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Partita la 1. conferenza mondiale dei giovani. A Roma fino al 12 dicembre. I delegati saranno 416. Il 52% sono ragazze. Gli italiani all’estero tra i 18 e i 35 anni sono il 24%. Secondo gli schedari consolari – datati 31 dicembre 2007 – sono 3.870.000 gli italiani residenti all’estero: di questi, i giovani sono 929.249. A parte i delegati provenienti dall’estero, sono stati invitati altri 200 giovani residenti in Italia. |
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E’
partita
la 1.
conferenza mondiale dei giovani,
indetta
nel luglio scorso dal Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini.
Si
svolge a Roma nella sede della Fao fino al 12 dicembre.
L’esigenza di convocare una conferenza dei giovani italiani e di origine
italiana nel mondo è stata manifestata negli ultimi anni, con grande
determinazione, dalle nostre collettività all’estero, al fine di
valorizzare le nuove generazioni e favorire il consolidarsi del loro
rapporto con il nostro Paese. Secondo gli schedari consolari – datati 31 dicembre 2007 – sono 3.870.000 gli italiani residenti all’estero: di questi, i giovani, compresi in una fascia di età dai 18 ai 35 anni, sono 929.249 pari al 24% del totale. La maggior parte vive in Europa e Nord Africa (501.659- 53,9%), quindi in America Latina (308.212 - 33,1%); seguono i Paesi Anglofoni (94.000 - 10,1%). Altri 25.378 vivono in Asia e nelle restanti parti del mondo (2,9%). A Roma i delegati saranno 416, distribuiti in proporzione alla consistenza della collettività giovane (compresa tra i 18 e i 35 anni) residente nelle aree di riferimento. I delegati sono in maggioranza discendenti di italiani, loro stessi cittadini italiani, ma sono stati scelti anche tra gli oriundi e tra i rappresentanti delle nuove migrazioni (ricercatori, professionisti, imprenditori, artisti, lavoratori). Il 52% dei delegati è di sesso femminile e il restante 48% maschile. L’età media è attorno ai 27 anni. A parte i delegati provenienti dall’estero, sono stati invitati altri 200 giovani residenti in Italia tra studenti, professionisti, imprenditori, lavoratori, esponenti del mondo dell’arte, della cultura e dello sport.I temi di interesse prioritario per i giovani sono emersi dai già citati incontri "giovani – Paese" organizzati in 22 Paesi dai rispettivi Comites; essi vertono su identità italiana e multiculturalismo, lingua e cultura italiana, informazione e comunicazione, mondo del lavoro e lavoro nel mondo, rappresentanza e partecipazione. Su queste cinque tematiche saranno articolati i lavori della Conferenza, affidati ad altrettanti moderatori individuati dalla Dante Alighieri tra personalità del mondo accademico e del giornalismo quali Paolo Peluffo, Nicola Piepoli, Pierluigi Vercesi, Mario Morcellini, Francesco Delzio, Renzo Prencipe e Graziano Tassello. Nel Comitato organizzatore, composto da 30 membri, sono presenti tra gli altri, il Sindaco di Roma, membri del Senato e della Camera dei Deputati, rappresentanti dei Ministeri interessati (Istruzione, Beni Culturali, Gioventù, Affari Regionali), del Cgie, esperti in tematiche giovanili. Ne fanno parte anche cinque rappresentanti delle Regioni individuate tra quelle che abbiano dimostrato un particolare interesse per le tematiche inerenti le nuove generazioni di italiani (o corregionali) all’estero. Il Comitato organizzatore ha avuto il compito di deliberare in merito alle iniziative necessarie per la realizzazione della Conferenza. In particolare, esso ha deliberato in ordine ai temi che formeranno oggetto del dibattito, ai criteri per la scelta degli invitati nonché sul Regolamento della Conferenza. Il Comitato ha anche nominato, al suo interno, cinque membri del Comitato Esecutivo che si è riunito sotto la direzione del Sottosegretario Alfredo Mantica per dar seguito alle decisioni del Comitato organizzatore. |
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Lista dei Delegati della Germania alla Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo. Programma dei lavori della Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo - (Roma 8 - 12 Dicembre 2008) |
