzino che passa di corsa: “ ‘A finanza ‘a finanza!!!”
Tutto sparisce, tutto si muove, tutto cambia. Una connetta che vendeva stecche di sigarette, in un lampo, butta le sigarette all’interno del banchetto di legno, ci si siede sopra e, sollevando per aria la sedia, sulla quale fino a poco prima era seduta, comincia a gridare come un’ossessa:

“ ‘E seggie…’e seggie…accattateve ‘e seggie!” ( Le sedie, le sedie, compratevi le sedie!)
 

“Come vi chiamate?”
“Ernesto, guardiamacchine abusivo autorizzato.”
“Come autorizzato? Autorizzato da chi?”
“Dagli abusivi dotto’.”
“E da quanto tempo fate questo lavoro?”
“ Da venticinque anni, adesso però mi sono fatto vecchio e lascio il posto a mio figlio Salvatore, d’altra parte è lui il primogenito, gli spetta. Vedete dotto’, fare il guardiamacchine oggi è un mestiere troppo impegnativo. Non è più come una volta che uno guardava e basta. Adesso il cliente vi lascia la macchina in mezzo alla strada e vi dice: “ Ernè, vidatella tu “, e io che faccio? Io non tengo nemmeno la patente. Subentrando mio figlio Salvatore invece è tutta un’altra cosa: lui guida, fa le manovre, e farebbe contenta la spettabile clientela. Perché senza offesa dotto’, io qua tengo per clienti i migliori avvocati di Napoli.”

 

T E L E C A N T O
Due risate, due risate, che ci fanno
tanto bene alla salute, qui, da noi, sono
sempre benvenute.
T E L E C O N T O
Due risate, due risate, in un mondo che
s’incavola e discute, assicurano l’eterna
gioventù. E c c e l l e n z a, provi a riderci un pò sù.

 

Questo al mio fianco
è lo stato maggiore
della società barzellette
 
Io so' u' mejo
 

zitto tu.io sono il più grande

 

si...il più grande
nel raccondare
barzellette

Gera'... non dirlo a nessuno.
Dallaprossima partita invece
di 5 Euro te ne darò il doppio.
 

Grazie preside'.
Allora dalla prossima partita
prenderò 55 Euro.

Salvatore MENDOLA (FIAM Italia Mainz), attuale presidente-onorario della società, è, tra i nostri connazionali, uno degli imprenditori più importanti. Basti pensare che ha alle dipendenze ben 12 operai. Non sempre, però, è andata cosí. Quand’era piccolo, un giorno,mentre portava in giro una mucca, incontrò un parente. „ Dove vai, Salvato‘?“- chiese il parente. „ Vado a far montare la vacca dal toro.“ rispose Salvatore. „Ma come.! – protestò il parente – E‘ un lavoro che deve fare tuo padre.“ E Salvatore: „No,no...lo deve fare il toro.!“
 

Antonio LOPES è l’ultimo acquisto della società. „Quello che più ci piace del tuo gioco – gli hanno detto – sono i tuoi passaggi di prima“. Ha risposto: „ Sono buoni, veramente, anche quelli di adesso.“
 

Mendola Emanuele è, senza ombra di dubbio, insieme al fratello Salvatore uno dei pilastri della società. L’uno è stato vice-presidente, l’altro presidente ed attuale presidente-onorario. Durante l’ultima festa dei giocatori, Emanuele, ad amici, decantava le sue conquiste giovanili. A quei tempi, alla attuale moglie, era solito dire: „ Lo so che, quando mi guardi, ti turbo“. Al che la moglie: „Sí, ma adesso più che un...turbo...sembri un diesel.“
 

E DIO CREÒ L’UNIVERSO (Ina)
Si era nella notte dei tempi. Il piccolo Dio era nel suo lettino con gli occhi sbarrati. Nel buio, perchè la luce non c’era. Dopo trecento anni che tentava di dormire, si alzò per andare in bagno. Ma il bagno non c’era, la cucina non c’era, il frigo non c’era, la televisione non c’era... Non c’era nulla, ma proprio nulla di nulla: e infatti era il nulla assoluto. Ed ecco che il piccolo Dio creò la luce. La fece dodici ore sí e dodici ore no, perchè il papà Padreterno gli aveva detto: „Poi la bolletta della luce la pago io!“. E dopo la luce creò acqua, gas e telefono. Poi creò delle palle e le appese immobili nel cielo. Poi le fece girare, e subito fu un gran giramento di palle.
 

