I fratelli Patria:10 anni di fedeltà.

Sono come lo stereo – ha detto il presidente – ad alta fedeltà. Pietro, Paolo ed il fratello maggiore Gerardo rappresentano il successo della società. Non c’è dubbio che è stato fatto un notevole salto di qualità negli ultimi anni. Senza di loro , probabilmente, la società non sarebbe arrivata in Bezirksliga. Quante proposte hanno avuto...! Quante offerte tentatrici sono state fatte loro...! Si parla addirittura dell’Eintracht Frankfurt Non hanno mai ceduto. „ „E‘ la nostra società – hanno detto – è la società alla quale siamo legati, dove abbiamo trovato tanti amici. Non riusciamo a vederci in altre società, anche perché noi siamo e rimaniamo intenzionalmente ed affettivamente legati al proprio mondo d’origine, alla propria cultura, alle proprie tradizioni e rifiutiamo più o meno consciamente ed apertamente il nuovo ambiente. In tutti noi – così Pietro e Paolo – lasciatecelo dire, c’è diffidenza, magari inconscia, verso l’ambiente tedesco.“ A dire il vero ci fu un momento in cui avevano deciso di andare via. Si racconta che un bel giorno dissero: „ Vorremmo cambiare aria“. Il presidente corse subito a comprare un numero esagerato di ventilatori che ancora oggi si possono ammirare al centro-sportivo della società.
Con loro e grazie a Gerardo, il vertice societario si è aperto ad investimenti, abbattendo quel muro di incomprensioni, di incompatibilità che si trascinava dietro da anni. Sono stati loro a far capire , finalmente, che una società di calcio non si porta avanti con giocatori raccogliticci che si trovano per strada o in piccole società calcistiche, bensì con i grandi giocatori, giocatori esemplari. Come loro.
Mai insufficienti, sempre determinanti, arieti indispensabili al gioco della squadra. Anche gli scettici si sono accorti del loro valore: torri indispensabili in difesa (Paolo), bulldozer inarrestabili in attacco (Pietro), colonne difensive della squadra (Gerardo), implacabili nella marcatura, trampolino di lancio per l’attacco.
Hanno riconquistato i tifosi, li hanno riportati, la domenica, al campo sportivo. Ora tutti noi, finalmente, ridiamo, dopo che, per anni, avevamo sorriso...di scherno.
Alfonso Coccioli

   

DEDICATO A PASQUALE

Caro Pasquale,
è proprio vero che i migliori vanno via prima degli altri. Altrimenti come faremmo a rovinarci la vita tra di noi. Tu sei andato senza darci neanche il tempo di dirti grazie. Grazie per il lavoro che per anni, con serietà ed abnegazione, superando le non poche difficoltà, hai svolto per tutti noi e per la tua comunità con passione e il fermo proposito di raggiungere gli obiettivi che tutti quanti noi ci eravamo prefissi.
Ora sei nel regno dei buoni e sicuramente di tanto in tanto sei al cospetto di Lui ed hai la possibilità di scambiare con Lui qualche pensiero
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Ricordati di noi, di tanto in tanto, e quando siedi vicino a Lui chiediGli di fare in modo che, intorno a noi, la gente sia più vera. ChiediGli che si faccia qualcosa perchè finiscano presto le cose che abbiamo visto. Cose che abbiamo visto e mai avremmo voluto vedere. ChiediGli che la gente sappia quel che fa e che la gioventù futura non veda mai più, nemmeno in Tivù, le cose che abbiamo visto. DomandaGli cosa si deve fare per far cessare l’inimicizia; chiediGli se è mai possibile che non possa bastare neanche l’amicizia.

A. Coccioli