Programma dei lavori della Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo (Roma 8 - 12 dicembre 2008) DOMENICA 7 DICEMBRE (durante il giorno arrivo dei delegati) Ore 19,30 Serata di benvenuto offerta dal Comune di Roma (Hotel ES, Via Filippo Turati, 100) LUNEDI’ 8 DICEMBRE Ore 9,00 Registrazione dei delegati 10,30 Conferenze Paese e Continentali 13,00 Pausa colazione 14,30 Ripresa lavori 18,00 Interruzione lavori Sera libera MARTEDI’ 9 DICEMBRE Ore 9,30 Costituzione gruppi tematici e inizio lavori 13,00 Interruzione lavori Pomeriggio libero – sera libera MERCOLEDI’ 10 DICEMBRE Ore 8,00 Trasferimento delegati alla Camera dei Deputati 10,00 Inizio Conferenza. Interventi Presidente della Camera dei Deputati, Presidente del Senato, Presidente della Repubblica 12,00 Trasferimento FAO e colazione 14,30 Indirizzi saluto Sindaco di Roma, Segretario Generale CGIE, Presidente Conferenza dei Presidenti delle Regioni. 15,00 Relazione Ministro degli Affari Esteri 15,30 Plenaria: interventi 15 delegati (5 per ogni Area geografica) 18,30 Interruzione lavori Sera libera GIOVEDI’ 11 DICEMBRE Ore 9,30 Lavori gruppi tematici 12,30 pausa colazione 14,00 Interventi membri Governo: Ministro della Gioventù, Ministro dell’Istruzione, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Ministro per i Rapporti con le Regioni. 15,00 Ripresa lavori gruppi tematici 18,30 Interruzione lavori 20,30 Serata offerta in collaborazione dal Ministero dell’Istruzione e dalle Regioni VENERDI’ 12 DICEMBRE Ore 9,30 Discussione e approvazione documenti tematici. 12,30 Pausa colazione 14,00 Interventi personalità (Presidente Emerito Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, On. Piero Fassino). 15,00 Plenaria 17,00 Lettura e approvazione Dichiarazione finale 17,30 Intervento Ministro degli Affari Esteri 18,00 Termine Conferenza
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Giovani uniti contro l’abbandono sociale e la criminalità organizzata dal 26 al 28 novembre all’università di Bochum. Per tre giorni ragazzi provenienti da quartieri periferici italiani e tedeschi presenteranno i loro problemi quotidiani. Uno dei punti più importanti dell’evento sarà la visione del film „Gomorra“ tratto dal libro di Roberto Saviano e un dibattito sulla Calabria e la ’ndrangheta. |
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Abbandono sociale ed urbano, criminalità organizzata e criminalità
giovanile, uso ed abuso di droghe pesanti, immondizia che brucia e
sparatorie per le strade: questi sono solo alcuni problemi che verranno
tematizzati durante il progetto „Periferia“ dal 26 al 28 novembre
all’università di Bochum. L’accento verrà posto sulle problematiche
situazioni dei quartieri popolari meridionali (da Roma a Palermo) che
verranno analizzati, discussi e visualizzati facendo inoltre un
confronto con le periferie tedesche. Varie classi scolastiche di scuole
del Nord Reno-Vestfalia parteciperanno al progetto. Organizzatore del progetto, Daniel Ganzert, ha in precedenza visitato le scuole per prepararle alla tematica. Il signor Ganzert è italo-tedesco, ha 25 anni e studia Italianistica alla Ruhr-Universität di Bochum. Dopo un anno di preparazioni per l’evento finalmente è tutto pronto: tre giorni di programma completo – per ciascuno c’è qualcosa d’interessante! Venuti direttamente dalle periferie di Napoli, Palermo, Roma e Calabria i giovani avranno la possibilità di mostrare le loro capacità: a parte concerti live (Rock, Rap) verrano mostrati anche dei film cui seguiranno delle discussioni. Ulteriori punti del programma di „Periferia“ saranno uno spettacolo teatrale, una mostra d’arte e un grande murales. Lo scopo del progetto è quello di sensibilizzare gli studenti sulle problematiche delle periferie italiane e nello stesso tempo dare la possibilità a giovani italiani di conoscere altre realtà europee; un modo diverso di rappresentare se stessi e di mettere in mostra le proprie capacità artistico-sociali; un vero e proprio scambio culturale che mira alla collaborazione tra città e giovani lontane/i attraverso viaggi e dibattiti accompagnati da musica e arti visive. Tutto questo è importante al fine di attivarsi contro la criminalità organizzata: legalità al posto di illegalità. |