Antonio TOSCANO è il nuovo allenatore della FIAM Italia Mainz. Ci ha confidato: “ Appena me lo hanno proposto ho subito firmato..., prima che ci ripensassero.”
P E N S I E R I N O:
Se questa è la giusta via ,
aiutaci tu.... maronna mia.

 

 

 

Mario Lopes è stato uno dei presidenti della Italia Mainz. Escogitò, poco dopo la nomina, un abile espediente per far ingoiare ai soci pesantissimi aumenti di quota sociale, il famoso Beitrag, dovuto al fatto che doveva pagare i premi-partita ai giocatori.
Dopo aver fatto sapere in giro che la quota sarebbe stata aumentata del 100 per cento lasciava che per un po’ si scatenassero le furibonde proteste dei soci, dopodichè, col sorriso di beneficenza che si è soliti distribuire ai sudditi, annunciava che l’aumento sarebbe stato solo del 50 per cento. I soci ringraziavano convinti di aver risparmiato la metà.
L’unica cosa che lo faceva andare in bestia era quando gli dicevano:
“ Il Milan? E’ come la barzelletta. Fa solo ridere...”

 

 

Ai tempi di Lopes, il giocatore in continua combutta col presidente era Rosario Parisi. In particolar modo quando Lopes usava il patteggiamento della metà invece del doppio. Non c’era partita dove i due non si rimbeccassero. Ultimamente Parisi aveva tacciato il presidente di padrONE.
Che esagerato il nostro Parisi nell’usare gli accrescitivi ( padre-padrONE ).
Nel caso dell’allora presidente Lopes, è proprio il caso di dirlo, era più appropriato il diminutivo : padrino.



Foto:(Pasquale Ferraiuolo, Rosario Parisi, Giovanni Carlino)
 

 

Il cassiere della F.I.A.M. Italia Mainz, anche lui ossessionato dai conti che non tornano, in occasione dell’ora legale, scattata qualche domenica fa, ha avuto la geniale idea di introdurre, nella società, l’ANNO LEGALE.
Praticamente un ANNO avanti. Come dire due anni in uno. Così i soci, in un anno, il Beitrag, lo pagano due volte.


Foto:
(Vincenzo Reale)
 

 

IL SOCIO ASTUTO

Un socio smaliziato
fu da tutti candidato
per entrare in comitato
ma si oppose, non c’è andato!
Se in società mi metto,
quant’è vero, ci rimetto;
in confronto a quei marpioni
fo’ la fine dei minchioni!



Foto:
(Mario Lopes)
 

   

La strage degli innocenti o delle innocenti?

   

In un castello non lontano da Betlemme, un re cattivo e malvagio di nome Erode chiese al suo specchio:„Specchio specchio delle mie brame, chi è il più divino del reame?“. E lo specchio :
 

„Di divino in casa c’è
chi lo è assai più di te
egli è nato in una stalla
sappi che non è una balla
è venuto fin quaggiù
e si chiama Bambin Gesù!“


„Faccio una strage!“ urlò Erode, e, preso dalla rabbia, andò in garage e fece a pezzi sia la Miniminor che la Lambretta: LA STRAGE DELLE INNOCENTI.


Foto:
(Luigi, Celeste, Diandra, Daria) al corso di italiano)
 

 

Incontro-scontro al campo di Bretzenheim dopo l’ultima partita di campionato, tra il presidente dell’Italclub Mainz e lo Sportleiter dell’Italia Mainz, Gerardo Patria. Il presidente dell'Italclub non ha fatto altro che decantare le meraviglie che godranno, con l’inizio del campionato, i suoi giocatori: ingaggi, premi partita, bevande, scarpe, sigarette e per concludere ha detto: “ I nostri giocatori li porteremo sul campo col carro...”. “ Si...funebre.”- ha risposto Gerardo.


Foto:
(Felice Iovino)