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Uno dei
punti più importanti dell’evento sarà la visione del film „Gomorra“
tratto dal libro di Roberto Saviano (Originale con sottotitoli
tedeschi). Sarà proiettato il 27 novembre alle 15 al cinema HZO 20
dell’università di Bochum. Dopo la visione ci sarà un dibattito in una
aula vicina. Giovani provenienti dalle zone rappresentate nel film
parleranno delle loro esperienze (sarà presente anche il gruppo musicale
di Scampia ’A67). Giovedì 27.11.2008* Ore 10 al muro del Kulturcafé/Musisches Zentrum - Concetto di graffiti dedicato all’evento con i writers KOZIMOE, DOMUS, ARSENIC, TESO & BOREX 73 (Roma, Napoli, St. Petersburg & Dortmund)* 15:00 – 17:00 al cinema dell’università HZO 20Presentazione: Napoli Nord (Scampia, Melito, Secondigliano)Visione del film „GOMORRA“ (in italiano con sottotitoli in tedesco) -> discussione col pubblico insieme agli ’A67 (18:00-20:00 nella sala HGB Venerdì 28.11.2008 * 12 – 14 nella sala HGB 40 (Geisteswissenschaften)Presentazione: Tor Bella Monaca (Roma) Visione del documentario „Tor Bella Monaca“ -> discussione col pubblico insieme al regista e i ragazzi di Tor Bella Monaca * 14 – 16 nella sala HGB 10 (Geisteswissenschaften)Presentazione: Calabria e ’ndrangheta - Dibattito con lo scrittore Antonio Pelle („Geboren in San Luca“) e il regista Francesco Sbano („Uomini d’onore“) con video-materiale esclusivo. |
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Giovani all'erta. Il Consolato Generale di Francoforte assume un impiegato. Possono partecipare alle prove i candidati in possesso del diploma di istruzione secondaria di 1° grado o equivalente ; abbiano la residenza in Germania da almeno due anni. Per maggiori informazioni: Consolato Generale d’Italia in Francoforte sul Meno, Kettenhofweg 1 – 60325 Frankfurt am Main(entro e non oltre il 19 novembre 2008) |
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Il Consolato Generale d’Italia in Francoforte sul Meno rende noto che indice una prova selettiva per l’assunzione di un impiegato a contratto da adibire ai servizi di assistente amministrativo nel settore segreteria-archivio-contabile. I candidati dovranno dimostrare di possedere una buona conoscenza delle lingue italiana e tedesca nonché una adeguata conoscenza dell’uso di attrezzature informatiche. Possono partecipare alle prove i candidati in possesso dei seguenti requisiti : 1) abbiano, alla data del presente avviso, compiuto il 18° anno di età; 2) siano di sana costituzione; 3) siano in possesso del seguente titolo di studio: Diploma di istruzione secondaria di 1° grado o equivalente ; 4) abbiano la residenza in Germania da almeno due anni. Le domande di ammissione alle prove per l’assunzione, da redigersi secondo il modello disponibile presso il Consolato Generale d’Italia in Francoforte sul Meno, dovranno essere presentate entro trenta giorni dalla data di affissione del bando (entro e non oltre le ore 24.00 del giorno 19 novembre 2008 – farà fede la data del timbro postale), su carta libera, indirizzata al Consolato Generale d’Italia in Francoforte sul Meno, Kettenhofweg 1 – 60325 Frankfurt am Main. In base agli elementi acquisiti dalle domande presentate in tempo utile, sarà formato un elenco dei candidati ammessi a sostenere le prove che saranno convocati a mezzo di comunicazione scritta inviata agli interessati almeno 10 giorni prima della data fissata per le prove stesse. Per maggiori informazioni si prega di voler consultare il sito internet www.consfrancoforte.esteri.it dove è anche disponibile un fac simile di domanda, oppure rivolgendosi al numero di telefono 069/7531139 o di fax 069/7531148. |
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La strage di Castel Volturno nel Vesuviano: guerra di camorra od attentato alla sovranità dello Stato? È un voler dimostrare che qui comanda la Camorra, che sostituisce lo Stato! Maroni parla di guerra dichiarata allo Stato e invia militari a presidiare la zona. di Giuseppe Ceresa |
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È stata una strage, si è sparato nel gruppo, indipendentemente se vi erano spacciatori o semplici passanti; è stato come mettere una bomba in un luogo pubblico. Chi si trova o passa ci rimette la vita: è semplicemente un trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ha ragione Maroni quando parla di guerra dichiarata allo Stato, ha ragione quando invia 1000 militari a presidiare la zona, ha ragione di impegnare il Governo in una guerra, nella guerra alla criminalità organizzata, nella guerra alla Camorra. Come in Sicilia ai tempi della Mafia che applicava la strategia del terrore con i vari attentati ai Chiesa, ai Falcone , ai Bersellino, nel tentativo di destabilizzazione della società italiana. Come in Sardegna, quando l'anonima sequestri faceva sparire la gente come neve al sole, seminando il terrore non solo nell'isola, ma in tutta Italia. Allora si mandò l'esercito, come lo si rifà oggi, allora era giusto farlo, come lo è oggi. Il parlare di regolamento dei conti, di voler mettere, da parte della Camorra, tutti in linea, è probabilmente un aspetto, una conseguenza diretta del gesto, ma sicuramente non è il fine primario di gente che , senza scrupoli, commette una strage. Quanto è accaduto è un voler creare insicurezza, instabilità, è un voler terrorizzare quei 11000 immigrati, regolari od irregolari, che fanno parte integrante delle 25000 persone, che compongono la popolazione di Castel Volturno. Questa non è una manifestazione di razzismo, la stragrande maggioranza della popolazione accoglie favorevolmente gli stranieri. Questo è un voler colpire un gruppo che stenta ad integrarsi, che è poco protetto dalle autorità, un gruppo composto nella stragrande maggioranza da una manovalanza, spesso senza permesso di soggiorno e sempre senza una qualifica, ma che è quasi metà della popolazione di Castel Volturno. È un voler dimostrare a questa gente che qui comanda la Camorra, che sostituisce lo Stato! È un grosso rischio, è come innestare la miccia ad una bomba ad orologeria, è una voler creare una situazione analoga a quella che portò in Francia, non molto tempo fa, alla rivoluzione delle periferie abitate dagli emigranti emarginati, senza lavoro, senza futuro, Qui il Governo deve da una parte combattere la Camorra applicando la Legge col pugno di ferro, rivedendo magari i termini di carcerazione preventiva, la lentezza dei processi, gli arresti domiciliari. Dall'altra deve dare a questi immigrati il senso dell'autorità, della presenza dello Stato, accompagnandolo anche col dare loro una speranza su un positivo futuro nel nostro paese. Giuseppe Ceresa |
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La casta dei sindacati, sono loro il grande male del nostro Paese. E se non ci libereremo al più presto di questa casta di mandarini protetti e garantiti, di questi califfi pasciuti a suon di contratti e ricatti, l’Italia non ha futuro. Qualcuno mi sa spiegare perché in Italia hanno diritto di veto su ogni piano industriale? I capi sindacati non rappresentano più i lavoratori, non rappresentano più il lavoro. |
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È per questo che da sempre i sindacati hanno fatto fallire ogni tentativo di salvataggio dell'Alitalia. Forse vale la pena di ricordare: non è solo la questione delle ultime ore, degli ultimi mesi. È da anni che si mettono di mezzo, ogni volta che c'è un acquirente: anziché accendere un cero e sperare che finalmente arrivi qualcuno a riparare le loro malefatte, questi bonzi troppo satolli hanno sempre trovato un motivo per contestare, una clausola da inserire, un paletto da piantare. Alla fine tutti i compratori se la sono data a gambe levate. Sono i professionisti dello sfascio, i principi dell'autolesionismo, i gran visir della catastrofe. I sindacati non rappresentano più i lavoratori, non rappresentano più il lavoro. Ma ottengono ancora un potere di interdizione enorme: qualcuno mi sa spiegare perché in Italia hanno diritto di veto su ogni piano industriale? Qualcuno mi sa spiegare perché hanno voce in capitolo su ogni riforma sociale? Il rischio è lo stallo, loro non desiderano altro: le inefficienze garantiscono le rendite di posizione. Così i sindacati si oppongono al rinnovamento della pubblica amministrazione, non vogliono il cambiamento della scuola, protestano contro il salvataggio delle Ferrovie. Da anni bloccano l'introduzione del macchinista unico sui treni, da anni bloccano la quotazione di Fincantieri, da anni bloccano il mercato del lavoro e la crescita dei contratti aziendali. Sono arrivati perfino a boicottare e a contestare le imprese (come Fiat e Della Valle) che aumentavano gli stipendi ai dipendenti. Tanto ai sindacalisti, ricchi di un patrimonio incontrollabile, che importa del salario di chi lavora? Non hanno mai tutelato le buste paga, hanno sempre preferito tutelare il loro potere. E così sono diventati i signori del No: no allo sviluppo, no al futuro, no, soprattutto, al buon senso. Sono rimasti fermi al Medioevo economico e vorrebbero portarci al seguito. A meno che, per una volta, non siamo noi a dire «no» a loro. Per salvare l'Alitalia ormai è tardi, per salvare l'Italia ancora no. |
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Tatuaggi: troppi, PERICOLOSI e ormai anche fuori moda. E il Real Madrid li vieta ai suoi giocatori. I giocatori non potranno più farsi disegnare sul corpo senza il permesso della società. È un fatto d'igiene e niente di più, spiegano a Madrid. Ma l'impressione è semplicemente, non se ne può più. |
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È partita la crociata ai tatuaggi, troppi in tutto il mondo. Sui corpi dei calciatori e su quelli delle star, ma anche sui ragazzi comuni. In Europa a lanciare la guerra ai tatuaggi è una squadra di calcio come il Real Madrid. I giocatori non potranno più farsi disegnare sul corpo senza il permesso della società. A convincere il presidente Ramón Calderón a imporre la stretta è stato lo staff medico della squadra, per cui "i tatuaggi sono un focolaio di infezioni" e quindi "possono pregiudicare la salute dei calciatori". È un fatto d'igiene e niente di più, spiegano a Madrid. Ma il veto spagnolo, il primo nel tatuatissimo mondo del pallone, è solo l'ultima battaglia in una guerra contro ago e inchiostro che si combatte in tutto l'Occidente. In Italia sono i Comuni ad avere introdotto limiti e divieti: a Bologna da maggio chi fa un tatuaggio a un minorenne senza l'autorizzazione dei genitori rischia una multa da 80 a 500 euro. Anche qui si tratterebbe "solo di ragioni igieniche, nessun pregiudizio estetico", come precisa il sindaco Sergio Cofferati. E intanto le poste di Bolzano hanno mandato a casa un postino tatuato "perché avrebbe potuto intimorire i destinatari delle lettere". La rinuncia ai tatuaggi può anche essere un modo per evitare di farsi uccidere: gli Stati Uniti hanno vietato ai soldati in Iraq e Afghanistan di mostrare avambracci disegnati durante le missioni, "per non offendere la sensibilità islamica". E l'esercito italiano "sconsiglia" di farsi addosso scritte, anche sotto la divisa, per ragioni di decoro. Ma l'impressione è che nel rifiuto dei tattoo ci sia sempre dell'altro: semplicemente, non se ne può più. Quattro tatuati su dieci non riescono a guardarsi allo specchio, lo dice una ricerca del dipartimento di chirurgia plastica dell'ospedale San Filippo Neri di Roma. E il primario Maurizio Valeriani spiega: "In Europa ci sono otto milioni di tatuati, era prevedibile che ci sarebbe potuto essere un rigetto". E allora sotto col laser. Interventi chirurgici che costano dieci volte tanto rispetto ai disegni che vogliono far sparire: per cancellare una piccola scritta pagata 50 euro se ne spendono anche 500. E mentre dalla Gran Bretagna arriva la crema che stimola l'organismo a rigettare l'inchiostro, Giuseppe Serra, presidente dell'associazione dei tatuatori, ammette: "In Italia sono tatuati il 30 per cento dei giovani fra i 18 e i 30 anni, sono troppi. E spesso i disegni sono fatti male". Cancellare i tatuaggi è anche una moda, che ha il suo epicentro negli Stati Uniti: la cantante Britney Spears ha speso 2mila dollari per farsi togliere dal collo la scritta "Kabbalah" e l'attore Charlie Sheen ha chiesto al chirurgo di pulirgli tutto il corpo, pare su pressioni della fidanzata. E ancora: l'attrice Eva Longoria ha fatto sparire da un polso la data del suo matrimonio e la cantante inglese Mel C, ex Spice Girl, ha sborsato 10mila sterline per fare rimuovere dal chirurgo dieci disegni fatti "in un periodo di depressione e anoressia da dimenticare". Nel mondo dei televip italiani il tatuaggio in qualche modo sembra ancora resistere, nello sport e nello spettacolo: da Marco Materazzi ad Antonio Cassano, da Simona Ventura a Michelle Hunziker fino a Lapo Elkann, l'Italia da rotocalco non si arrende. Francesco Facchinetti, in arte Dj Francesco, invece ha detto basta: "I tatuaggi nemmeno li conto più - dice - ho fatto del mio corpo un diario, ci ho scritto e disegnato di tutto per anni". Poi ha deciso di fermarsi: "Adesso non ne faccio più, ho già dato". |
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Mauro Montanari, direttore del Corriere d’Italia di Francoforte, scrive all’Ambasciatore d’Italia, Puri Purini: Media Markt, reagisce l’ambasciata? Risponde Gaudiano: abbiamo reagito! |
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Gentile Ambasciatore, come avrà sentito è in corso da parte della ditta Media Markt una campagna estremamente offensiva e diffamatoria nei confronti della comunità italiana in Germania, che viene dipinta come una comunità di imbroglioni e truffatori. La comunità italiana, che è fatta di gente onesta venuta in Germania per lavoro, non merita un trattamento del genere. Come Lei sa, da ricerche fatte sia dal giornale Corriere d’Italia, sia dall’associazione Cais di Stoccarda, la quota di criminalità denunciata dalla comunità italiana in Germania e assolutamente paragonabile a quella degli autoctoni tedeschi. Questa campagna della ditta Media Markt trae quindi origini dai più beceri pregiudizi antitaliani, che pescano nel fondo delle paure ancestrali di fronte all’alterità e alla diversità, che la cultura tedesca, soprattutto più popolare, talvolta manifesta. Risposta del consigliere Gaudiano
Gentile Dr. Montanari, |
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Proteste per il criptaggio delle partite di calcio. La Rai oscura le partite. Protesta Pier Luigi Sotgiu, componente del Comites di Monaco di Baviera. L’on. Laura Garavini (PD): “Un tavolo di confronto per risolvere il problema dei programmi tv criptati” |
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Il
Campionato Europeo di calcio è già iniziato e la Rai oscura le partite,
pur sapendo che milioni di italiani vivono all’estero e tengono alto
l’orgoglio per la Nazionale di calcio italiana. Alla Rai ed anche ai
politici nulla interessa”. Protesta Pier Luigi Sotgiu, componente del
Comites di Monaco di Baviera. “Non esiste sensibilità – accusa - nei
confronti degli italiani nel mondo per far vedere le partite con la
telecronaca in lingua italiana”. “Nel 2006 successe la stessa cosa. E
l’Italia così facendo perde di immagine” fa osservare Sotgiu
rammentando che “anche il calcio giocato è senso di fratellanza fra i
popoli. “Il Governo - conclude - dovrebbe avere il compito di garantire
gli eventi come fanno altre nazioni”.
Dal Lussemburgo interviene Mario Franchi, capo redattore del “Corriere Europeo”, con una “lettera aperta” al sottosegretario Romani, ricordando che la RAI, dall'inizio delle sue trasmissioni, non ha mai fatto vedere in chiaro all'estero certi programmi, quelli che interessano di più i nostri connazionali, come le partite di calcio internazionali, le gare di formula uno, film datati, cartoon di Walt Disney eccetera. Questi programmi sono tutti criptati. Problema che è stato segnalato ripetutamente in passato, ma che nessuno ha mai saputo risolvere… Circolano voci secondo cui è per una questione di diritti di autore (o di trasmissione) che sarebbero troppo cari per l'estero e che dunque mamma Rai (una mamma definita, per così dire, di facili costumi, ndr) non potrebbe pagare, forse anche perché è troppo poca l'utenza che in fin dei conti li seguirebbe all'estero, dunque non ne vale la pena.
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Questa utenza - fa notare il giornalista del “Corriere Europeo” - è costituita dalla vecchia generazione di italiani che sono andati a lavorare all'estero, e basta. Infatti i loro figli, già nati sul posto, guardano le altre televisioni. Lei non immagina nemmeno quanto sia umiliante vedersi oscurare la RAI quando sta per iniziare una partita con la nostra nazionale o un bel film d'epoca. Ora, tocca ai campionati d'Europa di calcio, domani a chi? E per quanti anni ancora questa storia continuerà? “Mettiamo tutti insieme ad un tavolo per risolvere con determinazione il problema dei programmi criptati della Rai”. È la proposta dell’on. Laura Garavini (PD) che insieme a Franco Narducci e Gianni Farina chiede con un’interrogazione al governo “se non intenda promuovere la costituzione di un tavolo di confronto, composto da rappresentanti della RAI, parlamentari eletti nella Ripartizione Europa della Circoscrizione Estero, rappresentanti del CGIE ed esperti” per esaminare in tempi brevi delle soluzioni per superare il sistema di criptaggio, permettendo anche agli italiani all’estero di seguire sui canali della Rai programmi di grande interesse, come per esempio le partite della nazionale di calcio. |
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Secondo la deputata PD finora “non si è cercata, con sufficiente determinazione, una soluzione concreta del problema, nonostante le numerose sollecitazioni pervenute dalle nostre comunità e dalle loro istituzioni di rappresentanza come il Comites o il CGIE”. Questo disagio per gli italiani all’estero si è riacceso in occasione dei Campionati Europei di calcio: quando si sintonizzano sui programmi Rai per vedere le partite degli Europei non possono vedere nulla. Tutte le partite sono criptate per chi, come gli italiani all’estero, capta i programmi Rai via satellite. “Cerchiamo insieme delle soluzioni praticabili in tempi brevi che tengano conto delle condizioni finanziarie e organizzative”, propone Garavini suggerendo per esempio l´introduzione di una card di decriptaggio per gli italiani all’estero. “La comunicazione sportiva rappresenta un incisivo strumento di collegamento con le nostre realtà all’estero e un veicolo di coesione con il nostro Paese”, conclude la neo deputata, “per questo vorrei che tutti insieme facciamo uno sforzo per risolvere questo problema”.
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Monnezza.
Primo: non mollare! E’ un augurio al nuovo governo Berlusconi di
insistere nella linea di fermezza, nella legalità che finalmente si
intravede nella soluzione del problema rifiuti a Napoli. |
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Primo: non mollare! Non è la ripetizione del famoso adagio "boia chi molla!", ma è un augurio al nuovo governo Berlusconi, al nuovo ministro degli interni Maroni, al nuovo sottosegretario "alla spazzatura" Bertolasi, di insistere nella linea di fermezza, nella legalità che finalmente si intravede nella soluzione del problema rifiuti a Napoli. I precedenti governi, soprattutto colpevoli per non aver usato il pugno di ferro con le autorità locali, hanno sempre calato le famose braghe di fronte alle proteste, di fronte alle pressioni politiche dei vari Ras locali. Proteste, che nella maggior parte dei casi, sono sempre state architettate dalla camorra locale con lo scopo di proteggere interessi edilizi, imprese più o meno legali che lavorano nel campo dei rifiuti, con discariche abusive, disposte ad accogliere anche i rifiuti tossici. Berlusconi non possiede la famosa bacchetta magica, neppure lui riesce a risolvere i problemi dall'oggi al domani, certamente la sua dinamicità procura il mal di testa a molti, specie a quelli abituati ai tempi lunghi di Prodi,ma pure a lui occorre tempo. Tuttavia se nell'imporre le dieci discariche, scelte dal governo, non arretrerà di un metro, i napoletani incominceranno a capire che prima dei lori interessi, dei loro"porci" comodi ci sono gli interessi di tutta la comunità locale, regionale, nazionale. |
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Non è bello, specialmente per chi risiede all'estero, vedere i giornali, le corrispondenze televisive straniere trattare non solo i napoletani, ma tutti gli italiani, come uomini delle caverne! Il tutto naturalmente a deleterio della risorsa prima dell'Italia: il turismo. Queste panoramiche "italiane" invece di portare turisti da tutto il mondo a vedere le bellezze panoramiche di Napoli, di Capri, di Ischia portano solo orde di topi grandi come conigli a "visitare" la spazzatura che riempie le strade del capoluogo partenopeo. Prima cosa da fare sarà quella di togliere subito questa "monnezza" dalle strade, portarla nelle discariche, e, a breve, costruire quegli inceneritori necessari per eliminarla. Non è che una soluzione provvisoria quella di spedire la s |